L’ampliamento del palazzetto, il piano di risanamento e la dirigenza: i programmi della nuova proprietà targata Ron Rowan
Il nuovo – seppur al momento incompleto – CdA del Pistoia Basket si è presentato ufficialmente alla stampa e alla città. Un incontro molto atteso dai tifosi biancorossi e non solo. Un periodo vissuto in maniera vibrante dai tanti appassionati, in special modo per quanto concerne il progetto societario e sportivo della nuova società capeggiata da Ron Rowan.
Proprio l’ex cestista dell’Olimpia si è presentato per la prima volta in conferenza stampa da presidente, affiancato dal confermato direttore generale Ettore Saracca e dal “nuovo” vice presidente Massimo Capecchi. È stato proprio il numero uno uscente del club di via Fermi a rompere il ghiaccio nel primo incontro del nuovo corso, ringraziando innanzitutto tutti gli attori protagonisti del ciclo appena concluso, dallo staff ai giocatori, passando agli sponsor e ai dirigenti tutti.
IL NUOVO ORGANIGRAMMA
«Il nuovo progetto darà soddisfazioni a tutti: dal pubblico di Pistoia ai nuovi investitori – ha esordito con sincerità e certezza Capecchi -. Questa mattina si è riunito il CdA che ha confermato la nuova presidenza di Ron Rowan. Io resterò come vice presidente e farà parte del consiglio anche Dario Baldassari. Nel ruolo di direttore generale è confermatissimo Ettore Saracca, così come Marco Sambugaro lo è per quello di direttore sportivo».
Dopo aver messo in chiaro una parte dell’organigramma – ancora in fase di definizione completa – Capecchi ha lasciato la parola a Ron Rowan per un primo saluto e al direttore generale Ettore Saracca. È stato proprio quest’ultimo a rispondere alla maggior parte delle domande sulle questioni societarie, dall’organizzazione societaria al budget previsto per la prossima stagione fino al risanamento del debito del club. Il dg ha anche puntualizzato il perché della mancata festa con i tifosi e annesso saluto ai giocatori, non avvenuto perché tra «il weekend subito dopo l’ultima partita e la partenza dei cestisti americani il martedì, non c’è stato tempo e modalità per ottenere i permessi per organizzare un evento al palazzetto o altrove».
«Al momento non farò nomi su eventuali nuove figure a livello dirigenziale ma posso dire che stiamo lavorando per potenziare il club con figure junior e di livello – ha ammesso Saracca – . Sul lato marketing e sociale abbiamo perso Andrea Di Nino che vogliamo sostituire con un profilo di livello. Lato commerciale è invece confermato Giulio Pacini. Siamo ancora in una fase da “lavori in corso” ma pezzo dopo pezzo costruiremo il futuro di questo club».
RISANAMENTO SOCIETARIO
«Passando al tema economico e finanziario, il risanamento societario è tuttora in corso – ha proseguito Saracca -. Abbiamo messo in piedi un piano di rientro ed entro fine giugno definiremo un piano concreto per risanare i conti della società. Gli investimenti della proprietà americana sono un valore aggiunto. Hanno acquisito l’85% percento delle quote portando una iniezione di capitale societario piuttosto importante che ci ha dato respiro. Budget? Stiamo definendo sia quello societario che sportivo. Sicuramente sarà superiore rispetto a quello dello scorso anno».
«Rispetto agli scorsi anni, non avremo solo gli sponsor a sostenerci economicamente – ha aggiunto -. Gli investitori hanno fatto la loro parte e continueranno a farla. Noi lavoreremo per aumentare i ricavi grazie agli sponsor e ai progetti. Abbiamo ottenuto risultati importanti e dettato obiettivi futuri altrettanto importanti. Ci siamo mossi da febbraio per incrementare i ricavi. Per quanto riguarda gli investimenti dagli Stati Uniti tutta la responsabilità è di Ron Rowan che è il presidente della società. Se Dario Santrolli e Marco Ridolfi (fondamentali nel gettare le basi della trattativa) avranno un ruolo? Ci abbiamo e ci parliamo spesso, Dario in particolare conosce Rowan da 30 anni, li lega un rapporto di amicizia. Hanno favorito questa operazione e possono dare consigli a Ron ma non avranno alcun ruolo in società».
GLI INVESTITORI AMERICANI
Proprio Ron Rowan ha parlato – pur senza addentrarsi troppo nei particolari – degli investitori statunitensi di cui al momento l’unico volto noto resta Steven Raso, presente a Pistoia per diverse gare casalinghe e al seguito della squadra anche a Brescia. Non nominati in conferenza, Mark Czachowski e Greg McDonald, gli altri due investitori americani della East Coast Group, restano al momento nell’ombra, così come le loro occupazioni negli Stati Uniti e la loro capacità finanziaria.
«Gli altri investitori hanno investito su di me più che su Pistoia. Loro non conoscono molto la pallacanestro né Pistoia. Io invece so quanto sia importante il basket in questa città, sento questa pressione da parte dei tifosi ma mi piace. Sono circondato da persone che mi aiutano molto e mi renderanno più facile lavorare per questo club. la maggior parte dei presidenti sono uomini d’affari, io sono un uomo di basket. Loro si fidano molto delle mie capacità e hanno investito tanto in me».
«Ho sempre seguito il basket italiano – ha proseguito parlando della sua vita negli Stati Uniti -. Negli USA ho sia continuato a giocare come amatore sia allenato. Sono sempre stato dentro il basket. Mi erano già capitate alcune simili opportunità negli anni passati. Prima con la Virtus Roma 4-5 anni fa ma non andò in porto, poi Trieste quando fu comprata dalla proprietà americana ma in quel caso non ne feci parte direttamente. Quando mi hanno parlato di Pistoia ho pensato fosse il momento giusto di fare qualcosa e muovermi in prima persona».
L’AMPLIAMENTO DEL PALACARRARA
Tra gli argomenti più interessanti toccati sicuramente il possibile ampliamento del palazzetto, di cui si è fatto portavoce il vice presidente Massimo Capecchi. «Posso dire che sono già state avviate le interlocuzioni con le amministrazioni comunali e regionali per sviluppare il progetto per aumentare la capienza del PalaCarrara – ha spiegato -. Un progetto davvero importante, con la possibile costruzione di ulteriori strutture nell’area circostante a cui teniamo molto noi e soprattutto la proprietà americana. Tutte le parti sedute al tavolo sono interessate allo sviluppo poiché si tratta di qualcosa che riguarda tutta la comunità. Avere una casa con un maggiore numero di spettatori sarebbe una novità importante ma chiaramente parliamo di un progetto a medio lungo termine».
L’ultima parola è ancora di Ettore Saracca. Frasi di rassicurazione nei confronti dei tifosi, fino ad oggi – eufemisticamente – non contenti del silenzio societario. «Ci mettiamo tutti la faccia e vogliamo continuare a fare quanto fatto. Faremo il nostro lavoro al massimo, abbiamo una visione importante del futuro societario e sportivo. Faremo di tutto per continuare a sognare». Chissà se, dopo una conferenza con tante domande accompagnate da risposte evasive e gran sorrisi, arriveranno anche i fatti a puntellare quelle sicurezze che ora aspettano la riprova per trovare forma e sostanza.


