La Lumos tiene testa alla Effe, ma paga gli errori al tiro e un possesso finale gestito male. La difesa un punto fermo in vista del derby con La T Gema
Non sono bastate la forza d’animo e la capacità di reagire per avere la meglio della Fortitudo Bologna. Pistoia ci ha provato, fino all’ultimo secondo disponibile, ma anche stavolta, come accaduto con Livorno, il punto a punto finale non ha premiato la Lumos. Da recriminare una cattiva gestione del possesso decisivo, senza dimenticare però i tanti errori avvenuti in precedenza, con percentuali al tiro da tre punti e ai liberi che gridano vendetta. Al rammarico per la sconfitta al fotofinish, è giusto affiancare anche la consapevolezza di aver giocato ancora una volta alla pari con una delle favorite alla promozione. Un test di crescita superato solo a metà: molto ciò su cui continuare ad affidarsi, ma manca ancora un ultimo passo per tornare a casa con il sorriso da un big match.
DIFESA ANCORA SUPER, PESSIME LE PERCENTUALI
Tre le principali note positive della gara contro la Effe: l’approccio, la difesa e la tenacia. L’inizio di gara di Pistoia è stato feroce, di enorme aggressione difensiva, caricato da un pubblico mai così caldo quest’anno. Gli uomini di coach Ciani hanno affrontato a viso aperto la Fortitudo, stordendola con una pressione forte ed efficace al fine di recuperare palla. Direttamente collegata c’è di conseguenza la difesa, pallino dello staff tecnico e giunta ad un livello già molto elevato. Contro una squadra abituata a segnare ben oltre 80 punti a gara, la Lumos ne ha subiti soltanto 66, tappando alcune delle più pericolose bocche da fuoco di Cavina. I biancorossi sono restati sempre all’interno della partita, non scivolando oltre il -8 di fine primo tempo e rispondendo colpo su colpo nella volata finale, almeno fino ai liberi decisivi di Fantinelli.
È inevitabile partire dall’analisi di ciò che invece non è andato da quell’ultimo maledetto possesso. Con 15 secondi a disposizione per costruire l’azione finale, è scontato dire che si poteva fare assai meglio di quanto visto. A mancare probabilmente la lucidità di cambiare in corsa una prima idea stroncata sul nascere dalla difesa di Bologna, con Schina a finire chiuso nell’angolo e costretto ad un tiro fuori equilibrio sulla sirena. Sicuramente una situazione di gioco sulla quale tornare a lavorare dopo aver sprecato in egual modo anche a Livorno. In una gara caratterizzata dai tanti errori tecnici – vuoi anche per l’elevato ritmo – le percentuali di Pistoia sono state poi a dir poco terribili. Lasciando passare il 40% dall’area, il 19% dalla linea da tre (4/21) e il 61% ai liberi (14/23) sono statistiche da far raggelare il sangue. Numeri pesantissimi, soprattutto nell’ottica di una partita decisa dai dettagli e persa di appena due punti, con la Effe al contrario a tirare 21/25 a cronometro fermo.
Passando ai singoli, Caleb Walker si è definitamente preso il ruolo di attore protagonista in attacco, firmando un’altra prestazione da miglior realizzatore. Totalmente all’opposto il rendimento del connazionale Ife Ajayi, ad oggi forse il giocatore maggiormente in difficoltà della Lumos. A preoccupare non è solamente il suo essere inconcludente, tanto in attacco quanto in difesa, ma come sembri per larghi tratti un pesce fuor d’acqua in questa squadra. Per la società è lecito attendere una sua reazione, così come lo staff tecnico dovrà cercare di metterlo nelle migliori condizioni possibili. Dopo 7 giornate difatti, Pistoia è come se ancora mancasse di uno dei due non formati. Ancora insufficiente anche l’apporto di Aristide Mouaha, che sebbene sia apparso più intraprendente dell’ultime uscite ha chiuso senza punti dal campo, al pari di Luca Pollone. Ottimo Gabriele Benetti, fondamentale nell’ultimo quarto, positivo anche Leonardo Bettiol, la cui fase di ambientamento procede passo dopo passo, costretto agli straordinari per l’assenza di Zanotti.
VERSO IL DERBY
La certezza da cui ripartire dunque non può che essere la difesa. L’appiglio principale a cui appendersi per ripartire dopo la striscia di tre successi consecutivi ora interrotta. E per rialzare la testa, miglior occasione non può che essere quella del derby contro La T Gema Montecatini. Un match sentito che torna a distanza di 18 anni dall’ultima sfida ufficiale tra una squadra termale e il Pistoia Basket. Si attende un altra sfida dall’atmosfera bollente, dopo la gran risposta di pubblico della Lumosquare. I circa 2500 spettatori, toccati anche grazie ad un settore ospiti sold out, hanno creato un calore ed una vicinanza alla squadra assente nelle precedenti due uscite stagionali.
Eppure, la sensazione è che Pistoia possa fare ancora meglio. Se la Curva Pistoia ha dato spettacolo, con tanto di coreografia della Baraonda Biancorossa, il resto del palazzetto aveva qua e là ancora diversi buchi. Forse, alla luce degli ultimi positivi risultati e considerando il match di cartello, la speranza era di vedere qualche presenza in più. Intanto, l’attesa è per le disposizioni in vista dello scontro del PalaTerme di domenica 8 novembre. Domani la Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo si riunirà per provare ad aumentare la capienza, fattore che inciderebbe di conseguenza sulla quantità di biglietti riservati al tifo pistoiese. Alle spalle la Effe, siamo già entrati nella settimana del derby.

