Verso la nuova Prima Categoria: così riparte il Chiesina Uzzanese

Gli amaranto affrontano la Prima dopo 10 anni di attesa. Tardiola: «E’ uno dei gruppi migliori in cui io sia stato, puntiamo alla salvezza»

Prosegue l’avvicinamento alla nuova Prima Categoria. Il nastro inaugurale della stagione 2026/27 verrà tagliato fra una decina di giorni ed i preparativi fervono. Certamente, aldilà di quelli che sono gli obiettivi fissati da qualsiasi club, chi è costretto a lavorare più intensamente sia in campo che fuori già da ora sono le squadre neopromosse, obbligate ad adattarsi in fretta e furia al calcio del piano superiore. In compenso però l’onda lunga dell’euforia ereditata dalla recente promozione può spingere verso nuovi traguardi straordinari ed in quel di Chiesina Uzzanese, reduce da un clamoroso titolo di Coppa Toscana di Seconda Categoria, quell’onda lunga si sente ancora nell’aria.

«UMILI E CONCENTRATI»

Inserita nel girone A, quello di Lucca e Massa-Carrara, la compagine amaranto, alla cui guida tecnica è stato confermato con ampio merito mister Fabrizio Salvadori, si appresta a vivere un ritorno storico: infatti la Prima Categoria da queste parti mancava dal 2016-17, ben dieci anni. Ci sono due fattori che possono dare una mano alla nuova rincorsa del Chiesina ed il primo è senza dubbio il calore e la spinta che il pubblico del Bramalegno riserva ai suoi beniamini. Poi c’è il gruppo che è stato formato, un mix ponderato tra i protagonisti dell’impresa sportiva del 2 aprile scorso ed una serie di acquisti prelevati dalle migliori società di Prima della zona (in particolare il blocco ex-Monsummano promette bene). Nonostante ciò, la parola chiave resta: profilo basso.

E’ lo stesso Giacomo Tardiola, il direttore sportivo che ha progettato i nuovi amaranto, a precisare che per scalare gradualmente le gerarchie del nuovo campionato non si può prescindere dalla permanenza nel primo anno: «Partendo come premessa dalle prestazioni di questo precampionato, Coppa compresa, penso che affrontare questa stagione da neopromossa con un organico leggermente inferiore alle avversarie ci stia portando ad essere più umili e concentrati. E’ strano da dire, però questa psicologia inversa ci ha aiutato da subito a dare il 110% su tutto quello che c’è da fare e di affrontare ogni situazione con umiltà. E’ chiaro poi che, da neopromossa quale siamo, non possiamo che puntare alla salvezza, tranquilla ed immediata. Se arriverà anche qualcosa di guadagnato in più della salvezza sarà meraviglioso per noi».

«Quello che abbiamo cercato di fare in estate – prosegue Tardiola – è stato in primo luogo un ringiovanimento della rosa. Oltre ad alcuni innesti che hanno abbassato un po’ l’età media, abbiamo aggiunto il fattore che mancava veramente in confronto alla rosa dell’anno scorso: l’esperienza di giocatori che conoscono benissimo questa Categoria. Abbiamo giocatori come Moncini o Guarisa e giovani ma con un decorso già lungo come Sali o Ferrari, sono tutti elementi abituati a campionati di alta classifica. Per l’organico sono contentissimo ed il gruppo che si è creato è fenomenale. Come ho detto l’altro giorno in spogliatoio, forse è già uno dei gruppi migliori in cui io sia stato. Fino a qui è stato tutto bello, tra la parte dirigenziale ed il resto; da ora in poi però parlerà il campo e vedremo cosa succederà».

«AVVERSARIE CON STORIA E TRADIZIONE»

Lo scorso anno in Seconda ha portato bene, così il Chiesina ha voluto concedere il bis (per gentile concessione della federazione). La truppa di mister Salvadori dovrà passare di nuovo, anche al piano di sopra, dal lucchese; qui, semplicemente leggendo i nomi dei club coinvolti, si può capire quanto l’asticella si sia drasticamente alzata rispetto alla stagione scorsa. In questo momento è difficile eleggere una favorita per la vittoria del girone A ma, come lascia intendere il d.s. Tardiola, trovare partite semplici sarà pressoché impossibile: «Ad agosto a tutti sembra di avere la squadra perfetta e da vittoria del campionato, poi di cose ne succedono tante. Fossimo finiti nel girone di Pistoia e Prato magari avremmo fatto più rumore, senza nulla togliere alle società di quel girone, mentre nel gruppo dove siamo rischiamo di pagare lo scotto di essere neopromossi».

«Dovremo andare nella zona mare, dove ci sono tante avversarie con individualità talentuose, collettivi importanti, soldi da investire e tanta storia e tradizione. Ci sono squadre, come il Capannori o il Porcari, che da diversi anni provano a fare il salto portando avanti organici di alto livello per la Prima. C’è il New Team che come l’anno scorso ha messo su una rosa molto forte, parlando anche di rivali più lontane da qui sappiamo che il Mulazzo ha fatto un super-mercato e che non è il solo».

Fa sempre uno strano effetto vedere un direttore sportivo alzarsi dalla panchina ed addentrarsi nel bel mezzo della battaglia, come successo domenica nel primo impegno di Coppa contro il Cqs Tempio. Tardiola però non ha in testa l’idea di voler appendere gli scarpini al chiodo e come non dargli torto: nei primi due anni da giocatore-d.s. sono arrivate due qualificazioni ai playoff e la già citata Coppa Toscana di Seconda con tanto di promozione. Il progetto entra così nel terzo anno di vita: «Come ho sempre detto a tutti quello che me lo hanno chiesto, il doppio incarico aiuta. Formalmente resto all’interno dello spogliatoio, quindi vedo e sento di persona tutte le dinamiche che si creano al suo interno. Così è molto più facile gestirle rispetto al solito, sia nelle questioni buone che in quelle più problematiche. So che è qualcosa di raro nel calcio, questo doppio ruolo è possibile anche grazie alla bravura di mister Salvadori. Quest’anno abbiamo iniziato gli allenamenti il 20 agosto e da quel giorno in poi mi sono dedicato quasi esclusivamente ad essere un giocatore. Non metto bocca su cose che riguardino le scelte di campo, mi limito a dare quei consigli che permettono ad un’atleta di 38 anni di trasmettere la sua esperienza ai compagni».


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