Pistoia Basket, un esame di maturità superato a pieni voti

I meriti del Pistoia Basket sono tanti, a partire dalla prestazione difensiva dell’ultimo periodo, all’equilibrio dell’attacco che non ha mai dato riferimenti agli avversari

Il duello rusticano tra OriOra e Pesaro se lo è aggiudicato la truppa di Michela Carrea, che ha superato con pieno merito un difficile esame di maturità. Non tanto per aver battuto il fanalino di coda, squadra sin qui regolata da tutte le alte nel confronto diretto, quanto per non aver inciampato in nessuna delle insidie di una gara che facile non era e nemmeno si è dimostrata tale nell’arco dei quaranta minuti.

I meriti di Pistoia sono tanti, a partire dalla prestazione difensiva dell’ultimo periodo, grazie alla quale l’OriOra ha spaccato la partita, togliendosi definitivamente di dosso un’avversaria che aveva lottato per trentacinque minuti con le unghie e con i denti. Va sottolineato anche l’equilibrio dell’attacco di Pistoia che non ha mai dato agli avversari riferimenti facili da leggere.

La squadra di coach Carrea ha bilanciato molto bene il gioco perimetrale, alternandolo costantemente a quello nel pitturato. Ne è uscita una partita in cui i biancorossi hanno tirato 41 volte da due con il 43,9% e 27 volte da tre punti con il 40,7%, percentuale che soprattutto nel tiro ravvicinato ha risentito anche di un metro arbitrale e di una fisicità degli avversari che ha tolto qualche punto ai biancorossi, comunque finiti spesso il lunetta, da dove hanno tirato 30 volte con il 73,3%.

DUREZZA MENTALE Uno degli aspetti che merita di essere rimarcato della vittoria con Pesaro è la durezza mentale del gruppo . La squadra biancorossa ha saputo tenere la barra sempre dritta in una partita in cui la componente emotiva ed emozionale poteva giocare un ruolo determinante. Della Rosa e compagni non si sono disuniti, nemmeno quando nel secondo periodo e a inizio del terzo Pesaro è passata in vantaggio, prendendo l’inerzia della gara tra le mani. L’OriOra ha tenuto duro anche nel finale, quando la paura di vincere e la pressione di dover portare in porto una gara meritata, complice anche la stanchezza, avrebbero potuto far perdere la lucidità necessaria per gestire gli ultimi cinque minuti di partita. E poi ci sono stati gli arbitri, che con la loro confusione e le tante indecisioni sono riusciti a scontentare tutti, aumentando il nervosismo e l’agitazione in campo. In tutto questo Barford e Williams hanno provato in tutti modi, soprattutto nella parte centrale della gara, a far saltare i nervi ai giocatori di Pistoia, alzando il tono dei duelli e sfidando, spesso provocatoriamente i biancorossi. In tutto questo la squadra di coach Carrea è rimasta abbastanza lucida e concentrata, evitando che tutti questi elementi di contorno diventassero predominanti.

IL PISTOLERO PETTEWAY Questa è stata anche la gara della definitiva consacrazione del nuovo Terran Petteway. Un giocatore che ha cambiato modo di approcciarsi al parquet, diventando un elemento di sistema, senza però perdere quei tratti distintivi che lo hanno caratterizzato come scorer di razza, capace di canestri difficili e di tiri decisivi nei momenti topici della gara. Nel mezzogiorno di fuoco del PalaCarrara, contro la Carpegna Prosciutto, Petteway si è trasformato in Will Kane, il leggendario sceriffo di Hadleyville, segnando 32 punti senza urlare e senza strafare. Semplicemente prendendosi quasi esclusivamente i tiri che la partita gli dava e i palloni che i compagni gli chiedevano di mettere dentro la retina. Una prestazione pulita, concreta e costante (6/9 da due, 6/10 da tre punti e 2/4 dalla lunetta), con cui ha portato al massimo una parabola di crescita che è stata netta e quasi sempre sorprendentemente positiva in questi mesi. Petteway su tutti, ma guai a sminuire le prestazioni di Dowdell, Brandt, Wheatle e Landi, ma più in generale quella del gruppo perché ormai è chiaro che l’equilibrio di questa squadra è un qualcosa di molto fluido, che ogni partita si riposiziona suddividendo le forze tra tutti, in maniera sempre diversa, a seconda della serata, della fiducia dei singoli e anche delle scelte degli avversari.

DUE DIETRO E TANTE NEL MIRINO Adesso la graduatoria si fa davvero interessante per Pistoia. La squadra di coach Michele Carrea ha distanziato le ultime due, Pesaro e Trieste, rispettivamente a -10 e -4 ed entrambe sconfitte nel match al PalaCarrara. In attesa di effettuare il proprio turno di riposo per il momento i biancorossi hanno agganciato anche Trento a quota dieci e due punti più sopra c’è un folto gruppo che comprende Cantù, Varese, Treviso, Reggio Emilia e Venezia. Insomma, la squadra biancorossa è viva e in piena corsa, con una base di certezze data dai punti conquistati che valgono già la doppia cifra. Eguagliato il numero di successi sul campo dello scorso anno e infilata una striscia di cinque vittorie casalinghe consecutive adesso lo step successivo è quello di non perdere più terreno, restando agganciati a questa continuità che, almeno a livello casalingo, può diventare un fattore determinante per la corsa salvezza. E con questo bagaglio, leggero ma al tempo stesso essenziale, puntare dritti alla trasferta di Varese, consapevoli che di qui in avanti la crescita della squadra deve passare anche dalle gare lontano dal PalaCarrara.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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