Un secondo tempo splendido per Jazz Johnson. Con Ferrara segna 23 dei suoi 28 punti nella seconda metà di gara, regalando la gioia alla GTG
Trance agonistica. La dimensione in cui è entrato Jazz Johnson nel secondo tempo della gara vinta dai biancorossi contro Ferrara. Per uno come lui, lo stato di grazia in cui il canestro diventa una vasca da bagno non è nemmeno così raro. Trovare il fondo della retina non è mai stato un problema, nemmeno in maglia Pistoia Basket. In 20 partite tra Supercoppa, stagiona regolare e fase a orologio, sono 19,35 i punti di media messi a referto, col 54% da due e il 42% da tre. Ma nel secondo match di fase a orologio, il terzo dal suo ritorno, l’asso di Portland l’ha combinata davvero grossa, riprendendo il filone inaugurato nel nuovo esordio con Mantova, con 17 punti più o meno in 5′.
E così con la Kleb, dopo una prima metà di gara da appena 5 punti con 1/2 da dentro e 1/3 da fuori, 2 assist e 2 palle perse, Jazz si è rifatto con gli interessi. Nei secondi 20′ si è trasformato in una macchina da canestri, realizzando la bellezza di 23 punti, 12 nella terza frazione e 11 nell’ultima. Giocate da attaccante puro, quelle che incantano il pubblico, lo inducono al boato e all’esultanza. Giocate tra l’altro decisive, perché è dalle mani del 22 che passa la vittoria biancorossa. Tutto questo mantenendo una precisione al tiro da restare di stucco, con 28 punti e 11/16 dal campo (di cui 7/9 nel secondo tempo, 5/5 entro l’arco e 2/4 da dietro lo stesso) che vale un clamoroso 69%.
Troppo, per non essere un record. Più di 20 punti in mezza partita Johnson li aveva già prodotti contro Urania Milano, in quel 90-81 del 14 novembre. Pistoia vinse al supplementare, Jazz segnò 21 punti dei 33 totali nei primi due quarti con 5/7 da due e 3/5 da tre. Con la Top Secret è riuscito addirittura a fare di meglio. A fine partita i tifosi se lo sono giustamente coccolato, abbracciandolo e scarruffandolo con un calore che si riserva a pochi eletti. Non potrebbe essere altrimenti. La piazza e il suo beniamino fuoriclasse, anche se la forza rimane sempre il gruppo. Quello che conta molto di più dei numeri.



