Dopo diciannove stagioni in arancione Massimo Innocenti si ritira: «Ai tempi ero senza squadra, poi a Cecina ho trovato una famiglia»
La fascia del Montalbano Cecina cambierà braccio dopo quasi venti stagioni. Massimo Innocenti, classe 1985, ha infatti appeso al chiodo le scarpe coi tacchetti lo scorso 3 maggio, nel match (ininfluente vista la salvezza già ipotecata) al “Fagni” di Larciano contro il Monterappoli perso per 3-2. Innocenti in arancione era arrivato nell’estate 2007, quando la giovane società del Presidente Fabrizio Falasca s’apprestava ad entrare in UISP dopo gli inizi in ACS.
Nel 2008-2009 arrivò poi lo sbarco nella FIGC e nel 2011, con la conquista della Coppa Pistoia, la prima promozione in Seconda, categoria persa l’anno successivo tramite playout e riconquistata poi nel 2015. Da allora la società, divenuta Montalbano Cecina nel 2022, non si è più mossa, come il suo capitano. «Stavo quasi per smettere quando sono arrivato – racconta Innocenti –. Non avevo trovato una squadra in Prima ed oramai ero sul punto di mollare. Poi un amico mi ha parlato di questa nuova realtà che da poco era entrata in UISP ed allora ho fatto un tentativo. Devo dire che alla fine non ho trovato una squadra, ho trovato una famiglia».
LEGAMI CHE DURANO DA QUASI VENT’ANNI
Sia nei momenti lieti che in quelli difficili Innocenti è sempre stato un punto di riferimento nello spogliatoio ed un raccordo con la società e l’allenatore. «Aver cambiato poco la nostra struttura è stato una delle nostre caratteristiche migliori. Il Presidente mi ha sempre fatto sentire a casa e sportivamente parlando è quasi un padre per me. Al suo fianco non sono mai mancate tante figure importanti come Andrea Quilici, il nostro responsabile a livello organizzativo, e Marco Fedi che è sempre stato il nostro accompagnatore. Aggiungo poi Roberto Fagni con cui ho giocato nei primi anni ed è poi passato in un ruolo dirigenziale a sua volta fondamentale».
A proposito di rapporti iniziati in campo e poi evoluti c’è mister Riccardo Bonfanti, tornato sulla panchina arancione lo scorso inverno dopo uno stop per impegni familiari. «Riccardo è un grande allenatore, e non lo dico solo perché è un mio grande amico. Nel passaggio dal campo alla panchina ha mantenuto la sua capacità di darti sicurezza e motivazione aggiungendo carisma. Con lui abbiamo vissuto delle bellissime stagioni e sono davvero sollevato che il suo ritorno abbia svoltato l’annata appena conclusa».
UN RITORNO FONDAMENTALE
Un 2025-2026 che per il Cecina, inserito in un inedito Girone F con formazioni fiorentine, empolesi e pratesi, pareva stregato. Dopo circa un mese di gioco infatti gli arancioni erano finiti all’ultimo posto, ma il primo avvicendamento in panchina fra mister Pacini e mister Marchi aveva quantomeno riportato la squadra sulla soglia di galleggiamento fra i playout e le zone sicure. A gennaio tuttavia il Cecina sembrava di nuovo in difficoltà, ed allora il Presidente Falasca ha deciso di richiamare Bonfanti.
«Col suo ritorno – confessa Innocenti – abbiamo ritrovato entusiasmo. Con Pacini e Marchi comunque ci trovavamo bene, ma la sensazione è che soprattutto negli allenamenti non si respirasse più quel clima che c’aveva accompagnato in passato. Nonostante qualche infortunio di troppo ci siamo quindi rasserenati ed alla fine abbiamo raggiunto l’obiettivo. Mi sarebbe davvero dispiaciuto lasciare con una retrocessione dopo undici anni in Seconda».
IL PARALLELISMO COL 2022
La stagione appena archiviata ha ricordato per certi versi il 2021-2022 quando il Cecina, con Bonfanti all’esordio in panchina, aveva chiuso il girone d’andata da fanalino di coda e con una manciata di punti. «Non andava niente per il verso giusto e non ci riusciva venirne a capo. Oltretutto l’unica partita vinta in casa del Vernio fu persa a tavolino perché avevamo schierato Verdiani che aveva una squalifica da scontare dai tempi del pre pandemia. Temevamo fosse l’inizio della fine, ed invece abbiamo finalmente trovato la quadra giusta ed abbiamo disputato una seconda parte di stagione perfetta, dominando poi lo stesso Vernio ai playout».
Un bel feeling che si è trasmesso anche nell’annata seguente, la migliore secondo Innocenti pur con la spada di Damocle dei cinque punti di penalizzazione ereditati proprio da quell’infausto match a Vernio. «La penalità tuttora mi dà un gusto dolceamaro. Da una parte la maledico perché senza non sarebbe scattata la forbice col Pistoia Nord, con cui perdemmo in una delle giornate conclusive, e avremmo giocato i playoff, cosa mai successa a Cecina».
«Però dall’altra – prosegue il capitano arancione – devo dire che è stata una motivazione in più: soprattutto prima di Natale andavamo in campo col sangue negli occhi al pensiero che dovevamo annullarla e ciò è stato decisivo in molte partite equilibrate. Forse avremmo comunque fatto bene perché eravamo molto uniti dopo la salvezza quasi miracolosa del 2022, e tra l’altro quell’ansia c’è anche costata qualche energia di troppo per il finale, dove eravamo quasi in riserva. Tuttavia senza dubbio ritengo quel periodo il migliore vissuto qui, assieme alle prime annate fra Terza e Seconda».
L’ARRIVO SPECIALE IN CASA INNOCENTI
Nel futuro di Massimo Innocenti ci sarà ancora l’arancione? «Per il momento non ho ancora parlato con la società, ma almeno nei prossimi mesi dovrò pensare ad altro: diventerò babbo per la prima volta. Sarà una bambina e non vedo l’ora che giunga quel momento. Sicuramente non mi distaccherò da questa realtà e spesso tornerò al “Fagni”, che oramai è come una seconda casa. Questi quasi vent’anni sono stati splendidi e sono felice d’aver vissuto quasi tutta la mia carriera da calciatore qui. Non è un addio, ma solo un arrivederci».



