Nonostante la sconfitta nella semifinale del Memorial Pajetta, che ha precluso al Pistoia Basket dii testarsi contro la Virtus, Ramagli premia l’atteggiamento dei suoi
Sarà la seconda sfida contro l’Apu Udine – ko 80-63 contro la Virtus Bologna – in meno di un mese a chiudere il precampionato biancorosso: sabato alle 18 infatti l’Oriora torna in campo nella finalina del Memorial Pajetta contro la squadra di casa, organizzatrice del torneo di Cividale del Friuli ed unica squadra di Legadue della manifestazione.
Per Pistoia, al di là dei numeri del risultato finale che parla di sconfitta con Varese nella prima gara friulana (la terza su quattro partite giocate contro prossime avversarie di campionato in questa preseason), le cifre più importanti su cui riflettere sono quelle che evidenziano le difficoltà realizzative ma soprattutto a rimbalzo.
Se giustamente Alessandro Ramagli evidenzia che «stare a pensare alle percentuali, a chi ha tirato meglio o peggio» non è la cosa più importante in questo momento, le parole del coach sono all’insegna della consapevolezza del lavoro che l’Oriora ha ancora da fare.
«E’ stata una partita molto utile – il commento del tecnico biancorosso- queste sono squadre che ti mettono alla prova. Mettono in campo grande durezza e fisicità e la devi pareggiare: noi in questo senso l’abbiamo pareggiata, è stata una partita dalle basse percentuali da entrambe le parti. Siamo stati combattivi, abbiamo combattuto, siamo partiti male e ci siamo ripresi. Alla lunga si è sentita la profondità del roster di Varese che gli arriva da un campionato giocato insieme (l’ex capitano pistoiese Moore è uno dei pochi nuovi innesti di un gruppo rodato ed ambizioso, ndr)».
«Fa tutto parte del nostro processo di crescita- continua il tecnico dell’Oriora- dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo mettere insieme i ragazzi che non sono perfettamente inseriti perchè sono arrivati da ultimo. Queste gare sono importanti perchè ti danno il senso dell’intensità del campionato, quindi quello che è necessario fare per continuare processo di crescita che serve per passare dalla competitività alla vittoria».
Nella gara contro Varese (trascinata da uno Scrubb in doppia doppia, 11 punti- 10 rimbalzi), Ramagli ha usato molto il “quintetto” titolare: il più spremuto è stato Dominique Johnson (che come gran parte della squadra non è riuscito a sbloccarsi al tiro, chiudendo con 1/7 dal campo), ma anche Krubally, Auda e Johnson play hanno sfiorato i 30′ in campo. Martini alla fine ha giocato più del falloso Peak ed è stato un buon jolly. Tanta grinta ma alla fine poco incisive le prove degli altri giovani.



