In esclusiva ai nostri microfoni parla Emmanuel Cascione: «Tornare alla Pistoiese sarebbe bellissimo, ho un grande legame con la città»
In casa Pistoiese tutto tace, a oltre un mese dalla retrocessione maturata sul campo in quel di Imola. La società sta lavorando per definire lo staff tecnico in vista del prossimo campionato e nel mentre tiene d’occhio anche la situazione relativa alle iscrizioni alla Serie C. Il nome accostato insistentemente alla panchina arancione, confermato anche dal direttore sportivo Gianni Rosati, è quello di Emmanuel Cascione, ex centrocampista attualmente sulla panchina del Sassuolo Under 18. Raggiunto in esclusiva dai nostri microfoni, il tecnico viareggino ha confermato lo stato molto avanzato della trattativa con la Pistoiese, il che potrebbe lasciar pensare ad una chiusura nelle prossime settimane.
«Abbiamo trovato un accordo di massima – ammette Cascione – e siamo già a buon punto su molti aspetti, ma ancora non abbiamo ufficializzato niente poiché mancano un paio di dettagli. La chiamata mi ha reso molto felice sia per il mio passato da calciatore in città, sia perché mia moglie è di Pistoia e i miei figli ci sono cresciuti. Mi farebbe piacere tornare a disputare un campionato guidando una prima squadra, dopo due anni nel settore giovanile che mi sono stati di grande importanza. Sia a Napoli che a Sassuolo ho respirato mentalità da grande squadra, seppur gli obiettivi d’inizio anno fossero differenti. In un caso mi hanno chiesto di vincere e riportare gli azzurri in Primavera 1, a Reggio Emilia il lavoro era diverso, finalizzato alla crescita dei talenti del futuro».
«I giovani sono importanti ma penso che anche avere giocatori esperti sia prioritario, in qualsiasi categoria. Solo con un mix ragionato ed equilibrato si possono porre le basi per una squadra di livello. Penso che la Pistoiese vorrà creare un progetto a lungo termine, riprendendo la strada della linea verde intrapresa nello scorso campionato. Naturalmente molto dipenderà dalla categoria. Una Pistoiese in Serie D sarebbe la squadra contro cui tutte le avversarie giocherebbero col coltello tra i denti. La Serie D è un campionato estremamente complicato, sia per il format sia per il blasone delle squadre che vi militano. Nessuna partita è scontata e non sempre vince la compagine più forte. In Serie C il discorso sarebbe ben diverso, sia gli obiettivi che la costruzione della squadra cambierebbero notevolmente».



