Pistoia sfiora l’epica, ma a prevalere è la maggior abit-Udine alla bagarre

Nonostante una Pistoia tutto cuore, al PalaCarrara passa la favorita Apu. Per la prima volta la GTG perde pur concedendo non più di 70 punti

Pistoia getta il cuore oltre l’ostacolo ma lo scontro al vertice se lo prende Udine. Vista la padronanza e la serenità con cui l’Apu ha gestito una gara così al cardiopalma, il gioco di parole vien fin troppo facile. A fare la differenza è stata la maggior abit-udine della corazzata bianconera a sfide di questo calibro per livello, pressione e posta in palio. E non ultimo per atmosfera, considerando un PalaCarrara che per l’occasione è sembrato avvicinarsi a quella bolgia di calore e passione che tutti conosciamo. Esperienza da vendere quella vantata dai friulani (sei giocatori con trascorsi nella massima serie, il doppio di quelli pistoiesi), forti di un roster ineguagliabile in termini di valore e profondità. Contro una GTG quasi eroica, alla formazione ospite è però servita fino all’ultima stilla delle proprie risorse, prima di proclamarsi attuale regina solitaria del girone verde.

Una carica tutt’altro che dirimente in questo momento della stagione, ma in ogni caso decisamente meritata. Non a caso, la squadra guidata dal veterano Boniciolli è addirittura riuscita a violare l’incantesimo biancorosso dei 70 o meno punti subiti. Dei tredici successi ottenuti fin qui dal Pistoia Basket, nove sono arrivati tenendo gli avversari a massimo 70 punti segnati. Da un’altra angolazione, ogni volta che Pistoia ha subito 70 o meno punti ha sempre vinto. Tranne con l’Apu. Non basta la doverosa propensione a prima e seconda transizione di Wheatle e compagni, avanti 61-47 nel conteggio dei tiri dal campo. Gli udinesi si coprono a meraviglia e di là segnano con il 50% da due e il 47% da tre, percentuali da grandi campioni.

Un ko da interpretare come l’eccezione che conferma la regola. Il bilancio nelle gare interessate recita nove vittorie su dieci. Nove su dieci, come il voto da dare a quanto fatto per adesso da coach Brienza (assieme allo staff tecnico) e dal gruppo di giocatori. Alla fine è inutile girarci intorno: era giustissimo e doveroso crederci, ma per quanto tenuto sotto traccia dalla classifica a pari punti della vigilia, battere questa Apu sarebbe stata un’impresa incredibile. Ecco dunque che averci perso al termine di un incontro così in bilico, arrivando a giocarsi il mini-supplementare nei 3′ finali sul 62 pari, non può essere una brutta notizia. Il bruciore per la sconfitta c’è lo stesso, deve esserci. Ma, mai come stavolta, deve servire solo e soltanto ad andare incontro al resto della stagione di petto e col sorriso.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.


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