Seconda, l’Atletico riparte col successo nel derby con l’Olimpia

Il rigore di Ciaccio e la punizione di Rroku nel giro di quattro minuti risolvono la stracittadina. Primo successo nel Girone E dell’Atletico

L’Atletico Casini Spedalino torna a festeggiare nell’occasione più importante: nel derby con l’Olimpia Quarrata. Nell’incontro valido per la quarta giornata del Girone E di Seconda Categoria la banda di Marchiseppe supera i giallorossi al “Barni” di Montale grazie a due squilli arrivati a metà primo tempo nel giro d’appena quattro minuti firmati Ciaccio, su rigore, e Rroku, su punizione.

Nulla da fare per Bonaviri e soci, bravi a tentare fino al recupero inoltrato di riaprire il match ma incapaci di trovare la giusta precisione e la giusta velocità per sorprendere la retroguardia arancioblù, apparsa a sua volta in grande spolvero. L’Atletico muove finalmente in maniera importante la propria classifica e sale al nono posto a quota 5, la metà esatta dei punti con cui il Jolly Montemurlo guida da domenica il Girone E. L’Olimpia resta ferma a 4 in compagnia di ben altre quattro squadre con però tre lunghezze dai fanalini di coda San Felice e Chiesanuova.  

AVVIO CON TANTO STUDIO E POCHE OCCASIONI

L’inizio della contesa è a fuoco lento: le squadre si prendono le misure senza creare tanti grattacapi all’avversario sino al 9’, quando Constantin arma il destro da fuori area e non va tanto lontano dalla traversa. Poco prima del quarto d’ora alza bandiera bianca il capitano arancioblù Matteo Gelli che lascia il posto a Rroku, con Mantellassi che scala al centro. Si rivelerà presto una sostituzione indovinata.

Fra il 18’ ed il 21’ un sussulto ciascuno. Il primo è dell’Atletico con Chakyry che da circa venti metri ci prova con un bel destro. Scaraggi respinge lateralmente e fa partire un duello fra Guidotti e Rossetti che viene vinto per un soffio dal terzino giallorosso. Tre minuti e Caselli riesce a convergere da destra poco oltre il limite: il suo sinistro è ben potente ma troppo centrale per sorprendere Paolini. Poco più di un minuto dopo giunge il momento decisivo del match.

I QUATTRO MINUTI DECISIVI

Guidotti sfonda in area sulla destra prendendo il tempo a Dali, il quale prova a rimontare sulla palla usando il fisico. L’intervento tuttavia è troppo energico ed il numero 2 dell’Atletico, sul punto di suggerire nel mezzo, va a terra. Per la signora Calvani di Prato non ci sono dubbi: calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Ciaccio che opta per la soluzione centrale potente: Scaraggi battezza la sua sinistra e non può far nulla. Olimpia 0, Atletico 1.

Gli ospiti premono ancora sull’acceleratore con i giallorossi che a loro volta tentano di reagire. Dopo nemmeno due minuti dal rigore, Ciaccio ottiene una punizione da circa venticinque metri leggermente defilata alla sua destra. Una posizione perfetta per il mancino di Rroku che studia subito tutte le possibili soluzioni. Scaraggi fiuta il pericolo ma non si capisce con la barriera che perde un elemento per coprire la presenza di Guidotti largo a destra.

Proprio in quel momento il neoentrato arancioblù parte e batte sul secondo palo scavalcando il muro a tre dei giallorossi. La conclusione è angolata ma non potentissima e Scaraggi sembra poterci arrivare, ma viene tradito dal rimbalzo e la palla lo scavalca. In meno di quattro minuti l’Atletico è volato sul 2-0.

L’ATLETICO GESTISCE PRIMA DEL RIPOSO

Il quarto d’ora successivo scorre via senza grandi emozioni. Gli ospiti fanno buona guardia ed in un paio di occasioni tentano di agire di rimessa senza però trovare lo sbocco giusto. L’Olimpia punta sulla rapidità sulle fasce di Caselli e Franceschini, ma la retroguardia avversaria, con Diallo in particolare sugli scudi, concede solo un paio di tiri dalla bandierina che non hanno grandi sviluppi.

L’unica vera chance per riaprire il conto la squadra di Bonaviri ce l’ha al 42’. Franceschini sfonda in area a sinistra e va all’uno contro uno con Guidotti: si porta la palla sul destro e compie una perfetta finta che fa perdere un tempo al terzino. Il numero 7 ha così modo di liberare il sinistro, ma non si coordina bene e la conclusione, nonostante un’ottima forza, esce alta seppur di poco. Sarà in tutto e per tutto l’occasione più nitida avuta dai padroni di casa da lì all’intera ripresa.

