Pistoiese ospite della Fermana di Giancarlo Riolfo, arancioni a caccia del quinto risultato utile consecutivo. Sassarini: «Attenzione»
Passata l’euforia, cosa rimane della vittoria che la Pistoiese ha rimediato domenica scorsa contro la Viterbese? Sicuramente la prestazione e lo spirito di abnegazione, necessari per rimanere dentro la partita e strappare i tre punti con l’inzuccata finale di Gennari. La sensazione non scontata che questo gruppo abbia davvero intrapreso la strada giusta per uscire dalle secche e risalire la china della classifica. Per il momento, va detto, l’Olandesina resta quartultima con 13 punti. Guai a lasciarsi ammaliare dai quattro risultati utili consecutivi; voli pindarici e leggerezze non sono ammessi. Per alzare la testa con un minimo di serenità c’è bisogno di ben altro. Motivo per cui non si può fallire l’appuntamento di domenica 14 novembre contro la Fermana dell’ex tecnico Giancarlo Riolfo. Senza Martina, Mezzoni, e con un Ubaldi a mezzo servizio (botta al costato), si prospetta una gara complicata.
«Dobbiamo pensare principalmente a noi, a proseguire il nostro percorso di crescita – ha commentato David Sassarini, intervenuto alla vigilia della sfida contro i marchigiani -. In alcuni momenti della partita non siamo attivi come vorrei; abbiamo momenti in cui siamo più conservativi, invece dovremmo avere veemenza per tutti i novanta minuti. Dovremo fare grande attenzione perché la Fermana ha un allenatore capace e in casa sta tenendo un ottimo rendimento. È una squadra che gioca molto aperta: una disposizione che se saremo bravi potremo girare a nostro vantaggio. Dipende tutto da noi. Quel che è certo è che dobbiamo andare là per fare la partita».
Tornando alla sfida di domenica scorsa, il tecnico ha rimarcato le indecisioni iniziali ricavando un’analisi complessiva. «Non sono pause mentali ma questioni tattiche – ha detto -. Il 3-5-2 è un sistema asimmetrico che costringe i giocatori a fare tanta strada, esponendoli a eventuali errori di posizionamento. O ci prendiamo dei rischi andando a marcare uno contro uno, oppure indirizziamo meglio le pressioni. Non vedovo l’ora che finisse il primo tempo per riorganizzare le pressioni e cambiare la storia della partita. Attendendoli abbiamo fatto il loro gioco, esaltando le loro caratteristiche. Arrivando davanti più rapidamente avremmo creato molto più fastidio alla Viterbese, e così è stato nel secondo tempo».
Migliorare step by step, analizzando con attenzione i propri errori: sembra essere questa la chiave del percorso intrapreso dalla Pistoiese. «Durante la settimana analizziamo tutte le situazioni, sia quelle positive che quelle negative – ha detto l’ex Vis Pesaro -. Se delle 28 rimesse laterali che abbiamo battuto 21 sono andate agli avversari vuol dire che c’è qualcosa che non va. Lo stesso si può dire riguardo alle seconde palle e al gol evitabilissimo che abbiamo concesso. Meno errori commetti e più sono alte le possibilità di creare situazioni favorevoli. Ma fa parte del nostro percorso: per forgiare un team ci vuole tempo».
Aggressività e proposizione, due caratteristiche che non si vedono spesso in Serie C e che Sassarini sta cercando di inculcare nella sua Pistoiese. «Siamo una squadra che vuole provare a giocare a calcio, che vuole essere applaudita anche quando sbaglia – ha concluso -. Buttare via una palla è facile e toglie tante responsabilità, invece dobbiamo avere coraggio e rischiare la giocata. Se poi sbagliamo saranno mie le colpe. Quando sei costruttivo è più facile segnare e far divertire la gente. È triste vedere una partita di Serie C dove non si gioca a calcio: è per questo che gli stadi sono vuoti. Ma la colpa è di noi allenatori e della nostra paura di andare a casa».
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