Taddei, dal calcio giovanile alla Meridien: sta a lui far grandi i bianconeri

Dopo 25 anni di calcio giovanile Andrea Taddei ci prova con i grandi. Il mister: «La Meridien deve migliorare quanto fatto l’anno scorso»

Dopo un bagaglio d’esperienza di 25 anni maturati fra importanti settori giovanili della nostra regione, Andrea Taddei passa al calcio dei grandi sposando in toto il progetto Meridien. La società del patron Leandro Fabiani ha infatti deciso di affidare al trainer pesciatino un organico sensibilmente migliorato grazie alla faraonica campagna acquisti estiva. Mister Taddei ci ha quindi raccontato il suo approdo in bianconero, gli obiettivi prefissati e cosa dovrà fare in più rispetto all’anno scorso la Meridien.

UN NUOVO MONDO

Partiamo dall’approdo alla Meridien. Come è avvenuta la chiamata?

«Negli ultimi anni avevo deciso di abbandonare quello che era stato da sempre il mio mondo per provare qualcosa di diverso. All’inizio della scorsa stagione fui contattato dalla Meridien, che mi propose il ruolo di direttore sportivo della prima squadra, compito che non vi nascondo mi ha da subito riempito di orgoglio. Fino ad allora avevo avuto la possibilità di allenare i migliori settori giovanili della Toscana come Margine Coperta e Tau, però l’entusiasmo non era più quello dei tempi migliori. Accettato l’incarico, durante l’anno la situazione si è evoluta in maniera negativa con l’esonero di mister Riccardo Panati e la successiva promozione sul campo del vice Marco Civitelli. Con quest’ultimo ho collaborato anche a livello di campo sulla fase atletica, cosa che nelle precedenti esperienze avevo sempre curato personalmente. Di fatto sono arrivato in fondo alla stagione con questo ruolo, chiamiamolo ibrido, poi pochi giorni fa sono diventato, a tutti gli effetti, l’allenatore della Meridien Larciano. Qui mi trovo molto bene e si è creato un buon rapporto con la dirigenza, fattori che mi hanno spinto ad accettare questo incarico importante».

E fin qui ci siamo. Ma, entrando nello specifico, cosa non le piaceva di quel mondo che ha lasciato?

«Questa era una scelta che stavo maturando già da qualche anno. Ho potuto constatare come il calcio giovanile stesse decisamente cambiando, prendendo una direzione che non mi era più congeniale. In pratica, quel mondo non mi apparteneva più, mi sentivo ed ero fuori posto e così ho deciso di provare qualcosa di più appagante. Così facendo ho chiuso un capitolo importantissimo della mia vita, di cui posso solo che essere fiero. Per quanto riguarda “il grande salto” sono abbastanza tranquillo. È vero, che per adesso ho allenato “soltanto” dei ragazzi, ma il mio rapporto interpersonale con i giocatori, grandi o piccoli che siano, non cambierà di una virgola. Ho sempre saputo costruire un bel feeling con le squadre da me allenate, dando rispetto e chiedendo rispetto».

LE AMBIZIONI BIANCONERE

Ma che Meridien sta nascendo?

«Io penso che un perfetto mix sia fondamentale in tutte le categorie. Il trucco a mio avviso è allestire una squadra equilibrata, che possa contare su giovani di belle speranze e giocatori veterani determinati. Forse vado controcorrente ma sinceramente penso sia molto più difficile scegliere un giocatore non più in quota rispetto ad un ragazzo. Quando vai ad ingaggiare un giocatore con tante gare sulle gambe devi calcolare molti fattori. Bisogna capire bene le motivazioni e quanto può ancora dare, non si deve tralasciare niente. Porto ad esempio un mostro sacro come Leandro Vitiello, che si è subito calato perfettamente nel nostro contesto portando energia positiva nello spogliatoio, questi sono gli elementi fondamentali per crescere e migliorare».

Cosa dovrà migliorare la squadra rispetto all’anno scorso?

«Sinceramente credo che ogni annata abbia la propria storia. Lo scorso campionato, il primo post Covid, ha portato tantissima incertezza e un nuovo stop durante il periodo natalizio. Questo ovviamente ha complicato le cose ed un ulteriore stop. Questo ci ha complicato le cose, considerando il fatto dei tanti infortuni occorsi ai nostri giocatori. Inoltre essendo una neopromossa probabilmente è mancato qualcosa a livello di mestiere. Alla fine della fiera il quinto posto in campionato resta un buon risultato e di ciò occorre bisogna fare i complimenti a chi ha guidato la squadra e agli atleti».

Veniamo agli obiettivi… qual è l’obiettivo della Meridien per il prossimo campionato di Promozione?

«Innanzitutto vogliamo migliorare il piazzamento dello scorso campionato. A tale proposito la società ha potenziato ampiamente la rosa per proseguire nel percorso di crescita. Per far questo ci siamo mossi con largo anticipo, grazie al lavoro certosino e sotto traccia del nostro direttore sportivo Elio Rinaldi. Tanti i movimenti, sia in entrata che in uscita, pianificati, come detto, per tempo. L’organico ha valori importanti a livello tecnico, ragion per cui non possiamo certo nasconderci riguardo le nostre ambizioni. La concorrenza sarà spietata (Larcianese e Quarrata in primis) ma noi cercheremo di affrontare partita dopo partita con la consapevolezza degli indubbi mezzi a disposizione. Alla fine faremo i conti, anche se spetterà al campo l’ultima parola».

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