Pistoia Basket, Saccaggi e Galanda: «Nel 2013 costruiti per vincere»

Due protagonisti della promozione di dieci anni fa del Pistoia Basket ricordano l’impresa compiuta, comparandola con quelle recente

Il 22 giugno 2013, il Pistoia Basket conquistava la sua prima promozione nel massimo campionato. Fra gli eroi di quella promozione ecco anche un giovanissimo Lorenzo Saccaggi, che all’epoca aveva appena 21 anni (non ancora compiuti) e con Guido Meini si spartiva la cabina di regia della formazione allenata da Paolo Moretti. «Durante i miei anni qui a Pistoia ho avuto l’opportunità di far parte di due gruppi fantastici, che hanno scritto due pagine di storia del club – racconta il playmaker nativo di Carrara, fresco di salto categoria anche con la Giorgio Tesi Group guidata in panchina da Nicola Brienza – Dieci anni fa ero un ragazzetto e adesso che sono cresciuto riesco a capire il vero valore di un risultato così grande».

Rispetto al traguardo della Serie A1 tagliato gli scorsi giorni, qualche differenza esiste.«Nel 2013 la città, la società e noi ragazzi ci aspettavamo di poter raggiungere un risultato del genere. Dopo esserci andati vicini l’anno prima, siamo riusciti a centrare il salto di categoria. Ricordo le facce emozionate dei miei compagni, la gioia dei tifosi scesi per le strade e solo ora che ho raggiunto un certo livello di maturità cestistica, e non, riesco a comprenderne l’importanza – continua l’ex Biella – Non eravamo una squadra molto scaramantica o altro, eravamo consapevoli del nostro potenziale e abbiamo portato a termine un obiettivo posto fin da inizio anno»

Sulla stessa falsariga il racconto di un altro grandissimo protagonista di quella stagione indimenticabile come Giacomo “Gek” Galanda.«Ora come dieci anni fa la forza del gruppo ha fatto la differenza. Rispetto a questa stagione, la squadra del 2013 era stata costruita con il solo e unico obiettivo di salire. E sebbene lo abbiamo fatto nella maniera più difficile, perché quell’anno saliva solo una squadra, ci siamo riusciti. Vedendo i festeggiamenti post promozione mi sono riaffiorati alla mente ricordi incredibili – sottolinea l’argento olimpico ad Atene 2004 – Tornato a casa alle prime luci dell’alba dopo le celebrazioni in città, pronto per dormire, mia figlia mi ha chiesto di raccontarle una storia. E io da buon padre, le ho raccontato il viaggio di una squadra di pallacanestro dai colori biancorossi verso una spettacolare vittoria».


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