Walker ancora miglior marcatore, Benetti un fattore. In difficoltà Ajayi e Mouaha, per Schina pesa la gestione dell’ultimo possesso
GABRIELE BENETTI 6,5: in una sfida dall’elevatissima intensità non era semplice offrire il solito contributo a livello di energia dalla panchina, eppure Benetti ci è riuscito. Un fattore nell’ultimo quarto l’attuale capitano, forse ancor più caricato dalle rinnovate responsabilità nello spogliatoio, quando si carica sulle spalle la squadra e la tiene in partita nella tesa volata finale. Il numero 0 si getta su ogni pallone, uscendone pressoché sempre vincitore. Un leader dentro e fuori dal campo.
LEONARDO BETTIOL 6: il lungo veneto regge bene l’intensità del match, lottando strenuamente sotto le plance con alternata fortuna. Senza Zanotti, a riposo per infortunio, tantissimo lo spazio per il classe 2002 in crescita rispetto ad un inizio di campionato sottotono dovuto anche al normale ambientamento. A metterlo maggiormente in difficoltà è senza dubbio la difesa su Guariglia, abile a portarlo lontano dal ferro e punirlo sia dalla media che dalla lunga.
CALEB WALKER 6,5: la guardia USA è ancora una volta la principale risorsa offensiva della squadra. Sono 22 i punti portati alla causa, con anche 9 rimbalzi per 25 di valutazione finale. Uno score sicuramente sporcato dalle percentuali, specialmente da oltre l’arco dei 6,75. Pesa anche l’errore nel finale di gara, col punteggio sul 64 pari, al termine di un’azione che avrebbe sicuramente potuto gestire meglio. Al netto degli errori sono comunque suoi la maggior parte dei punti che tiene la Lumos in scia della Effe.
MATTEO SCHINA 5,5: gara di alti e bassi per il play ex Torino. Se l’approccio è clamoroso per intensità e aggressività – due i recuperi – la gestione del possesso finale resta una macchia pesante sulla sua prova. Peccato, perché in mezzo le cose buone ci sono state, tanto in difesa quanto in regia. È anche tra i più precisi al tiro, pur prendendosi poche conclusioni. Nell’ultima azione, incaricato di prendersi il tiro, viene chiuso dalla difesa della Effe senza riuscire a trovare un’altra soluzione rifugiandosi in una preghiera disperata finita sul ferro.
ARISTIDE MOUAHA 5: ancora una prestazione insufficiente per il numero 10, in difficoltà tanto in difesa quanto in attacco, dove chiude con un pessimo 0/4 dalla lunga. Rispetto alle ultime uscite prova maggiormente a buttarsi dentro in penetrazione, riuscendo a lucrare quantomeno a lucrare quattro falli ma resta la prova negativa.
ANTONIO NOVORI 6: nei sette minuti in campo fa vedere ancora di poterci stare alla grande in questo campionato e anche in partite di questo calibro. Quattro i punti in 7 minuti e tanta la cattiveria agonistica in difesa che frutta anche un recupero.
LUCA POLLONE 5,5: in difesa come al solito il suo contributo non manca ma stavolta commette qualche ingenuità di troppo, regalando due punti a Sorokas e commettendo un evitabile fallo su un tentativo di tripla di Sarto. Anche in attacco colleziona un altro zero alla casella dei punti, fallendo l’unica conclusione da oltre l’arco tentata.
ARIEL FILLOY 5,5: nel giorno delle 100 presenze in biancorosso il play di Córdoba si conferma ancora una volta ficcante in uscita dalla panchina. Sono ormai diventati una sentenza i suoi ingressi in partita seguiti da una tripla. Gli riesce nel primo tempo, ma non nel secondo. Gli alti ritmi portano coach Ciani a gestirlo con più coscienza rispetto al solito, anche nel finale di gara, dove si fa vedere più che altro per alcune palle perse sanguinose.
IFE AJAYI 5: l’ala statunitense ancora non riesce ad ingranare nella sua nuova avventura biancorossa. Tanti gli errori al tiro, pesante lo 0/4 dalla lunga, e una costante difficoltà nel riuscire ad entrare in partita. A livello fisico non riesce a sfruttare la sua stazza per crearsi vantaggi, accontentandosi troppo spesso di conclusioni in allontanamento. Difensivamente ancora è impreciso ma soprattutto si attende una risposta in termini numerici. Troppo pochi i punti fin qui portati alla Lumos.
COACH FRANCO CIANI 6: il tecnico biancorosso può essere soddisfatto della prova dei suoi. Complessivamente la Lumos ha tenuto testa ad una delle grandi favorite del campionato, riuscendo a tenerla molto al di sotto delle sue solite medie offensive e reagendo nei momenti più complicati. Il rammarico resta per i tanti errori commessi, specialmente al tiro dove è ancora infelice la percentuale dalla lunga (4/21) e quella ai liberi (14/23), che condannano difatti la squadra, al netto della gestione dell’ultimo possesso. Doveva essere un test per valutare la crescita della squadra, che possiamo dire superato a metà: tante le cose positive, eccezion fatta per la cosa più importante, il risultato.

