Anche in campo nelle ultime sfide tra Pistoia e Montecatini, per l’ala di Varese Nicola Natali la sfida del 4 novembre sarà come un derby
Dopo due settimane di stop forzato per Final Eight 2018 e qualificazioni mondiali della Nazionale, torna finalmente in campo la Serie A. Al PalaCarrara domenica pomeriggio arriva Varese e la partita avrà sicuramente un sapore speciale per Nicola Natali, ala dell’Openjobmetis ma soprattutto montecatinese doc. In rossoblù infatti Nicola è cresciuto, indossando la canotta della squadra della sua città per tutta la trafila delle giovanili e per le prime quattro stagioni da professionista. Figlio di Gino Natali, ex cestista e poi general manager di Milano, Roma e Montecatini, la rivalità del derby tra Montecatini e Pistoia per Nicola è stata quasi una quotidianità, prima come tifoso e poi come protagonista in campo nelle ultime accese sfide tra le due squadre.
Arrivato quest’anno alla corte della società varesina, Nicola Natali in queste prime diciannove partite, nonostante fosse un debuttante nella massima serie, si è ritagliato sempre più spazio, con una media di nove minuti a partita. Giocatore solido, specialista della difesa, in questa sua avventura in terra lombarda ha confermato i progressi degli ultimi anni. La gara tra Pistoia e Varese è quindi l’occasione perfetta per fare una chiacchierata con Nicola, analizzando la situazione delle due squadre e le sue emozioni alla vigilia della sfida.
Che cosa rappresenta per te questa gara?
“Questa partita è diversa dalle altre perché torno vicino a casa e ci saranno parenti e amici a vedermi. Poi sono cresciuto con l’idea del derby, era una cosa stimolante per la carica e per la storia che si portava dietro, la partita che più aspettavi durante l’anno, spero sinceramente che in futuro possa tornare a disputarsi”.
Dopo tanti anni nelle serie minori, in cui ti sei fatto valere in piazze importanti per il basket come Montecatini, Trento, Forlì e Casale Monferrato, arrivi in Serie A alla soglia dei trenta anni, che effetto fa ?
“In estate ho ricevuto diverse offerte da squadre di A2, ero in vacanza all’Isola d’Elba e dovevo scegliere a giorni. Poi, inaspettatamente, è arrivata la chiamata di Varese. Non avevo mai considerato la Serie A, troppi stranieri e pochi minuti per gli italiani. La cosa è stata improvvisa, coach Caja comunque mi conosceva da tanto tempo e mi aveva già allenato con la nazionale sperimentale ai Giochi del Mediterraneo, quindi probabilmente sapeva cosa aspettarsi da me. Non puoi rifiutare una piazza come Varese, non puoi farlo per la sua storia, per il suo palazzetto e poi a 29 anni non volevo avere rimorsi per non aver provato a confrontarmi con la massima serie, anche se sapevo che sarebbe stato difficile. Già dalle prime amichevoli estive ho visto che il coach mi faceva giocare, ho continuano a lavorare sodo e per adesso ho una media di nove minuti a partita in Serie A”.
Come arriva l’Openjobmetis alla sfida con Pistoia ?
“Nelle ultime partite abbiamo vissuto il periodo in cui abbiamo raccolto i frutti di quello che abbiamo seminato. Con coach Caja si lavora tanto, puntigliosamente, alla ricerca della perfezione. Nel girone di ritorno abbiamo ottenuto quattro vittorie, alcune anche inaspettate, contro squadre di prima fascia. Speriamo di continuare così anche dopo la sosta. In questa pausa abbiamo avuto tempo per inserire al meglio Larson e Delas”.
A fine girone d’andata Varese era ultima in classifica a quota otto punti, insieme a Pistoia, Pesaro e Brindisi. Nel girone di ritorno siete imbattuti e avete raddoppiato i punti conquistati, cosa è successo alla vostra squadra ?
“Non abbiamo cambiato allenamenti o altre cose. Semplicemente venivamo da un periodo negativo, la vittoria con Venezia alla prima di ritorno ci ha dato molta fiducia, di conseguenza si sono alzate tutte le nostre percentuali al tiro e poi abbiamo vinto tre derby uno dietro l’altro”.
Che partita ti aspetti domenica al PalaCarrara ?
“Credo che sarà molto intensa, dura dal punto di vista fisico. Si affronteranno due squadre affamate, non dimentichiamo che fino a inizio gennaio eravamo nella stessa posizione. Sarà una partita molto tirata, poi conosco molto bene e sono particolarmente legato a coach Vincenzo Esposito, che mi ha allenato a Trento, e coach Marcello Billeri, con cui ho lavorato tanto a Montecatini, sarà bello salutarli prima del fischio d’inizio”.
Diamo anche uno sguardo a casa, segui le gesta del Montecatiniterme Basketball in Serie B ?
“Seguo i risultati e ogni tanto mi faccio raccontare le partite dal babbo che va spesso a vederle. Mi ha detto che si respira un bel clima, c’è gente e persino la banda, poi la squadra va bene e questo mi fa molto piacere”.



