«Sono ottimista, in casa ci sarà un altro clima. A Brescia tante cose positive, ho provato a trasmetterle alla squadra», così coach Brienza alla vigilia
L’Estra Pistoia si gioca tutto al PalaCarrara. Brescia, avanti 2-0, arriverà in via Fermi con l’obiettivo di chiudere la serie ma troverà di fronte a sé una squadra che non ha alcuna intenzione di mollare. I biancorossi, forti del pubblico di casa, proveranno ad allungare a Gara 4 e riaprire la serie.
Non sarà certo facile considerando l’altissimo livello dimostrato dalla Germani nei primi due atti al PalaLeonessa, così come nel resto della stagione. Una squadra completa, dalle tanti armi e che lascia davvero poco agli avversari. Un “poco” da dover sfruttare al meglio per provare a spuntarla. «Nelle prime due gare abbiamo avuto una ulteriore conferma della grande qualità di Brescia – ha esordito coach Brienza nella conferenza di vigilia del match -. Sono stati tanti mesi in vetta e stanno dimostrando il perché. È una serie molto difficile, loro hanno tante e diverse armi. Le hanno messe in mostra tanto in Gara 1 che in Gara 2. È chiaro che se giocano così e tirano con quelle percentuali diventa complicato per tutti, non solo per Pistoia».
«Dobbiamo fare tesoro delle situazioni positive che ci sono state, essere bravi a sfruttare i momenti della partita in cui potevi girare l’inerzia perché ci sono stati – ha continuato il tecnico -. Non è detto che loro te li possano concedere né che sfruttarli ti porti a vincere il match ma magari a farli soffrire fino all’ultimo. Dobbiamo essere più cinici e risoluti a prendercele. Sono sereno e ottimista, in casa ci sarà tutto un altro clima sia sugli spalti ma anche per certe situazioni in campo».
SFRUTTARE L’ATMOSFERA DI CASA
Pistoia si troverà di nuovo spalle al muro, come già accaduto lo scorso anno quando in semifinale contro Cantù arrivò una pazzesca rimonta proprio partendo sotto 2-0 nella serie. I biancorossi dovranno incanalare il dispiacere accumulato e trasformarlo in energia positiva. In questo grossa mano potrà arrivare dal pubblico di casa. «È normale che ci siano dispiacere e frustrazione – ha ammesso Brienza -. Scendi in campo sempre con l’idea di battere l’avversario e se non ci riesci è giusto che ti dispiaccia. Fondamentale diventa trovare il focus, il particolare che ti fa girare la serie. Dobbiamo ripulire le cose negative e attaccarci a quelle positive. Io ne ho viste diverse e le ho provate a trasmettere alla squadra».
«Eravamo carichi già per Gara 1 e lo saremo ancor di più per Gara 3 – ha proseguito -. Giochiamo a casa nostra e ricordo benissimo l’atmosfera che ci fu per la terza sfida con Cantù. Sono convinto ci sarà anche stavolta, che il pubblico ci trascinerà da ben prima della palla a due. Rispetto all’avversaria della semifinale dello scorso anno, la forbice tra noi e Brescia è più ampia. Servirà una partita vicina alla perfezione».
«La difesa di Brescia non ci permette di creare le solite situazioni per i nostri giocatori offensivi – ha aggiunto il tecnico di Estra -. Sappiamo di avere una squadra facilmente leggibile per certi versi, i nostri riferimenti tecnici in campo sono chiari e dunque dobbiamo essere bravi a creare condizioni diverse per i nostri giocatori. A mio avviso meritano di essere anche più tutelati durante la partita. Le prestazioni di Ogbeide? Brescia è stata brava ad impedirci di effettuare le giocate viste durante l’anno. Non credo abbia fatto male ma certo avrebbe potuto fare meglio. C’è da dire che ha avuto qualche problema di falli e in Gara 2 ha giocato soprattutto nel momento più complicato del match. Tornando sulla serie con Cantù, anche Magro ebbe difficoltà nelle prime due uscite e poi sappiamo tutti come hanno chiuso la stagione lui e la squadra».
I RICONOSCIMENTI ALLA STAGIONE
Chiusura infine sui numerosi premi vinti dal Pistoia Basket per la straordinaria stagione 2023/24. Il premio a miglior coach per lo stesso Brienza, il premio a Massimo Capecchi come miglior dirigente e anche riconoscimenti individuali per alcuni giocatori. «Per il club è una giornata importante – ha commentato Brienza -. Lo è per i ragazzi, per me. Tutta la squadra è contenta. Charlie e Payton hanno conquistato con merito i riconoscimenti avuti. Per quanto mi riguarda io sono a capo di uno staff, una montagna che mi sostiene. Sono loro a darmi ulteriore forza e se io rendo di più riesco a dare una mano in più alla squadra. Il premio è per me ma è da condividere con tutto lo staff. Sono anche molto contento per Massimo, per la sua persona. Un attestato di stima per i suoi anni in società che arriva dall’esterno, così come dall’interno erano arrivati cori e striscioni. Per ciò che ha costruito in questa stagione meriterebbe un premio anche Marco Sambugaro. Definirlo una colonna portante è persino riduttivo. Il premio dei dirigenti è istituito così ma personalmente avrebbe meritato un riconoscimento anche lui per il suo enorme lavoro».



