Pistoiese, la forza di sapere come vincere: Bisoli, il gruppo e una miscela che funziona

Gli arancioni uniscono intensità, seconde palle e qualità: Bisoli ha la squadra in mano. E l’abbraccio a Corazza racconta il valore del gruppo

Sei partite possono essere poche per emettere sentenze, ma cominciano a essere abbastanza per capire qualcosa. E la sensazione più forte lasciata dalla Pistoiese a Merate non riguarda tanto lo 0-3 o il primato con cinque punti di vantaggio, riguarda la consapevolezza. Questa squadra sta cominciando a sapere di essere forte, che è cosa ben diversa dal sentirsi forte. La differenza sta proprio nell’atteggiamento. La Pistoiese non è andata a Merate pensando che prima o poi la qualità avrebbe fatto la differenza.

Ha accettato immediatamente la partita che serviva giocare. Campo piccolo, pochi spazi, seconde palle, contrasti, duelli. Prima l’aggressione, poi il resto. E quando a tutto questo puoi aggiungere giocatori capaci di inventarsi la giocata di Motti sullo 0-2, la miscela diventa difficile da contenere. È forse questo uno degli aspetti più interessanti della squadra costruita da Massimo Taibi e affidata a Bisoli. Sa giocare a calcio, ma non ha bisogno di farlo sempre nello stesso modo. Può palleggiare, ma anche andare sulla seconda palla. Può vincere con la qualità e può sporcarsi le mani. Intensità, fisicità, aggressività e tecnica stanno iniziando a convivere con una naturalezza che, in Serie D, può rappresentare un vantaggio enorme.

E dentro questa miscela stanno arrivando risposte da tutti. A partire dagli under: Giuliani si è fatto trovare pronto, mentre Tavanti e Lagomarsino aggiungono ad ogni partita un tassello di esperienza. Accardi e Della Latta sono una sicurezza dietro, Maldonado dirige l’orchestra, Biagi mette qualità e fisicità e Contini imprevedibilità e cross importanti. Luperini cresce gara dopo gara, anche se che fosse una garanzia lo si sapeva già. Motti, con sei gol in sei giornate, è semplicemente devastante. Ma anche chi entra risponde presente: Rossi è una sicurezza e sa rendersi pericoloso sotto porta, Campagna ha orchestrato bene in regia, mentre Manzoni e Calia continuano a ritagliarsi minuti importanti. Corazza, oltre al primo gol stagionale, ha aiutato la squadra con giocate importanti, mentre Russo ha già fatto vedere di che pasta è fatto e adesso deve soltanto ritrovare la condizione migliore.

Poi c’è Bisoli. E parlare della sua mano rischia già di diventare retorica, ma ogni domenica arriva qualcosa che rende difficile non farlo. A Merate ha cambiato ancora vestito alla squadra, scegliendo un altro modulo e adattandolo alle caratteristiche della partita. Ma il segnale forse più forte è arrivato dopo appena 32 minuti. Luperini avverte un piccolo problema e Bisoli manda dentro Corazza. Probabilmente in pochi se lo aspettavano. Poteva scegliere una soluzione più conservativa, invece inserisce un’altra punta con la Pistoiese avanti soltanto 0-1. È una scelta che racconta la sicurezza dell’allenatore nelle proprie idee e nei propri uomini. Bisoli non ha paura di scegliere. E, soprattutto, dà sempre più l’impressione di avere il gruppo completamente dalla propria parte.

Il resto lo racconta un’immagine. Corazza segna il rigore dello 0-3 e viene sommerso dall’abbraccio dei compagni. Non è la prima volta, perchè era successo anche con Federico Russo, quando era tornato in campo e al gol contro l’Arconatese. Sono dettagli, certo, ma spesso sono proprio i dettagli a raccontare quello che una classifica non può dire. Questo gruppo sembra stare bene insieme. Chi gioca festeggia chi entra, chi parte dalla panchina aspetta il proprio momento, chi torna da un periodo difficile viene accolto dagli altri.

Una squadra che, almeno oggi, assomiglia molto a una famiglia. E che sembra avere ben chiaro quale sia l’obiettivo comune: vincere. Il campionato è appena cominciato e arriveranno domeniche molto più complicate. Lo ripete Bisoli e fa bene a farlo. Ma questa Pistoiese, oltre ai 18 punti, sta costruendo qualcosa che potrebbe valere altrettanto: la convinzione di poter affrontare partite diverse senza perdere la propria identità. Qualità quando si può e battaglia quando serve ma più che altro tutti dalla stessa parte. Forse il sei su sei nasce soprattutto da qui.

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.


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