Quello che De Simone ha detto (e non detto) sulla Pistoiese

Dopo le dichiarazioni di Rosati e due giorni in cui la squadra non ha svolto allenamenti, arriva un video monologo social del “patron” arancione. Ma, tra attacchi e ammissioni, i temi caldi non vengono affrontati né tantomeno chiariti: ecco la nostra interpretazione

Quella di ieri, in casa Pistoiese, è stata una giornata che di affine al calcio non ha niente. La squadra non si è allenata e il suo ex direttore sportivo, Gianni Rosati, ha dichiarato pubblicamente che i giocatori non riscuotono da tre mesi. Maurizio De Simone, il “patron” della Pistoiese, o per essere più precisi il garante/beneficiario del Trust Orange che la controlla, in quindici minuti di monologo video sui social del club ha sentito l’esigenza di parlare pubblicamente per alcuni chiarimenti. Ha detto di tutto, probabilmente pure troppo, salvo le uniche due cose che era auspicabile affermasse dopo giornate del genere: non ha detto “abbiamo pagato le spettanze” e nemmeno “la squadra non sta protestando per questo”. Non ha neanche smentito le parole di Rosati sulla questione (salvo attaccarlo più o meno direttamente in altri passaggi), trincerandosi dietro l’intramontabile “non è questa la sede per trattare l’argomento” e non ha chiarito il motivo del mancato svolgimento di due sedute canoniche di lavoro da parte della squadra in questo inizio di settimana.

Ha iniziato definendo la situazione del club “in stallo“, parlando poi di scelte sbagliate e di errori nello smantellamento della squadra della scorsa stagione, come se lui fosse estraneo a tutto ciò, come se lui fosse arrivato a Pistoia e nell’universo Pistoiese da qualche settimana. Invece De Simone c’è dall’avvento di Lehmann a gennaio 2022 ed è stato sempre presente: prima nell’ombra, trincerandosi dietro il ruolo di collaboratore di un’azienda di servizi esterna (celebre la conferenza stampa del 22 dicembre scorso quando l’allora Ad Alessandro Gammieri fu affiancato in sala stampa dall’arrivo improvviso di De Simone, che si prese la scena pur formalmente privo di qualsiasi carica societaria), fino a ritrovarsi garante e beneficiario del Trust al vertice della piramide che controlla la Pistoiese.

De Simone ha anche aggiunto altri pensieri che vale la pena riportare. «A Pistoia non mi ha portato nessuno, se non esclusivamente Lehmann nel 2022, quando mi ha coinvolto in questo progetto e quando mi ha chiesto personalmente di proseguire da solo, trovando le soluzioni che lo scorso aprile scarseggiavano perché c’era una situazione con la vecchia Holding catastrofica, a cui non mi sono sottratto perché un po’ questa squadra mi è entrata nel cuore e un po’ quello che faccio nel calcio mi appassiona ancora, nonostante tutto e nonostante tutti i personaggi». Una ricostruzione storica che “cozza” con la narrativa portata avanti finora, facendo capire che in realtà lo stesso De Simone era al centro del progetto fin dall’inizio della nuova gestione societaria.

Ha proseguito dicendo: «Posso dire che la Pistoiese, fino a quando ci sarò io, si avvarrà sempre di persone serie, eccetto qualcuno che è andato via. A proposito, il dottor Rosati, se è venuto a Pistoia è perché lo ha voluto il sottoscritto, come lo volle a Trapani. Detto ciò, chioso sul fatto che abbia potuto fare da garante su qualcosa (il riferimento è alle dichiarazioni di Rosati in merito ai rapporti del nuovo corso societario con il main sponsor): la garanzia di me stesso sono sempre stato io. Onestamente, qualsiasi cosa la faccio in proprio, rischio sulla mia pelle, coinvolgo le persone che ritegno all’altezza». E poi, ancora: «L’obiettivo del sottoscritto, come di chi lavora intorno alla Pistoiese, è di portare via quanto prima questo club da questa palude della Serie D». Frasi a testimonianza del suo operato e del suo vissuto, pronunciate, doveroso ricordarlo, da Maurizio De Simone, ad oggi e fino a maggio 2026 oggetto di un’inibizione di cinque anni da parte del tribunale sportivo della Federcalcio, con preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC.

Di questo sfogo video sui social di De Simone ciò che non è stato detto pesa più di tutti gli altri concetti e delle puntualizzazioni espresse. I termini stabiliti a livello federale sono l’unico obbligo verso il quale Maurizio De Simone si riconosce, come da sue parole pronunciate esplicitamente a riguardo durante la conferenza stampa di presentazione di Caponi e ribadite ieri sera. Ma sul tema c’è anche e soprattutto una questione che è primariamente etica e morale. Nessuno si deve dimenticare che quotidianamente ci sono persone che lavorano, dentro e fuori dal campo, e che ogni mese hanno la necessità di pagare affitti, bollette, mangiare e mantenere la propria famiglia. E che meritano rispetto, così come lo merita una città intera.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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