Dopo quattro anni, mister Bonfanti lascia per impegni familiari: «Ci sono mancati i playoff, ma ho sempre avuto un gruppo fantastico»
Riccardo Bonfanti saluta col sorriso. Il mister del Montalbano Cecina per vari impegni familiari il prossimo anno non siederà sulla panchina arancione pur restando a disposizione della società del Presidente Fabrizio Falasca, la quale è già al lavoro sul nuovo corso ed ha già individuato un paio di profili ideali per la panchina e per la dirigenza. Un ciclo che tutto sommato inizierà con ottimi prodromi, visti i buoni risultati ottenuti da Bonfanti ed i suoi ragazzi nell’ultimo quadriennio.
«Ci è mancato solo il passo finale che aveva il nome “playoff” – esordisce il mister – ma alla fine lascio con felicità ed orgoglio. Il mio ciclo a Cecina ormai era vicino al suo completamento ed inoltre nei prossimi mesi diventerò padre, perciò era naturale che prendessi una pausa. Resterò comunque nell’ambiente ed aiuterò il nuovo mister in ogni processo d’adattamento. Sono sicuro che quel passo che c’è mancato potrà essere compiuto a breve».
I RIMPIANTI DELLA STAGIONE APPENA CONCLUSA
Iniziando dalla stagione appena vissuta, Bonfanti crede che siano stati i dettagli a fare la differenza. «Il Girone C è stato di certo uno dei più equilibrati e competitivi di tutta la Seconda Categoria toscana. Basti pensare che noi a quattro turni dal termine eravamo a metà strada fra i playoff ed i playout con quasi quaranta punti in classifica. Essere arrivati appaiati ad altre quattro compagini all’ottavo posto in un simile torneo non è un epilogo deludente. Eravamo partiti con l’obiettivo di migliorare l’altalenante risultato del 2023-2024 e ci siamo comunque riusciti, quindi la sufficienza piena credo che la meritiamo ampiamente».
«Tuttavia – prosegue Bonfanti – qualche rimpianto ce l’ho. Nella seconda parte del campionato non siamo stati sui livelli che auspicavamo ed abbiamo gettato via almeno tre o quattro partite per nostri errori banali sia sotto porta che in difesa. Inoltre abbiamo faticato un po’ troppo in trasferta, tendenza che curiosamente ho notato anche nelle scorse stagioni. Penso sia dovuto a quel pizzico d’esperienza che ci manca ed anche per la nostra predilezione al fraseggio palla a terra, che in determinati campi e nei periodi più piovosi, dove non a caso abbiamo faticato di più, non è sempre possibile».
LE (POCHE) SORPRESE E LE (TANTE) DELUSIONI DEL GIRONE C
Sullo sviluppo del Girone C il mister ha avuto poche sorprese positive e parecchie negative. «Ripensando alla scorsa annata solo la Galcianese mi ha stupito seriamente. Da ripescata ha fatto molto bene e stava quasi per andare ai playoff. La Montagna Pistoiese era già un’ottima squadra ed ha semplicemente chiuso il suo cerchio. Il San Niccolò a sua volta è migliorato molto, però quell’ampio vantaggio sprecato quando era in testa è stato un peccato. Sulla Pietà sospendo in parte il giudizio perché nella gara di ritorno ero assente: all’andata mi fece sì una buona impressione, ma non così strabiliante da pensare che avrebbero vinto il campionato».
«Basandomi sul rapporto qualità/piazzamento – prosegue Bonfanti – di certo m’aspettavo di più dal Pistoia Nord: ero convinto potesse lottare per il titolo o quantomeno arrivare nei primi tre. Anche il Montemurlo Jolly pensavo potesse fare qualcosina in più, mentre, considerando i cambiamenti in rosa, avevo messo in preventivo le difficoltà del Cintolese. Se devo indicare poi la più grossa delusione della stagione non posso che dire l’Olimpia Quarrata. Purtroppo sono incappati in quelle classiche annate dove tutto ciò che poteva andare male è capitato e per giunta con un prezzo finale da pagare enorme».
IL QUADRIENNIO DI BONFANTI
Ampliando lo sguardo ai quattro anni in arancione, il bilancio del mister non può che essere assai positivo. Sotto la sua guida, la società arancione ha ottenuto una salvezza quasi miracolosa nel 2022, col vecchio nome Cecina Calcio, dove aveva concluso il girone d’andata con soli otto punti. Risultato ben migliorato la stagione successiva, la prima con l’attuale denominazione, col quinto posto nel Girone F. Unico neo la forbice, scattata a causa d’una penalità di cinque punti dovuta ad una squalifica pre pandemia nella gara a Vernio dell’annata precedente, che ha impedito l’accesso alla post season.
Nel 2023-2024 gli infortuni e le cessioni di alcuni uomini chiave come Cullhaj hanno fatto riapparire alcuni vecchi fantasmi in avvio, ma tutto sommato Bonfanti e soci hanno concluso quell’annata con una salvezza tranquilla vidimata con un turno d’anticipo. Epilogo poi ripetuto in quest’annata, in cui però gli arancioni hanno detto la loro per la qualificazione ai playoff sino a quattro giornate dalla fine e, soprattutto, non si sono mai impantanati nella zona playout pur avendo chiuso con un solo punto in più del Tavola dodicesimo.
«IL PLAYOUT DEL 2022 E’ IL PICCO DI QUESTI ANNI»
«Il picco di questo quadriennio è stato senza dubbio la salvezza del 2022. A dicembre eravamo ultimi e col morale sotto i tacchi. Poi l’arrivo di rinforzi come Niccolai e la fiducia acquisita con le vittorie a raffica ha fatto sì che non solo ci qualificassimo ai playout, ma pure con la gara di ritorno in casa. Già all’andata a Vernio avevamo messo la strada in discesa, poi la gioia dopo il match di ritorno al “Cei” non me la scorderò mai».
«La stagione successiva certamente è stata la migliore a livello di risultati e di clima: giocavamo con gioia e potevamo mettere in difficoltà chiunque al “Fagni”. Non a caso contro il Prato Social Club, che dominò quella stagione, ottenemmo un punto che però ci stava stretto. La partita più bella fu il successo sotto il diluvio in casa dell’Atletico Casini Spedalino: subimmo il 2-0 ad inizio ripresa, ma fummo capaci di rimontare e di vincere nel finale. Ci è costata cara la perdita di brillantezza nel finale, ma senza la penalizzazione avremmo messo a segno oltre cinquanta punti e giocato i playoff».
«L’entusiasmo – rivela il mister – è rimasto uguale anche in quest’ultimi due anni. Penso di potermi considerare tra i pochi fortunati ad aver sempre avuto ventidue giocatori coinvolti da agosto a maggio senza alcuna pausa. Tuttavia penso che gli infortuni del 2023-2024 ed i tanti cambiamenti a livello d’organico della scorsa estate c’abbiano un po’ frenato. Certamente noi tutti avremmo potuto fare qualcosa in più, io in primis, però credo che alla fine abbiamo raccolto quello che avevamo seminato pur con qualche timido rimpianto. Era tempo di dire basta, ma non me n’andrò del tutto. Che sia per una cena o per una semplice visita al campo, non perderò occasione di stare a fianco dei ragazzi».



