Il presidente della Lega Pro ha toccato diversi punti: «Serve chiaramente un taglio dei costi e sviluppo nel fattore umano, puntando sulla crescita dei giovani talenti»
Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, è intervenuto a Sky Sport, riguardo ai temi relativi all’ultima assemblea di lega e sull’impossibilità per la Serie C di riprendere il proprio campionato. Tanti gli argomenti trattati dal numero uno della Lega Pro: dalle polemiche per la quarta promozione in B alla questione riforma.
«La scelta di non riprendere? Sappiamo che la decisione definitiva spetta al Consiglio Federale della FIGC, ma per noi la salute viene prima di tutto e abbiamo accolto l’appello dei nostri medici di Serie C, che hanno evidenziato l’impossibilità di riprendere il campionato. Ci dispiace non poter continuare ma non possiamo fare altrimenti».
«L’assemblea si è espressa con 52 voti su 59 per il blocco del campionato, mentre più spinosa è stata la questione relativa alla quarta posizione. Dal mio punto di vista, c’è stata la massima volontà di sondare democraticamente la volontà dei club, e la maggioranza senza contestazioni si è espressa per il merito sportivo, cosa che poi è avvenuta post assemblea da parte di qualcuno».
«Ritengo giusta la posizione del presidente Gravina di insistere per la ripresa – ha aggiunto Ghirelli – ma allo stesso tempo, per quanto riguarda il nostro caso specifico, quello della Lega Pro, non siamo in grado di farlo. Poi ovvio che una soluzione che accontenti tutti non c’è, e la stessa adozione dei play off andrebbe contro alla scelta fatta dall’assemblea».
Perplessità invece sul tema delle retrocessioni: «Sul blocco delle retrocessioni il criterio era quello di ancorarsi alle norme federali e cercare una soluzione che creasse la minore problematicità possibile e dunque meno ricorsi possibili. Questo chiaramente ci esporrebbe ad un numero eccessivo di squadre con l’arrivo delle 9 promosse dalla D, e quindi si chiedeva il blocco almeno dei ripescaggi».
Il presidente Ghirelli ha poi affrontato il tema riguardo alla volontà della Lega Pro in tema di garanzie per i calciatori e minore pressione nei confronti dei club: «Ad oggi 23 milioni di euro in C vengono bloccati dalle fideiussioni, ma siccome lo stesso governo ci indica di mettere in gioco liquidità e non bloccarla, pur senza far decadere i criteri stringenti di esclusione dal campionato, bisogna svincolare i club da questo onere. La Lega ha infatti l’idea di farsi garante di un fondo che sostituisca le fideiussioni, che fungerà da garanzia in caso di mancati compensi nei confronti dei calciatori».
A proposito della riforma: «Serve chiaramente un taglio dei costi e sviluppo nel fattore umano, puntando sulla crescita dei giovani talenti. Poi bisogna pensare ad un progetto di riforma del campionato, sperando che non sia un’autoriforma come già avvenuto senza risultati, e sposando la strada del semi-professionismo sempre nell’ottica di abbassare la pressione economica sui club».
«Seconde squadre? Stavamo pianificando la loro ottimizzazione e il virus ci ha un po’ frenato, ma chiaramente è un progetto che dovrà essere allargato a più club e non alla sola Juventus, oggi unica società ad aver aderito. Un messaggio per i tifosi delusi? Li capisco e posso dire loro poco, ma chi decide è chiamato a fare delle scelte prendendosi anche delle ingiurie, e magari ogni tanto qualche applauso».


