Trovato l’accordo sul protocollo Covid. Nuove norme nell’intesa raggiunta dalla conferenza Stato-Regioni
Stop all’attività col 35% di positivi nel gruppo squadra. E’ ciò che è previsto nel protocollo Covid aggiornato per il mondo dello sport che è stata presentato alla Conferenza Stato-Regioni. Dopo l’annuncio i dettagli sono incentrati su questa soglia di positività tra i calciatori del gruppo squadra che, se raggiunta, farebbe scattare il rinvio di una partita.
Oltre al blocco dell’intera squadra se il numero di positivi è superiore al 35% dei componenti del gruppo atleti, è previsto l’isolamento per i positivi e test continui per 5 giorni per i contatti ad alto rischio, con obbligo d indossare la FFP2 se non si effettua attività sportiva, indipendentemente dallo stato vaccinale. Quanto ai contatti a basso rischio, sono da applicarsi le misure previste dalle indicazioni ministeriali, anche in relazione allo stato vaccinale. Dopo la conferenza Stato-Regioni, la norma deve poi ottenere il via libera del Cts prima di essere definita in una circolare del ministero della Salute.
Di seguito una nota del Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Giovanni Petrucci in merito all’intesa raggiunta nella Conferenza Stato-Regioni sul protocollo con le nuove regole COVID per gli sport di squadra.
«Si sapeva che la definizione del protocollo non sarebbe stata semplice ma a questo punto si può dire che gli ostacoli maggiori siano stati superati. Voglio sottolineare l’impegno concreto del presidente LBA Umberto Gandini, in rappresentanza anche delle altre Leghe, il lavoro di Governo e Regioni, del CONI con il presidente Giovanni Malagò e della Federazione Medico Sportiva con il presidente Maurizio Casasco per il raggiungimento di questo risultato. Determinante proprio ieri sera l’apporto del Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali, che quando tutto sembrava compromesso ha propiziato la risoluzione di problematiche che avrebbero penalizzato le società di pallacanestro. Ora manca solo l’approvazione del CTS ma di fronte a tale lavoro non riuscirei a comprendere una non condivisione».



