Fermato dal giudice sportivo anche il dirigente Andrea Pratesi per otto mesi. La risposta del diesse Petrini: «Qualche parola di troppo, ma niente altro»
In casa Tempio Chiazzano sono da registrare due squalifiche importanti. l giudice sportivo ha inibito il dirigente Andrea Pratesi e il direttore sportivo Alessandro Petrini rispettivamente per otto e quattro mesi. La decisione è avvenuta in seguito alla loro espulsione al termine della gara persa 2-3 in casa contro il Corsagna, nel sedicesimo turno del Girone A di Prima Categoria.
Questa la nota ufficiale pubblicata nel bollettino della LND:
INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ FINO AL 1/ 9/2024 PRATESI ANDREA (UNIONE TEMPIO CHIAZZANO) Entrava indebitamente in campo ed offendeva il D.G.. Alla notifica dell’allontanamento minacciava l’arbitro reiterando le offese. A fine gara, rientrava indebitamente sul t.d.g. e in ripetute circostanze persisteva nel proprio contegno ingiurioso ed intimidatorio impedendo al D.G. di rientrare nello spogliatoio.
INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ FINO AL 25/ 5/2024 PETRINI ALESSANDRO (UNIONE TEMPIO CHIAZZANO) A fine gara offendeva e minacciava il D.G.. Di poi impediva all’arbitro di entrare nello spogliatoio persistendo nel proprio contegno ingiurioso ed intimidatorio.
LA RISPOSTA DI PETRINI
Contattato dalla nostra redazione, il direttore sportivo Alessandro Petrini ha spiegato i motivi che l’hanno portato alla squalifica: «Se facciamo un’analisi della classe arbitrale, quest’anno c’è stato un cambiamento in positivo rispetto agli anni passati in quanto ad approccio nei confronti dei giocatori e dei tesserati. Però, nelle ultime due partite contro il Mulazzo e il Corsagna, siamo stati penalizzati da alcune decisioni dei direttori di gara. Al termine della partita di domenica scorsa, io e Pratesi abbiamo perso il controllo e ci sono scappate alcune parole di troppo nei confronti dell’arbitro, ma niente di più».
L’ANALISI DEGLI ERRORI ARBITRALI
Il direttore sportivo rossoblù ha poi analizzato con la lente d’ingrandimento gli episodi contestati: «Analizzando la gara col Mulazzo, l’arbitro non ha concesso un rigore solare ai danni di Di Biase e ha convalidato un gol fantasma agli avversari nonostante la palla fosse stata salvata sulla linea da Pagnini. A fine partita, il direttore di gara non è riuscito a darmi giustificazioni valide per le sue decisioni, oltretutto ridendomi in faccia. Poi nel match successivo col Corsagna, perso in primis per errori nostri, il giudice di gara ha fatto scorrere l’azione per un minuto abbondante dopo un fallo dubbio di Chafiq, per poi tornare sui suoi passi e cacciare il nostro giocatore per doppio giallo. Infine, gli ospiti hanno segnato il gol del definitivo 2-3 su rigore per un fallo fuori area di mezzo metro. Al fischio finale, l’arbitro mi ha detto che non si ricordava che Issam fosse già stato ammonito, sennò non l’avrebbe espulso».
«Già siamo in una situazione difficile, ma noi vogliamo rispetto al pari di quanto lo pretendano loro. Decideremo se fare ricorso con la società – aggiunge il dirigente rossoblù -, ma adesso non ci pensiamo, perché questo è l’ultimo dei nostri problemi».
TANTE ASSENZE
Petrini ricorda anche le notizie non positive che continuano ad arrivare dall’infermeria: «Stiamo vivendo una situazione difficilissima sul fronte infortuni, dato che ci mancano almeno sette/otto titolari. Nella sfida di domenica contro il Corsagna, Kouadio si è stirato e ne avrà per un mese o due, mentre Fresta si è rotto molto probabilmente il crociato. Siamo perseguitati dalla sfortuna, però dobbiamo combattere con le armi a nostra disposizione, sperando che le decisioni arbitrali non rendano più difficoltoso il nostro cammino. Comunque sia, la squadra sta lottando e si sta impegnando al massimo per raggiungere il suo obiettivo. Non abbiamo niente da rimproverare né all’allenatore, né ai giocatori. Ci crediamo».



