Pistoiese meno brillante ma niente processi: il momento delle risposte deve ancora arrivare

Una squadra indietro di condizione e qualcosa da sistemare: Bisoli non ha nascosto le difficoltà. Ma non serve mettere tutto in discussione

La Pistoiese contro il Siena non è piaciuta. Punto. Sarebbe inutile girarci intorno o cercare attenuanti a tutti i costi. Gli arancioni sono apparsi poco brillanti, a tratti compassati e soprattutto hanno sofferto l’intensità di un avversario che ha vinto più duelli, raccolto più seconde palle e creato le occasioni migliori. Se non fosse stato per un ottimo Giuliani, probabilmente il passivo avrebbe potuto essere anche più pesante. Questo ha detto il campo. Ma da qui a trasformare un’amichevole persa il 22 agosto in un primo processo ce ne passa. Pistoia è una piazza esigente, lo è sempre stata e probabilmente lo sarà sempre. Quest’anno ancora di più, perché la società ha costruito nuovamente una squadra con un solo obiettivo e nessuno ha intenzione di nasconderlo: vincere il campionato. Sono arrivati giocatori importanti, un allenatore abituato ad altri palcoscenici e inevitabilmente le aspettative sono salite. Proprio per questo, però, bisogna distinguere l’analisi dal mugugno.

Dire che questa Pistoiese oggi non è ancora quella che tutti si aspettano di vedere è legittimo. Anzi, è semplicemente ciò che raccontano le ultime uscite. Mettere invece già in discussione squadra, scelte o allenatore significherebbe non concedere neppure il tempo necessario affinché un gruppo nuovo trovi condizione, equilibri e identità. E soprattutto non aiuterebbe nessuno. Le parole di Pierpaolo Bisoli dopo il Siena, da questo punto di vista, sono state probabilmente la cosa più interessante della serata. Il tecnico avrebbe potuto rifugiarsi per esempio solo nei carichi di lavoro, nella preparazione o nel classico ritornello secondo cui le amichevoli d’agosto non contano. Non lo ha fatto. Ha detto chiaramente che la Pistoiese è stata in difficoltà e, paradossalmente, si è dichiarato contento della sconfitta perché potrà servire a capire cosa manca. E ciò che manca, almeno secondo Bisoli, viene prima della tattica. Non è questione di 4-2-3-1, 4-3-2-1 o di qualsiasi altra disposizione.

Contro il Siena la Pistoiese ha perso troppi contrasti ed è arrivata troppo spesso dopo sulle seconde palle. In altre parole, è mancato quell’atteggiamento che in Serie D può fare molta più differenza di qualche giocata tecnicamente raffinata. Bisoli lo sa bene. La qualità nella rosa c’è, e probabilmente ce n’è parecchia per questa categoria. Ma proprio il tecnico ha lanciato un messaggio piuttosto eloquente: la tecnica da sola non basta. Ed è forse questa la prima vera lezione lasciata dall’ultima amichevole. Bisoli adesso dovrà fare anche un altro lavoro, ovvero assecondare le caratteristiche della squadra, trovare il vestito migliore e portare gradualmente i giocatori nella condizione di esprimersi al massimo. Alcuni elementi sono molto fisici e oggi inevitabilmente pagano qualcosa in termini di brillantezza. Lo stesso allenatore lo ha sottolineato parlando di Della Latta, Biagi, Motti e Corazza.

Allo stesso tempo dovrà proteggere il gruppo dalle pressioni che inevitabilmente accompagneranno una squadra costruita per vincere. Bisoli lo sta già dimostrando. Dopo lo Scandicci si era arrabbiato nonostante la vittoria perché non gli era piaciuto il secondo tempo. Dopo il Siena non ha fatto drammi per la sconfitta, ma ha indicato pubblicamente ciò che pretende di vedere cambiare. Non si esalta quando vince e non butta tutto quando perde. Una linea che, almeno in questa fase, dovrebbe essere seguita anche fuori dal campo. Poi esiste l’aspetto tecnico, e anche quello non può essere ignorato. Nelle ultime due uscite la Pistoiese ha fatto più fatica a creare. Zero gol contro il Seravezza e zero contro il Siena rappresentano un dato che, pur nel contesto delle amichevoli, merita attenzione.

Non significa improvvisamente che Corazza non sia Corazza, che Motti abbia perso le proprie qualità o che Saporetti e Contini non possano fare la differenza. Significa piuttosto che Bisoli deve ancora trovare tempi, distanze e combinazioni capaci di mettere realmente il potenziale offensivo nelle condizioni di incidere. Senza dimenticare Russo, ancora fuori per un problema sanitario ma ormai vicino al rientro. Il suo recupero rappresenterà un’altra soluzione importante per Bisoli: l’attaccante ha già dimostrato nella passata stagione quanto possa incidere e la sua cazzimma, unita al fatto di essere un pistoiese doc che sa perfettamente cosa significhi indossare quella maglia, potrebbe diventare un valore aggiunto importante. Anche perché la piazza lo aspetta a gloria: una volta tornato a disposizione, Russo potrà dare una grossa mano a un reparto offensivo che deve ancora trovare i giusti automatismi.

E forse proprio per questo le prove tattiche delle ultime settimane acquistano un significato maggiore. Il tecnico sta cercando soluzioni differenti, aggiustamenti, non rivoluzioni. Sabato prossimo contro lo Scandicci, in Coppa Italia, inizierà un’altra storia. Poi arriverà il 6 settembre e contro la Solbiatese ci saranno finalmente tre punti in palio. Da quel momento giudicare sarà non soltanto legittimo, ma necessario. Oggi, invece, bisogna prendere Pistoiese-Siena per quello che è stata: una brutta amichevole che ha mostrato problemi reali sui quali lavorare. Né più né meno. Una squadra costruita per vincere deve sopportare la pressione e Pistoia ha tutto il diritto di pretendere molto. Ma proprio perché l’obiettivo è grande, servirà equilibrio.

Ci saranno probabilmente altre domeniche complicate, magari anche quando la condizione sarà migliore. La Serie D non si vince così facilmente, solo con il curriculum e nessuno consegnerà punti alla Pistoiese perché sulla carta ha una rosa superiore. Bisoli dovrà pretendere di più dai suoi. La squadra dovrà capire velocemente che tecnica e nomi non saranno sufficienti. Fuori dal campo, invece, questo è ancora il momento di spingere e non di tirare il freno. Perché analizzare ciò che non funziona serve a crescere. Mettere tutto in dubbio prima ancora che sia cominciata la stagione, molto meno.

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.


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