Il doppio ex Gian Marco Remondina parla alla vigilia della sfida tra Carrarese e Pistoiese: «Dopo il ripescaggio mi aspettavo qualcosa di più»
Alla vigilia della nona giornata di campionato, la classifica della Pistoiese è ancora assai preoccupante: gli arancioni sono infatti fermi al penultimo posto in virtù dei 5 punti raccolti sino a questo momento. La squadra di David Sassarini, partita sì con estremo ritardo rispetto alle altre compagini di Serie C, sta facendo fatica a rimettersi in pari e i risultati non sono sicuramente quelli attesi. A questo punto della stagione, il rischio è quello di essere risucchiati in un vortice e non riuscire più a uscirne.
Scenari nefasti che la Pistoiese potrebbe allontanare con una serie di risultati positivi, magari già a partire dalla trasferta contro la Carrarese di sabato 16 ottobre (ore 14:30). Di questo particolare incrocio abbiamo parlato con Gian Marco Remondina, ex tecnico di entrambe le formazioni toscane (in gialloblu dal 2013 al 2016, prima di passare in arancione nella stagione 2016-17, conclusasi con l’esonero, nda).
«La Pistoiese è una delle poche squadre che ancora non ho visto giocare, perciò non mi voglio sbilanciare – ha spiegato l’ex trainer dell’Olandesina. Dopo il ripescaggio mi aspettavo sinceramente qualcosa di più. Pensavo che si raccogliessero maggiori forze economiche e si allestisse un organico più competitivo. La famiglia Ferrari, l’ho detto tante volte, è sempre stata corretta e puntuale negli adempimenti ma ha bisogno di ulteriori aiuti per allestire una rosa importante e fare il salto di qualità. La valorizzazione dei giovani è un aspetto positivo ma cambiare spesso organico non facilita la compattezza e la crescita del gruppo. In questo modo è difficile alzare l’asticella».
Negli ultimi anni si è assistito anche a un fitto viavai di allenatori, spesso esonerati o non confermati a fine stagione. L’ultimo della lista è David Sassarini, già nel mirino dei tifosi dopo il pessimo avvio di stagione. «Non conosco Sassarini e non l’ho mai incrociato sul campo, perciò non so farmi un’idea – ha proseguito Remondina. Ormai la bravura di un allenatore sta nel riuscire a rimanere in una società per alcuni anni, così da portare avanti il suo progetto. Scelta la guida tecnica, i dirigenti dovrebbero sostenerla e creare le condizioni perché lavori al meglio, ottenendo i risultati e – perché no – alzando l’asticella degli obiettivi».
Al contrario della Pistoiese, la formazione apuana arriva all’appuntamento di sabato con il vento in poppa. «La Carrarese l’ho vista varie volte e mi ha fatto una buona impressione – ha affermato il tecnico bresciano. All’inizio ha avuto qualche battuta d’arresto, adesso invece ha trovato la sua dimensione e i risultati lo dimostrano. Anche prima, quando le cose non andavano benissimo, si erano intraviste ottime cose: come contro il Siena; nonostante la sconfitta, il primo tempo era stato positivo. Credo che la svolta sia arrivata con il cambio di modulo. Passando al 4-3-1-2 la squadra ha trovato un assetto costante e vincente, che si adatta alla perfezione ai giocatori che ha a disposizione. Come la Pistoiese, anche gli apuani lavorano molto con i giovani: la differenza è che la Carrarese scende in campo soltanto con due under. Di Natale? Ha le idee chiare e sta facendo bene».
Tra le fila della Carrarese, da settembre, c’è anche Nelso Ricci, direttore sportivo arancione ai tempi di Remondina. «Conosco bene Nelso e sono sicuro che farà bene – ha detto Gian Marco Remondina. Nelle situazioni difficili dà il meglio di sé e se c’è da cambiare qualcosa in corso d’opera è la persona più adatta. In questa categoria è una certezza».
Tornando alla Pistoiese di Remondina, colpiscono le parabole calcistiche di Emmanuel Gyasi ed Emanuele Rovini. Il primo in Serie A con lo Spezia, il secondo ormai lontano dal calcio giocato a causa di una brutta serie di infortuni.
«Gyasi l’ho scoperto io alla Carrarese, poi l’ho portato con me a Pistoia: fu la mia prima richiesta – ha sottolineato l’ex tecnico arancione. Ricci fu bravo a legarlo da subito allo Spezia, che allora militava in Serie B. Alla Pistoiese fece bene, così come al Südtirol; adesso è allo Spezia da quattro anni, gioca in Serie A e in nazionale. È un giocatore completo». «All’epoca Rovini doveva ancora completare la sua crescita, eppure a fine anno fece una decina di gol – ha proseguito Remondina. Era un giocatore di qualità, veloce e con una rapidità d’esecuzione rara. Purtroppo una serie di infortuni lo ha compromesso al punto da portarlo a smettere: peccato, perché avrebbe meritato ben altra fortuna».
Insomma, cosa aspettarci dal derby di sabato? «Difficile fare un pronostico – ha ammesso Remondina. Per quello che ho visto direi che la Carrarese è favorita, ma non ho ancora visto all’opera la Pistoiese. Seguirò con piacere la partita».
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