Seconda Categoria, la “pazza” stagione del Valdibure Calcio

Incredibile quanto successo in Seconda Categoria nel Valdibure calcio: dopo che 15 giocatori hanno lasciato in corso d’opera, la squadra riparte grazie agli amici di sempre

Magari l’obiettivo non sarà centrato, ma a Valdibure comunque vada ricorderanno per anni questa stagione calcistica. Fra calcio e solidarietà, la formazione ultima nel girone B di Seconda categoria è salita sugli altari della cronaca per quanto accaduto negli ultimi giorni. Partiamo da settembre, quando al nastro di partenza della nuova stagione la società si presenta con una rosa rivoluzionata e un organigramma societario assai più smilzo rispetto al passato. L’alba non è delle migliori con mister Mangialardi che lascia la panchina dopo appena una partita di coppa Toscana. Al suo posto arriva Bruno Tondini, nome noto del calcio locale. Anche questa avventura, però, non finisce bene con il mister che lascia l’incarico dopo quattro partite e un punto rimediato. Tocca, a questo punto, a Enrico Nannotti: la scossa arriva con l’unica vittoria del girone di andata ottenuta nella sfida contro il Borgo a Buggiano. È un fuoco di paglia: sconfitte, copiose e nette, condiscono le domeniche del Valdibure.

Se sul campo le cose non vanno bene, in società non accade niente di meglio. La dirigenza si sfalda, lo spogliatoio pure. Quindici giocatori più il mister lasciano la squadra per divergenze con la dirigenza. Il punto più basso si tocca nella trasferta con il Montefoscoli, penultimo. Sarebbe servita una vittoria, invece viene a mancare il numero minimo per scendere in campo e la squadra non si presenta al campo di gioco. La sconfitta a tavolino e il punto di penalizzazione è il punto più basso del precipizio.

Quando tutto sembrava irrecuperabile accade l’impensabile: «Abbiamo deciso -spiega Rossano Di Sessa, storico dirigente del sodalizio arancione- di provare a calare le ultime carte. Ci siamo attaccati al telefono contattando degli amici per tentare di salvare il nostro nome e la stagione». Quello che è successo ha dell’incredibile. «Non è stato facile -continua Di Sessa- ma abbiamo trovato in poco tempo dieci nuovi tesserati da aggiungere ai quattro reduci di inizio campionato che ringrazio di cuore per non aver abbandonato la nostra barca».

Tra i volti nuovi ci sono nomi non certo giovanissimi, ma di tutto rispetto, come quello del quarantunenne portiere Daniele Meoni, dei trentottenni difensori Gionni Vannelli e Jacopo Macigni, del centrocampista Luca Lombardi che qualche giorno fa ha lanciato il proprio appello su Facebook, invitando i propri amici a seguire il suo esempio per tentare un’impresa. Starà all’allenatore Emiliano Primi dare un senso al gruppo e guidare il Valdibure attraverso la tempesta.

«Salvarsi non sarà facile -conclude Di Sessa- ma ci proveremo con tutte le nostre forze. Di certo abbiamo gettato le basi da cui ripartire per costruire un nuovo futuro grazie all’aiuto di tante persone». Comunque vada a Valdibure possono dire di aver vinto. A volte l’amicizia conta più di uno schema fatto bene.

Redazione PtSport
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