Supercoppa, dopo un supplementare il primo derby da urlo va agli Herons

Un magistrale Lorenzetti e uno stoico Giancarli consegnano agli Herons il derby di Supercoppa. Alla Gema non basta un super Savoldelli

Finisce 85-80 per gli Herons il derby di Supercoppa dopo oltre due ore di match. E un po’ come Settembre di Alberto Fortis a un Barsotti che sa bene che “il nemico da sempre/si cattura così” risponde un Origlio che in attesa del campionato afferma che la “tempesta di neve/non mi sorprenderà” perché la sua squadra ha dimostrato che può dare ancora tanto. Citazioni a parte, la stagione si è aperta con un super derby che ha dovuto prolungarsi ai supplementari per avere un vincitore.

LA CRONACA

Non c’è il pubblico delle grandi occasioni, ma quando si parla di derby non ci sono scuse che tengano. Manca solo Zambianchi tra i padroni di casa e il baby Benedetti tra gli ospiti. Casoni la sblocca, ma un problema al canestro ferma tutti per alcuni minuti. Riparte porta la Gema che allunga con Cantagalli mentre i ragazzi di Barsotti si dimostrano fallosi. Sottocanestro Zanini è letale, ma le triple tengono a galla gli Herons. Una strepitosa penetrazione di Savoldelli fa chiudere nel primo quarto la Gema avanti 17-23.

Proprio il numero 9 a cavallo dei due parziali infila 9 punti consecutivi. Dire che Barsotti è nervoso sarebbe un eufemismo, ma è giustificato: i suoi non riescono mai ad agganciare i rivali. Con un intervento da ultimo uomo Savoldelli in scivolata “falcia” in maniera involontaria Lorenzetti. Nonostante l’altezza Giancarli non tituba ad andare vis a vis su Infante che, a dispetto del cognome, è tutto fuorché un baby. L’aggancio Herons arriva sul 34-34 e lo segna Natali che dalla lunetta allunga e tiene avanti i suoi. Sempre lui infuoca il Palaterme con la tripla che porta a chiudere 42-36 la prima metà di gara per gli Herons.

Cantagalli e Lorenzetti inagurano con due canestri da applausi il terzo quarto con un Infante talmente nervoso da attirarsi le antipatie dei tifosi Herons: benvenuto a Montecatini! Un Origlio infiammato per una decisione arbitrale fa da contrasto a un pacato Natali. Il massimo vantaggio Herons arriva grazie alla tripla di uno strepitoso Lorenzetti sul 47-39. Le squadre sembrano più stanche e i rimbalzi paiono sempre di più un optional. La riaprono però Molteni e Digno portando i suoi a -1 sul 54-53 con dieci minuti da giocare.

Si segna col contagocce nel quarto e l’affondo di Giannini per il 60-56 arriva dopo un incomprensione di Infante con i compagni. Lafitte dopo avergli soffiato palla gli va anche addosso a muso duro, ma il lungo Gema non batte ciglio: è derby anche questo. Marengo porta i suoi a -2, Lorenzetti mostra i muscoli e li ributta 66-61 a due minuti dal termine. A 18 secondi dal termine è 68-66: Giancarli dalla lunetta sbaglia entrambi i tiri e Savoldelli sul capovolgimento di fronte fa 68-68 e supplementari.

Lì però si vede che la benzina in casa Gema è effettivamente finita. Lorenzetti si guadagna agilmente la palma di migliore in campo e solo una tripla di Cantagalli riporta gli uomini di Origlio a -1 sul 74-73. Risulta tutto inutile perché Giancarli dalla lunetta è implacabile e 85-80 si chiude il match. Mercoledì ad affrontare la Libertas Livorno nei sedicesimi di finale toccherà ai ragazzi di Barsotti.

Le interviste ai coach Origlio e Barsotti

IL TABELLINO

Herons: Bechi, Giannini 5, Carpanzano n.e., Torrigiani 4, Natali 12, Laffitte 11, Lorenzetti 23, Giancarli 14, Dell’Uomo 13, Cei, Casoni 3, Lorenzi n.e. . Allenatore: Barsotti.

Gema: Marengo 9, Duranti 2, Molteni 7, Savoldelli 26, Infante 6, Zanini 6, Albelli n.e., Cantagalli 19, Digno 5, Neri, Cellerini n.e. , Ghiarè n.e. . Allenatore: Origlio.

Arbitri: Giustarini, Zaniboni.

Parziali: 17-23; 25-13; 12-17; 14-15

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), da anni si occupa di pallavolo toscana dedicandole con devozione i sabati da ottobre a maggio


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