Mister Riccardo Bonfanti ripercorre la stagione del Montalbano Cecina, costellata da infortuni gravi e costanti problemi di formazione
Il 2023-2024 del Montalbano Cecina non è stato di certo una passeggiata di salute. Dopo un anno da rivelazione, in cui la squadra aveva dovuto rinunciare ai playoff per una penalizzazione di 5 punti che aveva fatto scattare la forbice col Pistoia Nord, gli arancioni di Larciano hanno dovuto affrontare ben più d’una difficoltà. La partenza di un elemento chiave come Cullhaj, andato ai Giovani Via Nova in Prima, aveva certamente tolto parecchi riferimenti, il gran numero d’infortuni gravi, iniziati già nella preparazione estiva, ha poi ulteriormente messo in salita la strada. Per fortuna i tantissimi gol di Mattia Marzico, diciassette, ed il ritorno in piena forma d’alcuni suoi compagni di reparto, come Spinelli e D’Angiolillo, hanno evitato ansie peggiori. Con un paio di turni d’anticipo, ed un sonoro 4-0 al Borgo a Buggiano in uno dei classici valdinievolini, il Cecina ha potuto certificare la salvezza e tirare un grandissimo sospiro di sollievo.
UNA VIA CRUCIS SIN DA SETTEMBRE
Nel redigere il bilancio stagionale, mister Riccardo Bonfanti si dice comunque soddisfatto visti i tanti incidenti di percorso durante il cammino. Tuttavia spera che in futuro (tracciato ma non ancora del tutto vidimato) una simile situazione d’emergenza non si ripresenti più. «Io dico sempre – rivela il mister – che gli obiettivi vanno fissati a stagione in corso, vedendo come vanno le prime partite. Nel complesso sono contento per come ci siamo tirati fuori dai guai, ma chiaramente speravo di fare un campionato almeno da metà classifica. Una soglia che comunque abbiamo mancato per poche lunghezze. Già a luglio avevo capito che sarebbe stata un’impresa ripetere la scorsa annata – confessa –. In un colpo solo ho perso diciannove gol: Cullhaj, che ne aveva realizzati dodici, e Lassi, sette, che è andato a seguire un Erasmus in Polonia sino a febbraio e che poi, appena tornato, ha accusato uno stiramento muscolare rimanendo fuori un altro mese. L’ho avuto solo ad aprile, quando per fortuna abbiamo fatto lo scatto decisivo».
Alla partenza e agli impegni universitari si sono poi aggiunti puntualmente gli infortuni ed i problemi personali. «Già da settembre abbiamo avuto l’infermeria piena per incidenti gravi, quasi tutti capitati, come quello di Borselli a febbraio, in allenamento. A tutto ciò si è aggiunta la brutta situazione di Spinelli, il nostro fantasista, che per alcuni problemi familiari ha passato i primi tre mesi senza quasi mai venire al campo in settimana. Non è un caso che appena li ha risolti siamo tornati a macinare qualche punto in più. Quando dopo le prime sei o sette partite vedi che ti va tutto storto e poi, un po’ per stanchezza e un po’ per sfortuna, cominci pure a perdere in zona Cesarini, temi che il destino abbia in serbo qualcosa di brutto. Il momento più pesante è stato l’inverno, e nello specifico le gare interne con Pistoia Nord e Cintolese, in cui meritavamo almeno il pari ma che abbiamo poi perso per errori nostri nel finale. Ho avuto paura che sarebbero stati i rimpianti più grandi».
