Pistoia Basket, Moretti prova a guardare oltre: «Guai mollare di un centimetro»

Il coach biancorosso analizza la sconfitta con Torino: «Partita equilibrata decisa da alcuni episodi. Ci è mancata lucidità ed energia. La garra? Non è nel dna di questa squadra, che comunque ha dato tutto»

Difficile interpretare le sensazioni provate da Paolo Moretti nel post partita. Certamente c’è delusione, ma non rassegnazione. Anche se il k.o. con Torino rappresenta una mazzata potenzialmente letale per l’avventura del Pistoia Basket in Serie A: “È stata una partita molto equilibrata e dura, decisa su una serie di episodi sui quali c’è poco da recriminare – ha esordito – penso a palloni che rimbalzano e finiscono nelle mani degli avversari, oppure a buone difese vanificate da un rimpallo. Non mi riferisco invece agli arbitri – ha puntualizzato – che secondo me hanno preso sempre decisioni giuste. A conti fatti la gara è stata decisa da due giocate eccezionali di Wilson”.

La Fiat ha vinto tutto sommato meritatamente: “Abbiamo sofferto tantissimo la fisicità e l’atletismo di Torino – ha ammesso – ci hanno costretto a rinunciare alla nostra arma dello small ball, anche perché eravamo privi di Mesicek. Ci sono state troppe palle perse terminali e troppi rimbalzi offensivi concessi, oltre ad alcune ingenuità – ha proseguito il coach biancorosso – e nel finale sono riemersi tanti vizi che in questa stagione sono stati il male dell’attacco di Pistoia. È mancata anche l’energia – ha aggiunto – non ci muovevamo più, giocavamo solo palla in mano. E un gioco statico diventa purtroppo un gioco prevedibile”.

Non ha convinto molto l’atteggiamento mostrato dai biancorossi sul parquet: “Se abbiamo commesso pochi falli un po’ è dovuto alla difesa a zona, un po’ al fatto che non potevamo permetterceli perché il nostro roster è meno profondo rispetto agli avversari – ha ribattuto – La garra? Non è la posta in palio che cambia il dna di una squadra. La squadra ha lottato per quello che è nelle sue corde. Tutti hanno dato il massimo, al netto dei limiti individuali e di quelli di squadra. Torino ha nelle corde un certo tipo di gioco, Pistoia no”. Certo è che Moretti sperava in un altro ritorno: “Ringrazio tutti per un’accoglienza speciale, adesso non si molla di un centimetro – ha concluso caricando – ci sono ancora quattro partite, giochiamocela”.

Alessandro Benigni
Alessandro Benigni
Pistoiese dalla nascita e giornalista dalla maggiore età, lavora per Gazzetta, Tvl, Tirreno e ovviamente Pistoia Sport, masticando anche social e strategie digitali. Scrive in direzione ostinata e contraria, con sincera simpatia per chi parte dalle retrovie.

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