Troppo brutta questa Pistoiese per essere vera, l’unica spiegazione è che la squadra non sia mentalmente scesa in campo
Per chi ama la maglia arancione questa sconfitta è dura da digerire, prendere 6 gol da questo Grosseto è roba da fantascienza. Una squadra, quella maremmana, con le stesse nostre difficoltà ambientali e di classifica. Per questo motivo si poteva anche perdere, ma non con queste proporzioni. La speranza, e non è consolante, è che sia mancato in toto l’approccio, perché così brutta la Pistoiese non può essere.
L’Olandesina si presenta allo Zecchini, completamente rinnovata e anche con fiducia, perché dalle parole di Rosati e di mister Alessandrini c’era molta soddisfazione per come si era operato sul calciomercato. Sono arrivati infatti giocatori importanti a livello di nome, e sono partiti diversi giocatori, che avevano deluso, non per niente siamo in fondo alla classifica.
Non è il caso di giudicare la “nuova” Pistoiese dopo una gara (tralasciamo la gara persa con la Vis Pesaro), ma il risultato è troppo pesante, per non approfondire il discorso. Alessandrini ha cambiato molto rispetto all’ultima uscita, ci può stare per carità, ma non è questo il problema. Non si può avere quell’atteggiamento passivo e non avere un minimo di reazione, sotto la grandinata maremmana.
SCONFITTA INSPIEGABILE
La gara contro il Grosseto era fondamentale e molto delicata, ci si giocava una bella fetta di salvezza e soprattutto dopo la vittoria della Viterbese a Imola, chi usciva sconfitto andava ad occupare l’ultimo posto in graduatoria.
Molta tensione e posta in palio altissima nella gara in terra maremmana, è per questo che è dura da digerire una prestazione così impalpabile. Squadra in difficoltà dall’inizio, infatti prima del regalo sul primo gol dei padroni di casa, c’erano già avvisaglie di pericoli dalle parti di Seculin.
Si va all’intervallo sul 2-0, convinti di aver visto il peggio e che la ripresa portasse in dote una reazione. Due cambi provati dal mister per riequilibrare la squadra e dare più sostanza al centrocampo. Niente, anzi la Pistoiese della ripresa è stata ancora peggiore. Finisce con un pesantissimo 6-1, siamo ultimi, veramente brutto vedersi laggiù, ma soprattutto davvero difficile pensare in modo ottimistico dopo una serata del genere.
CI SAREBBE ANCORA TEMPO, MA CI VUOLE UNA REAZIONE
Il tempo ci sarebbe ancora e può darsi (magari) che a Grosseto si sia stato toccato il fondo e ora inizia la risalita. La speranza è che questa squadra, e soprattutto i nuovi arrivati, abbiano voglia di rivalsa e siano arrivati a Pistoia motivati. Eh sì perché per salvarsi, ora soprattutto, ci vuole un’impresa e nel calcio è possibile. Nella storia gli esempi sono molteplici ma ci vuole grande voglia e spirito di sacrificio. Non si può giudicare il lavoro di tutti i componenti della nuova società, che sono arrivati da due settimane, per di più ereditando una situazione già molto difficile.
Era giusto intervenire in modo profondo ed è stato fatto, spendendo anche diversi soldi e questo va sottolineato e reso merito, però è chiaro che poi ci vogliono i fatti. La squadra va assemblata è ovvio, ma purtroppo non c’è tempo e la situazione rischia di precipitare. La speranza è che si lotterà fino alla fine e che i giocatori e tutto l’entourage arancione butteranno il cuore oltre l’ostacolo per salvare il professionismo in una piazza come Pistoia, che se lo merita, ed è la condizione essenziale per poi magari in futuro essere più ambiziosi.
Quindici gare alla fine, un calendario sicuramente difficile e già domenica ad Ancona sarà durissima. Ma in tutti i modi bisogna salvare questa benedetta serie C



