Vuelle, siamo giunti al capolinea?

Contro Pistoia sarà quasi un’ultima spiaggia per la Vuelle Pesaro. Ma la storia recente parla di salvezze arrivate proprio nel finale

Non che si pensasse diversamente, ma per l’Estra Pistoia la sfida di sabato sera sarà tra le più difficili di tutta la stagione. Con il sogno play-off che si avvicina, adesso le due gare ravvicinate con le squadre più in bilico del campionato rappresenteranno un crocevia fondamentale. Tanto da poter portare in dote la qualificazione matematica alla post-season. In prima battuta, però, ci sarà da sentire cosa ne pensa la Vuelle Pesaro a riguardo.

La stagione dei marchigiani, inutile nasconderlo, ha avuto pochissimi alti e tantissimi bassi. Si è cambiato tanto e sbagliato in diverse scelte, complicando di fatto un percorso che avrebbe dovuto portare alla salvezza in un campionato che vedeva ben altre sfavorite ad inizio annata. Una di queste, di fatto, era proprio Pistoia, che come ben sappiamo ha vissuto un viaggio indimenticabile ed irripetibile stupendo tutti, dai tifosi agli addetti ai lavori. Ma nell’anticipo della Vitifrigo Arena tutto questo non conterà più. O quasi.

UNA STAGIONE CON LE SPALLE AL MURO

Gavin Schilling, Ray McCallum, Egidijus Mockevičius e infine Scott Bamforth: questi i nomi di chi non chiederà la stagione con Pesaro. Insieme al già citato lituano, sono invece arrivati a stagione in corso Andrea Cinciarini, Markis McDuffie, Justin Wright-Foreman e infine Loudon Love (che debutterà proprio contro Pistoia). Quindi porte scorrevoli e anche qualcosa di più in casa Vuelle, dove le scelte estive sono state pressoché rigettate, anche considerando le annate incostanti di Trevon Bluiett e Quincy Ford.

A tutto questo va aggiunto anche l’avvicendamento tra Maurizio Buscaglia e Meo Sacchetti. Un cambio di guida tecnica che non ha comunque svoltato la stagione, vedere per credere le otto sconfitte consecutive arrivate tra fine 2023 e metà febbraio 2024, con l’ex coach di Cantù subentrato il 10 gennaio. Ma anche dopo questo periodo il record è rimasto in pari, con 3 vittorie e altrettanti insuccessi. La partita contro l’Estra diventa dunque importante per continuare a sperare, alla luce di un -4 in classifica rispetto a Treviso e Varese a quattro turni dal termine della regular season.

Il calendario di Pesaro risulta sicuramente più agevole rispetto a quelli di Brindisi (altro team sulla graticola) e di Treviso (che adesso avrà un tremendo dittico con Milano e Venezia). Dopo Pistoia, ci sarà da affrontare Tortona (in piena corsa play-off) e Cremona, per poi concludere al Taliercio contro Venezia. Difficilissimo, ma non impossibile. Anche perché alla Vuelle sanno benissimo cosa vuol dire dover lottare con le unghie e con i denti per mantenere la categoria.

DURI A MORIRE

Guarda caso, fu proprio contro Venezia che Pesaro ottenne una miracolosa salvezza dieci anni fa. Nella stagione 2013/14, infatti, la squadra allora allenata da Sandro Dell’Agnello batté i lagunari nell’ultima giornata di regular season costringendo alla retrocessione Montegranaro. Entrambe a 18 punti, con la Vuelle che se la cavò grazie al vantaggio nello scontro diretto. Non riservò meno brividi la stagione successiva, dove i marchigiani chiusero con un solo punto in più rispetto a Caserta (che poi fu riammessa in A1 per l’autoretrocessione della Virtus Roma).

Nel 2015/16, invece, tutto si risolse leggermente prima, con Pesaro che si ritrovò infine a +2 da un quartetto di squadre rimaste a quota 22 punti. In quel caso si trattò di una retrocessione storica, quella della Virtus Bologna. Penultimo posto anche nelle due annate successive, con Cremona e Capo d’Orlando che ne fecero le spese. Due salvezze, insomma, ottenute praticamente al fotofinish dopo aver stazionato anche nella terribile zona rossa.

Nel 2018/19 Pesaro fu coinvolta in un autentico triangolo della morte che vedeva coinvolte Torino e Pistoia. In questo terzetto, i marchigiani furono quelli in grado di staccarsi per primi, complice soprattutto la penalizzazione che costrinse i piemontesi a salutare la Serie A. La stagione 19/20, invece, sembrava portare ad un autentico dramma sportivo. La Vuelle infatti rimase a zero punti fino alla diciottesima giornata ed era ormai condannata alla retrocessione. Lo scoppio della pandemia e la sospensione definitiva del campionato evitarono il pesante verdetto a Pesaro.

Penultimo posto anche nell’anno successivo, anche se la Vuelle non si ritrovò mai in pericolo ed ebbe semplicemente un crollo verticale nel finale di campionato dopo aver raggiunto addirittura la zona play-off. Dopo essersi regalata la post-season nelle ultime due stagioni, adesso Pesaro si ritrova ad un passo dal baratro. Ma gli ultimi dieci anni ci hanno insegnato a non darla mai per spacciata.

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