Pistoia basket, senti Mesicek: «Non chiamatemi ragazzino»

La guardia del Pistoia basket Blaz Mesicek si è presentata in conferenza stampa questo pomeriggio e ha dimostrato di avere grinta anche nelle parole: «Alla mia età devo prendermi responsabilità in campo»

«Penso che questa sia stata una grande opportunità per me, arrivavo da una situazione in cui in pratica ero senza squadra da un mese, la chiamata di Pistoia è arrivata in momento giusto». Blaz Mesicek ci ha messo poco ad innamorarsi di Pistoia, cogliendo al volo l’opportunità di tornare in Serie A dopo l’esperienza con la casacca di Brindisi. Nel suo primo mese e mezzo in biancorosso la guardia slovena ha dimostrato di avere la grinta e la rabbia agonistica necessarie per lottare in una squadra che deve salvarsi.

Guai però a chiamarlo giovane, perché lui a 21 anni guarda solo avanti e vuol essere considerato in tutto e per tutto un professionista. «La mia mentalità mi viene dal posto in cui provengo. Sono sloveno, ma mio padre è per metà serbo e per metà croato, loro hanno una grande mentalità vincente. Non sono giovane, lo sei se hai quindici o sedici anni, nei miei paesi quando hai 21 anni sei già grande. Alla mia età sei già un giocatore che non deve rimanere in panchina ma che deve prendersi le sue responsabilità in campo».

In queste prime quattro gare con Pistoia il cecchino sloveno viaggia a oltre 13 punti di media, un bel bottino per chi comunque deve sgomitare per trovare spazio e minuti mezzo alla concorrenza di americani e italiani. In mezzo alla rivoluzione di febbraio in casa Pistoia Basket lui è addirittura riuscito a trasformare il suo contratto a gettone di un mese in un ingaggio fino a fine stagione. «Qui ho l’opportunità di giocare –ha detto ancora Mesicek- prendendomi responsabilità e avendo minuti importanti. Credo che sia sempre difficile quando cambi tanti giocatori ed è normale che all’inizio ci siano complicazioni, ma penso che adesso la squadra sia buona. Ora serve dare il massimo per vincere la prossima partita, dobbiamo rimanere positivi e cercare di lavorare duramente tutti insieme».

Del resto un successo è quello che più manca ai biancorossi e la partita di domenica con Sassari a questo punto diventa importante, perché dal PalaCarrara passano quasi tutte le speranze di salvezza dei biancorossi. «Se non vinciamo dipende anche dal fatto che non ci conosciamo bene, gli allenamenti tutti insieme sono stati pochi. Per conquistare i due punti dobbiamo riuscire ad avere la giusta attenzione e concentrazione per quaranta minuti. Nelle gare precedenti, per almeno cinque minuti nell’arco della partita, non l’abbiamo avuta e così facendo abbiamo concesso agli avversari divari che poi sono risultati difficili da colmare. Già dalla sfida con Sassari sarà importante credere nei nostri mezzi e rimanere uniti per tutti e quaranta i minuti».

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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