Ormai è diventata una regola: la squadra che vince lo Scudetto poi nella stagione successiva si arrende al PalaCarrara. Fra le vittime di Pistoia, oltre a Venezia, anche Milano, Sassari e Siena
Ci sono alcune regole non scritte nel basket, una di queste dice che se vinci lo Scudetto matematicamente l’anno dopo perdi al PalaCarrara. Prendersi lo scalpo dei campioni in carica è infatti diventata una piacevolissima abitudine per il Pistoia Basket dal suo ritorno nella massima serie.
Venezia, caduta domenica al cospetto dei ragazzi di coach Carrea, trafitta dalle penetrazioni di uno scatenato Jean Salumu da 25 punti, è solo l’ultima nobile in ordine cronologico ad essere tornata a mani vuote dalla trasferta in Toscana. La lista però è molto lunga.
L’anno scorso toccò a Milano, che per la verità sul campo fu superiore a Pistoia, salvo poi vedersi arrivare la sconfitta a tavolino con il bollettino del giudice sportivo per “l’affaire Nunnally”, tesserato in settimana e schierato in campo dai campioni in carica nonostante una squalifica ancora valida e relativa ai tempi in cui giocava ad Avellino.
Nella stagione 2017-2018 è stata ancora Venezia a uscire con le ossa rotta dal PalaCarrara. Contro la Reyer finì 93-83 in favore dei biancorossi e il mattatore della sera fu l’ex di turno, Tyrus McGee, che crivellò la retina avversaria con 29 punti.
Scorrendo indietro le stagioni c’è ancora una volta Milano, stavolta caduta davvero sul parquet di via Fermi (85-74), con Pistoia che conquistò i due punti grazie alle prodezze del duo Petteway-Crosariol, entrambi autori di 14 punti.
Anche la Sassari dello storico Scudetto firmato da Meo Sacchetti si inchinò al popolo pistoiese nell’annata successiva: a bistrattarla fu la squadra di coach Vincenzo Esposito che si impose 77-68, grazie anche a Michele Antonutti versione superman e MVP della gara con 25 punti segnati.
Nella prima stagione in Serie A di Pistoia, la squadra di coach Paolo Moretti si aggiudicò addirittura il derby toscano con la corazzata Siena, già in parabola discendente, che al PalaCarrara venne fermata da un Wanamaker stellare, che ne mise 19 nel canestro dei biancoverdi.
Poi, come in ogni regola non scritta che si rispetti, c’è sempre l’eccezione che la conferma. Milano, scudettata nella stagione 2013-2014, è infatti sfuggita al castigo di Pistoia. In quella stagione finì 73-79 in favore dell’Olimpia che con quel risultato vendicò i due ko subiti la stagione precedente nei playoff, quando Pistoia la costrinse fino a gara-5 dei quarti di finale.



