Dopo il bronzo europeo di Antony, Tommaso Martini, cresciuto nel CS Agliana, farà il proprio debutto da titolare alla rassegna asiatica
Dopo il bronzo europeo che lo ha consacrato ai vertici della scherma continentale, per Tommaso Martini si apre ora un capitolo ancora più importante: il fiorettista cresciuto nel Club Scherma Agliana è stato convocato dalla Nazionale italiana per i Campionati del Mondo assoluti di Hong Kong, in programma dal 22 al 30 luglio 2026. Sarà il suo primo Mondiale assoluto, un debutto che arriva a distanza di appena un mese dalla splendida prova di Antony. Il 23enne carabiniere toscano, allievo del maestro Agostino Sanacore e seguito anche dalla tecnica Mabel Biagiotti e dal preparatore Emanuele Manente, si presenta all’appuntamento iridato con lo status di titolare: nel ranking mondiale occupa infatti la nona posizione, un piazzamento che gli garantisce l’accesso diretto al tabellone principale.
Proprio ad Antony, agli Europei, Martini aveva vissuto il suo primo grande exploit da senior: un bronzo, quello continentale, che oggi assume ancora più valore alla luce della convocazione mondiale. A Hong Kong Martini farà parte del quartetto azzurro del fioretto maschile insieme a Guillaume Bianchi (n°3 del ranking), Filippo Macchi (n°7) e Tommaso Marini (n°19), con Giulio Lombardi, proprio il compagno con cui Martini aveva conquistato l’oro Under 23 a Tallinn nel 2025, che completa il gruppo nel ruolo di riserva.
Il programma di gara del carabiniere toscano prevede due appuntamenti chiave: sabato 25 luglio scenderà in pedana per il fioretto maschile individuale, prima il tabellone principale e poi le fasi finali. Martedì 28 luglio sarà invece il turno della prova a squadre, sempre con tabellone principale e fasi finali, al fianco di Bianchi, Macchi e Marini. La delegazione azzurra partirà il 16 luglio alla volta di Shenzhen, in Cina, dove sosterrà gli allenamenti di rifinitura prima del trasferimento definitivo a Hong Kong. Per Tommaso Martini e per tutto il Club Scherma Agliana si tratta dunque di un’estate da ricordare: in appena due mesi il fiorettista aglianese ha scritto le pagine più importanti della sua ancora breve ma già intensa carriera.
