Il numero 23 è l’MVP di serata ma grande è la risposta del blocco italiano: le pagelle del trionfo di Pistoia contro Venezia
LE PAGELLE DI ESTRA PISTOIA
PAYTON WILLIS 7,5: caldo fin dalle prime battute dopo una bomba da lontanissimo, continua a segnare a ripetizione nel primo tempo. Non prende forzature e anzi è lucido nel capire quando tirare da fuori e quando affettare la difesa avversaria in penetrazione. Si prende una piccola pausa a metà partita per tornare alla grande nel finale con una super bomba nonostante la mano del difensore in faccia.
CHARLIE MOORE 7,5: l’attuale miglior giocatore del campionato non vuole saperne di rallentare. Nel primo tempo detta i ritmi con saggezza, nel secondo, seppur con qualche palla persa di troppo, sale persino di livello in attacco. Un’altra prestazione da stropicciarsi gli occhi da 18 punti e 7 assist per i compagni.
LORENZO SACCAGGI 6,5: entra con grande energia su Spissu mettendo tanta pressione al pari ruolo della nazionale. Gioca ogni pallone con sapienza, pazientando per trovare la soluzione migliore chiudendo difatti con 0 palle perse. Non si prende tiri ma non importa, la sua prova è ottima.
ANGELO DEL CHIARO 6,5: entra difendendo aggressivo e lottando a rimbalzo con coraggio. Si fa trovare pronto nelle occasioni in cui si trova al tiro firmando anche un pesante piazzato dal gomito nel finale. Tessitori è un osso duro e come tutti ne soffre la fisicità ma oggi il lungo di Pietrasanta ha alzato nettamente il suo livello.
JORDON VARNADO 8,5: welcome back home Jordon. A Scafati era già sceso sul pianeta Serie A, oggi Varnado si presenta ufficialmente in massima serie sul palcoscenico di casa. Tre bombe consecutive nel terzo quarto che ammazzano la partita. Il numero 23 è il diesel che fa bruciare il pubblico biancorosso. Si prende di forza e qualità il titolo di MVP indiscusso della sfida con 26 punti e ben 5 triple.
CARL WHEATLE 7: in difesa è indiavolato, pressa tutti con intensità massima, recupera palloni e raccoglie rimbalzi. Segna 5 punti e chiude con la bellezza di 12 carambole catturate al 40′. Per Wheatle forse la miglior prestazione dell’anno per attenzione e fisicità.
RYAN HAWKINS 6,5: solita ottima difesa, forse a volte con fin troppa frenesia, anche sfidando un avversario più grosso di lui come Wiltjer. Non entra in striscia ma nel quarto quarto torna a bruciare la retina nel momento clou della gara con la seconda tripla di giornata. Porta anche lui il suo mattoncino nel trionfo biancorosso.
DEREK OGBEIDE 7: il primo canestro è una schiacciatona sull’alley-oop di Moore. Il preludio di una super gara del centrone canadese. In difesa fa buona guardia nonostante, come a tanti altri compagni, gli sfugga qualche rimbalzo di troppo. Nel finale torna a muovere la retina con un fallo e canestro e un’altra super affondata di importanza capitale.
ALL. NICOLA BRIENZA 8: la sua Pistoia sprigiona una energia e una intensità senza precedenti in questa stagione. La vittoria di Brindisi avrà sicuramente contribuito ma il coach biancorosso ha toccato i tasti giusti in settimana. I suoi ragazzi lottano con fame e aggressività dall’inizio alla fine. Superata la capolista della Serie A1 con una prova magistrale.
LE PAGELLE DELLA REYER VENEZIA
IL MIGLIORE
AMEDEO TESSITORI 7,5: con Tucker è senz’altro il lungo azzurro il migliore di Venezia al PalaCarrara. Segna 21 punti tirando con oltre il 50% dal campo, prende 7 rimbalzi e rende la vita dura sotto canestro alla difesa di Pistoia che lo soffre per larghi tratti di gara.
IL PEGGIORE
BARRY BROWN JR 5: la guardia statunitense non riesce ad incidere in oltre 22 minuti sul parquet partendo dalla panchina. Per quattro volte si prende il tiro dalla lunga senza mai centrare il bersaglio, tirando col 31% di totale dall’arco. La pressione aggressiva di Pistoia lo mette in difficoltà e lui non riesce ad entrare in gara come vorrebbe.
ALL. NEVEN SPAHIJA 6: Venezia è una squadra molto forte ed allenata bene, anche oggi lo ha dimostrato. Pur sprofondando a -15, i lagunari sono tornati sotto fino al -1 dimostrando grande concentrazione. Con un ambiente del genere e un’avversaria in stato di grazia, diventava difficile fare risultato senza Parks e un O’Connell in condizioni non perfette.



