Tempio Chiazzano, Viti dà l’esempio: «Mi sento ancora un ragazzino»

L’attaccante del Tempio compirà 40 anni la prossima estate: «Cerco di non pensarci e di lavorare ogni giorno con la stessa intensità»

Non è facile allenarsi tre volte a settimana, soprattutto in inverno, col freddo, la pioggia e tutti i rischi del caso. Non è facile soprattutto quando l’età avanza e gli infortuni aumentano, quando si pensa che forse è il caso di appendere gli scarpini al chiodo. Ma così non è per Stefano Viti, centravanti del Tempio Chiazzano. Il suo palmares racconta di oltre 300 gol realizzati in una carriera che va avanti da più di vent’anni. La carta d’identità alla voce data di nascita recita 10 luglio 1980: in estate saranno 40 le primavere.

«Io provo a non pensarci – scherza Viti – mi sento ancora un ragazzino con la stessa voglia dei primi anni. Il mio trucco è questo, mi pongo un obiettivo, sia a livello di squadra che personale, e riesco a trovare gli stimoli per andare fino in fondo. Ovviamente qualche acciacco in più è da mettere in conto, ma con la testa giusta tutto viene subordinato alla voglia di giocare e di scendere in campo».

Dopo qualche panchina ad inizio stagione il nuovo anno è stato molto prolifico, con quattro reti in altrettante sfide: «Sono contento dei gol messi a segno ma bisogna ancora fare molto, dobbiamo rincorrere in classifica perché vogliamo arrivare più in alto possibile. Qui mi trovo benissimo, conoscevo già il direttore Petrini e mister Montuori e voglio ringraziarli per avermi coinvolto nel progetto. Sapevo che il mio ruolo sarebbe stato anche quello di uomo spogliatoio – sottolinea il bomber rossoblu – sto cercando di portare l’esperienza e di essere un esempio per i giovani. In attacco la concorrenza è tanta, Massaro, Bugelli, Pallara sono ottimi giocatori, io mi alleno al massimo e i numeri dimostrano che mi sono fatto trovare sempre pronto».

In una carriera ventennale sono state tante le esperienze positive: «Le vittorie di coppe e campionati fanno piacere e restano dei bei ricordi, ma ciò a cui sono affezionato maggiormente sono i gruppi, gli spogliatoi. Ho creato quasi sempre legami importanti coi vari compagni, avere spirito di squadra ed essere un gruppo è la soddisfazione più grande. Le amicizie che si sono create me le porterò dietro anche dopo il ritiro».

Michele Flori
Michele Flori
Nato nel 1999, studia attualmente scienze politiche. Amante del calcio e delle statistiche, non perde mai l'occasione di passare la domenica sui campi da gioco del territorio pistoiese.


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