Ponte Buggianese, inizia l’era Gutili: «Non vedo l’ora di iniziare»

Enrico Gutili, nuovo mister del Ponte Buggianese, si presenta: «Orgoglioso della chiamata, l’obiettivo è ottenere una salvezza tranquilla»

Il Ponte Buggianese riparte da Enrico Gutili: è lui il dopo Petroni, l’uomo chiamato a far bene in Eccellenza riconfermando quanto di buono visto lo scorso anno in Promozione. Gutili torna in panchina dopo lo stop del 2018, al termine di una stagione che lo aveva visto protagonista proprio in Eccellenza con la Sestese. Adesso è pronto a riprendere da dove aveva lasciato.

Mister, ci racconta com’è andata la trattativa che ha portato al suo approdo in panchina?

«Quando Andrea Petroni ha deciso di lasciare la squadra la dirigenza ha subito avviato i colloqui con me -apre Gutili-. Abbiamo avuto un paio di incontri e poi fortunatamente hanno deciso di puntare su di me, non potrei esserne più grato. Così facendo il Ponte mi dà l’opportunità di ripartire dall’Eccellenza, che è una categoria importantissima. Avevo avuto precedentemente altri colloqui con squadre di Eccellenza e Promozione, ma per un motivo o per un altro non se n’è fatto niente. Sono stato subito motivatissimo quando si è presentata l’opportunità di firmare con il Ponte, fra tutti i profili che hanno valutato evidentemente gli sono sembrato il più adatto. L’obiettivo è quello di allestire una squadra con cui potersi salvare, la campagna acquisti è ancora nel vivo, dovremo fare ancora qualche movimento in entrata. Secondo me, però, siamo sulla buona strada».

Ha seguito il grande campionato di Promozione disputato dal Ponte Buggianese durante lo scorso anno?

«Non l’ho seguito direttamente perché sono stato maggiormente concentrato sul fronte fiorentino, sia d’Eccedenza che di Promozione. Ad ogni modo sono sempre rimasto aggiornato sulla stagione della squadra. Sono rimasto molto sorpreso nel vedere un campionato così combattuto, che fino alle ultime battute non ha avuto un vero padrone. Passo dopo passo il Ponte si è preso meritatamente il titolo contro un ottimo Quarrata, alla fine ne è venuto fuori un bellissimo duello. Infatti -continua il nuovo mister- la prima cosa che ho fatto è stato fare i complimenti a società, staff e giocatori per il grandissimo lavoro svolto durante la scorsa stagione, e proprio questo mi carica ancora di più: dovrò cercare di non deludere le aspettative. Dopo un anno del genere i tifosi saranno entusiasti, vogliamo continuare a farli divertire».

Ha già avuto modo di parlare con i giocatori che allenerà durante la prossima stagione?

«Certo che sì, sono stato ben contento di vedere che i ragazzi sono ancora più motivati dopo la vittoria del precedente campionato. Ho già parlato con quasi tutti i calciatori, dai protagonisti dello scorso anno ai nuovi innesti. Ad ognuno di loro ho ribadito la mia fiducia, ora dobbiamo vedere chi rimarrà e chi arriverà di nuovo. L’entusiasmo è palpabile, evidentemente disputare un campionato come l’Eccellenza inorgoglisce tutto l’ambiente, non vediamo l’ora. Sappiamo che ovviamente non sarà affatto facile poiché dovremmo vedercela con formazioni probabilmente più preparate di noi, ma lo spirito con cui affronteremo le partite sarà fondamentale per poter sopperite a qualche fisiologica mancanza. Dovremmo unire le forze così da poterci salvare nella maniera più tranquilla possibile».

E invece a livello personale com’è tornare in panchina dopo lo stop del 2018?

«Sono carico a mille -ammette Gutili-, non aspettavo altro. Poi inevitabilmente un campionato importante come l’Eccellenza ti porta degli stimoli in più. L’attenzione ai dettagli cresce e il pallone pesa di più…tutti aspetti su cui dovrò lavorare insieme al gruppo squadra. In questi anni mi sono documentato e aggiornato. Ho visto tantissime partite e imparato cose nuove. Il calcio però è sempre quello, anche se sono cambiate alcune cose come le sostituzioni, che da 3 sono passate a 5. Penso di essere migliorato, non casco dall’ultimo piano. Nel percorso di un allenatore ci sta anche stare fermo per un po’ così da poter maturare, è quello che ho fatto io. La preparazione partirà l’8 agosto, e da lì lavoreremo per tutto il mese con sedute doppie e singole per arrivare al meglio al 4 settembre in cui dovrebbe esserci la prima partita ufficiale in Coppa Italia. Nel frattempo faremo anche 4 amichevoli, così da poter testare via via la nostra condizione».

Per quanto riguarda il salto di categoria, come si fa a non subirlo e disputare comunque un buon campionato?

«C’è sicuramente bisogno di tanta personalità, perché quando alzi il livello poi è quella che fa veramente la differenza. Ci troveremo davanti a squadre molto blasonate, con tantissimi tifosi e grandi stadi, l’unico modo per poterle affrontare è non aver paura. La fiducia nei nostri mezzi non dovrà mai mancare, è per questo che dovremo lavorare anche sulla testa oltre che sull’aspetto fisico. Ci serviranno giocatori bravi tecnicamente, non dovremo stare più di tanto a guardare la carta d’identità. L’attitudine che ha un ragazzo giovane magari può essere migliore di quella di uno più esperto, dipende. Per affrontare questi campionati serve anche la spensieratezza di ragazzi che danno tutto sul campo e si divertono nel farlo. Secondo me -conclude Gutili- sarà importante arrivare a creare il giusto mix»-

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