Il Rugby Pistoia si allena al campetto della parrocchia di Santomato : «Ci è stata offerta l’opportunità di trasferire a costo zero l’attività a Iolo, ma vogliamo proseguire il percorso nella nostra città»
Le problematiche degli impianti sportivi negli ultimi anni hanno messo in seria difficoltà diverse società del territorio. Tra queste anche il rugby che ad oggi non dispone di un campo di gioco, rischiando, come è successo con il Futsal e l’Hockey, di finire in esilio.
Tanta è la preoccupazione degli Orsi della palla ovale per il futuro dell’attività, sia per la prima squadra che per le giovanili: «In questi giorni caotici – racconta il presidente Lorenzo Neri – ci è stata anche offerta l’opportunità di trasferire a costo zero l’attività al campo “Chersoni” di Iolo, un gioiello per il nostro sport. Tuttavia abbiamo rinunciato perché vogliamo proseguire il percorso intrapreso nella nostra città. Abbiamo fatto tanti sacrifici per creare una comunità rugbistica tutta pistoiese e accettare l’offerta avrebbe vanificato tutto».
Per gli Orsi l’assegnazione dell’impianto c’è, manca solo il via libera dei tecnici comunali per l’utilizzo: «Stando alle tempistiche comunicate dall’amministrazione, l’ok definitivo sarebbe dovuto arrivare lunedì. Ad oggi, purtroppo, siamo ancora in attesa».
Il campetto della parrocchia di Santomato è al momento l’impianto dove si allena la prima squadra ma il problema maggiore riguarda il settore giovanile: «La prima squadra si è adattata, sono tutti grandi e vaccinati – sottolinea Neri -. Ma la generosità del parroco, che ringraziamo, non è sufficiente a garantire l’inizio degli allenamenti dei bambini. A loro serve un campo a norma, vorremmo iniziare il 14 perché il rischio concreto è quello di perdere atleti. Non possiamo permetterci di affittare strutture private lontane».
Chiesina Montalese, dopo i due traslochi (Turchi e Pistoia Ovest), è il campo definitivo degli Orsi, anche se le problematiche non sono terminate: «Siamo contenti di avere un campo a disposizione, e speriamo di riaverlo presto, perché la nostra idea di sport presuppone l’esistenza di una comunità, che condivida uno spazio e promuova aggregazione – spiega il dirigente biancorosso – per questo, dopo aver fatto investimenti prima al Turchi e dopo a Ponte alle Tavole, da due anni svolgiamo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (tutto a spese nostre) e ci accolliamo spese che non sarebbero a nostro carico come servizi non goduti e spese per ore di utilizzo.
Non c’è recriminazione in quello che dico – prosegue Neri – il nostro impegno però potrebbe essere più gratificato se si riuscisse a regolarizzare la nostra presenza a Chiesina Montalese. Ad oggi, oltretutto, continuiamo ad essere l’unico presidio per la sicurezza dell’impianto, ma non essendo ancora gestori ufficiali non abbiamo possibilità di stipulare assicurazioni né di partecipare a bandi per poter intercettare risorse da investire nel campo stesso. Ci sembra una situazione controproducente anche per la stessa amministrazione comunale».