IL SOSPIRO DI SOLLIEVO
Invece la sosta di marzo ha fatto molto bene al Cecina, che si è poi guadagnato la salvezza con le vittorie in casa dell’Olimpia Quarrata e nel già citato derby col Borgo. «Quando abbiamo vinto al “Barni” con i giallorossi mi sono tolto un peso. Era come se avessimo scollinato dopo aver affrontato il Mortirolo. Prima che nel derby la salvezza ce la siamo guadagnata lì». Un risultato frutto non solo dei gol di Marzico, vice capocannoniere del Girone E dietro Miele, ma anche dell’aiuto dei ragazzi della Juniores. «Mi hanno dato l’occasione di sperimentare alcune soluzioni – spiega il tecnico -, oltre ad averci aiutato e non poco durante la preparazione settimanale. Aver ricostruito la squadra primavera dopo parecchio tempo è stato un vantaggio. Mattia ha semplicemente disputato una stagione favolosa e ci ha levato tante castagne dal fuoco».
«L’ATLETICO HA MERITATO»
L’equilibrio del Girone E, inaspettato per quasi tutti gli allenatori, come ad esempio Biagi e Bonaviri, ha sorpreso anche Bonfanti. «Rispetto alle scorse annate sono mancate quelle due o tre squadre che scappavano. L’Atletico Casini Spedalino tutto sommato ha finito dove m’aspettavo: in testa. Ero certo che avessero la rosa più profonda ed attrezzata. Tuttavia non immaginavo che alla fine ci sarebbero state ben sei squadre racchiuse in sette punti là in cima». Tra le sorprese positive, poi, anche il mister del Cecina indica il Prato Nord. «Offensivamente erano la squadra più forte. Con l’Atletico ce la siamo giocata sia all’andata in casa che al ritorno a Casini, ma con loro è stata un’altra storia. Miele non capisco proprio cosa ci faccia in Seconda. Avere lui, e per giunta in coppia con Lunardi, è davvero un lusso in questa categoria».
«Fra le pistoiesi – prosegue Bonfanti – credo che il Cintolese fosse fra le squadre più forti caratterialmente, considerando che hanno vinto molte gare agli sgoccioli, al contrario di noi. Allo stesso tempo la Montagna per me è la formazione che più s’è migliorata: da una salvezza sofferta è andata in finale di playoff. Al contrario attendevo di più dal San Niccolò: aver perso Betti era stato uno shock, tuttavia pensavo che con Rinaldini fossero a posto».
BONFANTI SICURO AL 90%, IL “FAGNI” AL 100
Se il Girone E 2023-2024 è stato avvincente, il campionato del prossimo anno potrebbe essere ancora più emozionante, almeno per il Cecina. Il motivo è presto detto: col ritorno del Chiesina Uzzanese e le retrocessioni di Pescia e Via Nova, ci sarà una grande abbondanza di classici valdinievolini. «Ci sarà davvero da divertirsi e non sarà nemmeno facile costruire la squadra. Chi abita nella zona avrà più scelta, perciò dovremo essere minuziosi quando parleremo con eventuali nuovi acquisti».
L’uso della prima persona plurale dà quindi qualche indizio sul futuro di Bonfanti in arancione, anche se tutti i nodi non sono sciolti. «Con la società ho già un accordo. Tuttavia non ho ancora ufficializzato la mia risposta perché ho alcuni impegni lavorativi da sistemare. Al 90% comunque sarò ancora l’allenatore del Cecina. L’obiettivo sarà certamente evitare le ansie di quest’annata, anche se mi piacerebbe lottare per i playoff. Li avremmo potuti disputare la scorsa stagione, se solo non avessimo avuto la penalizzazione per l’errore a Vernio (il Cecina schierò uno squalificato dall’epoca pre Covid ndr) di tre anni fa».
La panchina arancione avrà infine sempre base all’“Anselmo Fagni” di Larciano, il cui usufrutto scadeva poche settimane fa. «La società l’ha rinnovato per altri cinque anni. Per noi è un piacere continuare a giocare in uno dei campi migliori dell’intera categoria. Ci saranno comunque alcuni lavori da fare per sistemarlo ulteriormente, ma non ci vorrà molto. A settembre sarà a posto e noi c’impegneremo per far sì che torni ad essere un fortino».



