A tu per tu con Massimiliano Ormeni, nuovo responsabile tecnico del settore giovanile di Herons Basket e Montecatini Basket Junior
Contatto Massimiliano Ormeni nel tragitto in moto che fa da Montecatini a Pescia. Solo pochi minuti, due chiacchiere dalle quali è riuscito a far trasparire la propria emozione di esser ritornato a casa. «Tutte le volte che entro al Palaterme mi risuona nella testa “Jump” dei Van Halen. Non potevo scegliere un approdo migliore». Da alcuni giorni è stato nominato nuovo responsabile tecnico di Herons e di Montecatini Basket Junior per tre stagioni e il primo pensiero va al palazzetto più bello almeno di tutta la provincia.
Sì ma in pratica cosa fai?
«Il mio incarico è piuttosto ampio perché devo riuscire a dare le linee guida per il settore giovanile montecatinese, agire come collante con gli Herons per l’uscita di ragazzi che possono affacciarsi alla prima squadra e creare un “discorso valdinievolino“. Il progetto infatti non mira soltanto a pensare di fare delle squadre di giocatori, ma anche a “creare” allenatori e far nascere un entusiasmo con le due società (Pescia e Massa e Cozzile) con le quali collaboriamo. Entrambe si stanno dimostrando volenterose e cercheremo di offrire un livello diverso rispetto ad una società individuale».
Rimanendo a Montecatini il settore giovanile MBJ come si articolerà?
«MBJ ha una sua storia individuale e continuerà ad averla. Come dicevo è nata una patnership con gli Herons che offriranno lo sbocco della prima squadra, ma l’attività giovanile avrà un suo percorso proprio. I tesserati MBJ potranno avere una squadra di serie B al quale fare riferimento e dove i ragazzi più interessanti potranno approdare in maniera naturale» ammette Max.
Dal 2008 ad oggi però eri a Pontedera: che è successo per cambiare?
«Ho capito che era l’ora di tornare a casa! A Pontedera si era esaurito un percorso lunghissimo e nel mese di giugno ho avuto il piacere di confrontare la mia visione sia con Andrea Luchi che con i dirigenti MBJ. Ecco perché ho scelto Montecatini per fare qualcosa di duraturo, importante e strutturato nel tempo: in quale posto potevo farlo se non a casa?».
Conta tanto tornare a casa, ma sono stati bravi anche gli Herons a convincerti…
«Ho osservato da lontano la nascita di questa squadra che in un anno è già in serie B. I fondamentali ad Andrea e soci non devo sicuramente insegnarglieli io! Hanno una struttura seria con persone equilibrate e con idee comuni: solo così si può pensare di durare nel tempo, trovare solidità nel territorio e far innamorare nuovamente i montecatinesi al basket, al di là della categoria!»
Infatti quanto potranno rilanciare il basket addirittura due società in serie B?
«Non ci sono mezze parole: è una grande occasione che non va sprecata da nessuna delle due squadre. Logico che ci sarà competizione tra le due, ma dovranno essere brave a portare in alto il nome di Montecatini e a vivere la competizione nel modo più sano possibile. L’obiettivo super partes? Generare emozioni per innalzare il valore dello sport. Io ho vissuto il pre, durante e dopo Snai a Montecatini: dobbiamo ripartire da tutto ciò che di bello era venuto fuori in quegli anni. Perché? Perché Montecatini ha una cultura di pallacanestro e va ravvivata!»


