Pistoiese a caccia di punti utili per risalire la china, si gioca in casa della Vis Pesaro. Sassarini ottimista: «Ai ragazzi va dato tempo»
Un punto in quattro partite: troppo poco, anche per una squadra partita con più di un mese di ritardo rispetto alle altre compagini di categoria. A un mese dal via al campionato, la Pistoiese deve assolutamente cambiare registro se non vuole rischiare di compromettere la stagione. Già dalla sfida di sabato 25 settembre (ore 17:30) contro la Vis Pesaro, avversaria diretta alla salvezza, c’è bisogno di tramutare il buon gioco in risultati immediati.
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«Da quando faccio calcio non conosco una partita più semplice delle altre, tutte le partite sono difficili – ha commentato il tecnico della Pistoiese, David Sassarini. Conosco il tecnico e l’ambiente di Pesaro: ci aspetta una vera battaglia, una gara ad alta intensità. Sono una squadra che fa del furore e della determinazione le sue armi migliori. Dovremo essere bravi a mettere in campo le nostre idee, con la giusta attenzione e intensità».
Nonostante la partenza deficitaria, Sassarini resta ottimista e pienamente fiducioso nelle capacità della sua squadra. «Per forgiare una squadra serve pazienza, ai ragazzi va dato tempo – ha proseguito. Sappiamo quello che vogliamo: serve energia gamba e determinazione, cioè quello che non abbiamo fatto nel primo tempo contro la Reggiana. A tratti facciamo vedere belle cose, a tratti meno: dobbiamo sicuramente migliorare nella fase di non possesso, avere il coraggio di andare a riprenderci la palla quando l’hanno gli altri. Al momento c’è ancora tanta differenza tra noi e le altre, che hanno una preparazione e diverse gare in più sulle spalle».
Una piazza, quella di Pesaro, che Sassarini conosce molto bene. Fu lui, infatti, che nella stagione 2016-17 condusse i biancorossi alla vittoria dei playoff di Serie D. «Come potrei dimenticare Pesaro? L’ultima volta che ci sono stato c’erano tremilacinquecento persone in visibilio – ha chiosato il trainer ligure. È una piazza che mi è rimasta nel cuore. Anche quell’anno partimmo male, poi riuscimmo a venire fuori conquistando la fiducia della gente. Società, squadra, tifosi, sono stati tutti fantastici: una bellissima annata».
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