RIPRESA INTERLOCUTORIA CON QUALCHE PICCOLO SQUILLO

Rientrate dal riposo le squadre sembrano essersi rinfrescate a dovere dalla calura fuori stagione. Al 3’ l’Atletico con un colpo di testa di Ciaccio impegna nuovamente Scaraggi che risponde in due tempi. Due minuti e l’Olimpia risponde con Dali da fuori area che tuttavia non riesce a tenere sufficientemente bassa la sua staffilata. I ritmi restano alti ma le occasioni vere latitano nonostante la mossa di mister Bonaviri che all’ora di gioco cambia modulo con gli ingressi di Ennouti e Spagnesi per Buonomo e Pacini.

Col 4-2-3-1 l’intento è rimanere pericolosi sulle fasce dando un riferimento in più anche centralmente, ma la difesa dell’Atletico, con Diallo che non sbaglia nemmeno mezzo anticipo, oggi sembra davvero impenetrabile. Solo un tiro di Franceschini, di nuovo da circa venti metri, dà qualche sussulto agli arancioblù intorno al 75’. Il resto è tutta ordinaria amministrazione sino all’inizio del recupero, quando Paolini disinnesca senza patemi il sinistro centrale di Caselli, l’ultima azione da segnalare prima del triplice fischio della signora Calvani.  

L’OLIMPIA HA PAGATO GLI EPISODI, MA LA STRADA È BEN TRACCIATA

L’Olimpia ha giocato a viso aperto col 4-3-3 ma non ha mai trovato il pertugio per mettere in crisi gli avversari. Di contro però c’è da dire che ha pagato gli episodi in un match che sino ad allora non aveva fatto presagire alcun esito scontato. In certe partite l’esperienza, che col solo Ciaccio l’Atletico ha da vendere, conta più di qualsiasi pretattica.  

L’importante per Bonaviri e soci sarà non farsi prendere dai dubbi che possono immancabilmente nascere dopo tre sconfitte di fila (incluso l’1-0 sul campo del Tavola che ha portato all’uscita dalla Coppa Toscana). La squadra ha comunque una precisa identità ed in tante circostanze può essere avvantaggiata dalla leggerezza della sua età media bassa. Ci vorrà solo un po’ di pazienza e nervi saldi se la classifica, comunque ancora discreta visti gli obiettivi, dovesse sorridere il giusto.

SARÀ IL PUNTO DI SVOLTA PER LA BANDA DI MARCHISEPPE?

Finalmente l’Atletico sembra tornata la squadra solida dello scorso anno. L’inizio a rilento aveva fatto un po’ vacillare le certezze acquisite sino a maggio, con la squalifica di mister Marchiseppe a peggiorare ulteriormente le cose. La vittoria in questo derby, che cancella il kappaò all’esordio in Coppa di un mese fa, può essere di certo il punto da cui ripartire.

Una rosa ampia come quella degli arancioblù, i quali hanno inserito nel secondo tempo esperti come Paperetti e Niki Lopes ed erano orfani di Kambaye, col passare delle partite potrà fare la differenza. Per il resto se in difesa Diallo si ripeterà su questi livelli, simili a quelli che l’hanno portato di diritto alla nostra Top XI del 2022-23, a Casini potranno dormire sonni tranquilli. Cinque punti di distacco dalla capolista Jolly sono tanti, ma tutto sommato all’Atletico, come ci ha confessato Marchiseppe stesso, riesce meglio partire di rincorsa.

IL TABELLINO DI OLIMPIA QUARRATA – ATLETICO CASINI SPEDALINO 0-2

Olimpia (4-3-3): Scaraggi; Rossetti, Niccolai A., Paolini (dal 23’ st Morelli, dal 44’ st Gjeka), Innocenti E.; Niccolai L. (dal 36’ st Petracchi), Buonomo (dal 16’ st Ennouti), Dali; Caselli, Pacini (dal 16’ st Spagnesi), Franceschini. A disposizione: Vegni, Innocenti G., Vivio, Nannini. All.: Cristiano Bonaviri.

Atletico (4-3-2-1): Paolini; Guidotti (dal 16’ st Paperetti), Diallo, Gelli (dal 15’ pt Rroku), Mantellassi; Constantin, Sardi (dal 39’ st Bigagli), Bertuccio; Brunetti (dal 27’ st Lopes), Chakyry; Ciaccio (dal 39’ st Damiani). A disposizione: Salvi, Marini, Lombardi, Martini. All.: Giacomo Marchiseppe (squalificato).

Marcatori: 22’ pt rig.Ciaccio, 26’ pt Rroku.

Note: ammoniti Niccolai L. al 12’ st, Mantellassi al 20’ st.

Recupero: 5’ st.

Arbitro: Sig.ra Calvani di Prato

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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