Primo successo casalingo per la Pistoiese, vittoriosa per 2-0 sull’Aquila Montevarchi. Sassarini: «Più sporchi ed efficaci del solito»
La Pistoiese si aggiudica la sfida contro l’Aquila Montevarchi incassando il secondo successo stagionale, il primo davanti al proprio pubblico. Un successo doppiamente importante per gli arancioni, che oltre a prendersi una bella rivincita riescono ad abbandonare il fondo della classifica salendo a quota 9 punti. Piacevolmente soddisfatto della prova dei suoi ragazzi, nel post-partita David Sassarini ha fatto il punto sul percorso di crescita intrapreso dalla sua squadra.
«Venti giorni fa questa partita l’avremmo potuta perdere anche 3-0, perché alla prima occasione prendevamo subito gol – ha commentato in sala stampa David Sassarini -. Oggi siamo in un’altra situazione e quello che non sapevamo fare allora siamo riusciti a metterlo in pratica. Difesa della porta e coperture orizzontali hanno funzionato a dovere impedendo agli avversari di penetrare in area di rigore. Sono automatismi che fino a poche settimane fa non avevamo, come dimostrano i due gol presi nelle ultime tre partite. Siamo una squadra che sa giocare a calcio: dobbiamo salire ancora qualche gradino, ma sul piano della generosità e dell’attenzione è stata una prestazione encomiabile».
Una prova esteticamente non bella ma tremendamente efficace. E dire che di fronte c’era l’Aquila Montevarchi, cliente sicuramente non facile per una compagine abituata a giocare il pallone com’è la Pistoiese. «Ho visto praticamente tutte le partite del Montevarchi – ha proseguito il trainer ligure -. Sapevo che sarebbe stata una partita combattuta, giocata tutta sull’intensità. Malotti è un allenatore che dà tantissima energia alle sue squadre e non lascia respirare gli avversari. Sapevo che non ci avrebbero concesso molto palleggio, così abbiamo cercato di sfruttare il duello a noi più vantaggiato, cioè quello tra Vano e il suo diretto marcatore. Rispetto al solito abbiamo giocato meno il pallone e siamo stati più sporchi ed efficaci».



