Pistoiese, un uovo di Pasqua dal sapore amaro

Sconfitta stagionale numero dieci fra le mura amiche per la Pistoiese contro la Pro Vercelli. La piazza e i tifosi meritano un futuro diverso da un presente decisamente avvilente

C’erano tutte le premesse affinché la penultima gara interna di questa stagione potesse finalmente regalare alla squadra, società e tifosi una serata tranquilla e finalmente ritrovare quella vittoria e quella prestazione che tante volte, specie tra le mura amiche sono venute meno. La salvezza era arrivata con tre giornate di anticipo sulla conclusione della regular season, c’era da festeggiare il compleanno numero 98 dell’Olandesina, c’era soprattutto un’avversaria titolata, la Pro Vercelli, che arrivava a Pistoia forte del suo sesto posto in classifica, pronta a lottare per tornare in quella cadetteria lasciata appena un anno prima.

Tutti fattori che propendevano per una prestazione arancione sopra le righe; e così è sembrato che accadesse agli occhi dello sparuto drappello di tifosi (422 in totale) presenti nella serata del Melani. Un primo tempo giocato bene e nel quale la squadra aveva raccolto molto meno di quanto meritasse, un déjà vu che purtroppo si è ripetuto nel contesto di un secondo tempo nel quale la Pro Vercelli ha messo alle corde una squadra che ha perso metri, abbassandosi troppo e consentendo ai piemontesi, anche grazie a cambi azzeccati durante l’intervallo, a condurre per lunghi tratti la partita, schiacciare gli arancioni nella loro metà campo pervenendo prima al pareggio (che sarebbe stato il risultato più equo della gara), poi alla vittoria grazie ad un capolavoro di tecnica e precisione del neo entrato Comi ad un minuto dal termine della gara.

E se successivamente Pagnini non avesse neutralizzato un calcio di rigore tirato dallo stesso attaccante piemontese, il risultato avrebbe avuto connotati ben più pesanti e immeritati. Comunque a livello statistico quella contro la Pro Vercelli è risultata la decima sconfitta casalinga della Pistoiese (19 in totale), uno score avvilente dove, per ritrovare un così pesante fardello, bisogna tornare indietro di molti anni. Si dirà anche in questa occasione che il k.o. è immeritato, così come successo in altre circostanze ma il fatto incontrovertibile è li sotto gli occhi di tutti e conferma quella specie di idiosincrasia delle gare interne della squadra, unita ad una mancanza di coraggio, una specie di “braccino corto” che arriva proprio nei momenti cruciali delle gare.

Quella contro la Pro Vercelli è risultata un’ulteriore conferma a quanto sopracitato dopo una prima frazione ( e lo ribadiamo) nel corso della quale la squadra avrebbe meritato un risultato più rotondo. Purtroppo un tempo non basta così come non è sufficiente affermare che sfortuna ed episodi vari remano sempre contro la pattuglia arancione. Non vogliamo continuare nelle solite settimanali litanie; fortuna vuole che questa stagione sia agli sgoccioli, che la salvezza sia messa in cassaforte (più per demeriti altrui che propri non lo dimentichiamo), ma il futuro di una squadra come quella arancione deve essere diametralmente all’opposto rispetto al presente. Lo chiede una città, lo chiedono quei 422 tifosi che hanno incitato la squadra sino all’ultimo secondo per poi lasciarsi andare al termine ad una contestazione che è figlia di una grande delusione unita al Grande Amore provato per quei colori.

Antonio Zinanni
Antonio Zinanni
Da quando è in pensione ha più tempo da dedicare ai suoi passatempi preferiti: cani, film, musica e naturalmente Pistoia Sport e la Pistoiese. Il più vecchio del gruppo in mezzo a tanti giovani bravi e motivati: come si dice in gergo, esperienza al servizio della squadra.

1 commento

  1. Antonio, caro compagno di scuola, la squadra è scarsa, ma l’allenatore lo è ancora di più. Mai visto uno più scarso e reduce da ben tre esoneri consecutivi!!!!!! Ma chi glielo doveva dare il gioco alla squadra? Ma chi l’ha scelto? Roba da matti. E si che ha goduto di “buona stampa” per tutto l’anno: misteri!

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