Casalguidi, parla Gambadori: «Campionato tosto, ma vogliamo stupire»

Gambadori, tecnico del Casalguidi, torna sul campionato vinto in Prima Categoria e suona la carica in vista del prossimo in Promozione

Dopo la Prima Categoria vinta e il meritato passaggio in Promozione Alessandro Gambadori, mister del Casalguidi, parla della prossima stagione che attende i suoi ragazzi. I gialloblu sono chiamati a stupire anche in un campionato che si preannuncia a dir poco agguerrito: il tecnico ha le idee chiare…

DOLCI RICORDI

Sicuramente durante lo scorso campionato avete fatto cose importanti, oggi che ricordi ha di quella vittoria?

«Bellissimi, quella dell’anno scorso è stata una stagione a dir poco fantastica -apre mister Gambadori-. Il Casalguidi non disputava un campionato di Promozione da tanti anni e sono molto felice di esser riuscito a riportare la squadra dove deve stare. Il merito però è soprattutto dell’affiatatissimo gruppo che si era venuto a creare, il nostro lavoro alla fine è stato ripagato ma tutto ciò non sarebbe stato possibile senza i miei ragazzi. Sicuramente un altro fattore determinante fu il cambio di modulo che adottammo a novembre e che ci dette una grande mano, riuscimmo a mettere ogni giocatore nella condizione di fare bene e le aspettative non sono state affatto deluse».

Il Casalguidi riparte da lì?

«Sì e no, nel senso che comunque nel calcio conta solamente il presente -spiega l’allenatore dei gialloblu-, non possiamo guardarci indietro. Siamo consapevoli di aver fratto una grande stagione ma adesso tutto questo non conta più niente, sarebbe un errore fatale per noi non voltare pagina. Dall’altra parte, però, la vittoria del campionato di Prima Categoria dovrà darci forza e consapevolezza, magari quando attraverseremo momenti difficili guardare il trofeo ottenuto sul campo potrà darci quella spinta emotiva determinate per far bene. Ad ogni modo quello che ci aspetta sarà un campionato totalmente diverso a mio avviso, con molte più criticità ad aspettarci».

SI ALZA L’ASTICELLA

Sicuramente il livello in Promozione è molto alto, che ruolo può ritagliarsi il Casalguidi?

«È presto per dirlo, noi vogliamo fare bene e cercheremo di fare più punti possibili. Ci sono tante squadre forti che magari sulla carta hanno qualcosa in più di noi, ma poi quello che conta è ciò che viene messo in campo. Probabilmente un nostro limite sarà l’esperienza dato che il campionato di Promozione è una vera e propria novità per tutti, me compreso, ma non dovremo lasciarci intimorire. Io e la società abbiamo piena fiducia in tutti gli elementi della rosa -prosegue Gambadori-, da quelli più giovani a quelli più esperti. Sono sicuro che indipendentemente dall’età ognuno tirerà fuori il meglio di sé, l’impegno non mancherà mai. Per affrontare una categoria del genere serve prima di tutto grande spirito d’abnegazione e tanta voglia, il resto arriverà di conseguenza».

La rosa è già completa così o pensa che serva qualche rinforzo dal mercato?

«Per quanto mi riguarda sono estremamente contento dei giocatori che ho a disposizione. Non era facile trattenere determinati calciatori dopo la bella stagione fatta -ammette il tecnico-, ma ci siamo riusciti e questo sicuramente è un fattore fondamentale. Anche gli acquisti in entrata che abbiamo effettuato mi stuzzicano e non poco, avrò molti giocatori giovani a disposizione, così da farli crescere. Ad ogni modo il 17 agosto, quando inizieremo il ritiro, valuterò tutti i ragazzi e loro dovranno esser bravi a creare subito un gruppo in cui stare bene, perché è da qui che poi secondo me arrivano i successi. Il campionato che ci attende sarà tosto, ma vogliamo stupire».

QUESTIONI DI CAMPO

Ha già in mente un modulo di partenza per la sua squadra?

«Ancora no, anche perché non sono un allenatore pragmatico che ha un solo stile di gioco in mente. L’anno scorso, ad esempio, partimmo con un 4-3-3, poi provammo con il 4-3-2-1 e infine ci stabilizzammo con il 4-4-2. Per me il modo in cui ci disponiamo sul terreno di gioco non fa alcuna differenza, bisogna adattare il modulo ai giocatori e non viceversa, altrimenti si rischia di snaturare le caratteristiche dei singoli ragazzi e questo può essere controproducente. Anche per quanto riguarda l’11 titolare ancora non ho le idee chiare -conclude Gambadori-, sicuramente la preparazione e gli allenamenti che faremo serviranno ad evidenziare chi è più pronto».

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