Amici Miei, Capecchi si presenta: «Insieme per costruire un progetto vincente»

Gli Amici Miei affidano la panchina a Metto Capecchi, il tecnico: «Intrigato fin da subito dal progetto pluriennale basato sui giovani»

Dopo 6 anni nel settore giovanile della Pistoiese, Matteo Capecchi si affaccia nel mondo dei grandi e si fa subito notare per due ottime annate: prima con l’Aglianese e poi con il Castelfiorentino. Adesso il presente si chiama Amici Miei e il tecnico dovrà essere bravo a non deludere le aspettative. Capecchi ci racconta il suo approdo in panchina, il tipo di progetto che ha sposato e l’obiettivo per il prossimo campionato di Promozione.

DALLE GIOVANILI ALLE PRIME SQUADRE

Mister, partiamo dalle sue panchine precedenti, cosa si porta da quelle esperienze?

«Tanti bei ricordi. Sono partito con i ragazzi delle giovanili e poi ho fatto due anni bellissimi con Aglianese e Castelfiorentino – apre Matteo Capecchi – sono state due avventure molto formative per quanto mi riguarda. Sono soddisfatto di aver allenato in categorie importanti e di continuare a farlo con gli Amici Miei, con cui appunto proseguirò la mia carriera fra i grandi. Grazie a questa scelta mi sono avvicinato a casa, che sicuramente per me è un bel vantaggio. Inoltre l’aspetto più importante è proprio quello del tipo di progetto che ha in mente la società. La volontà è quella di dar vita ad un percorso pluriennale basato soprattutto sulla crescita dei giovani, su cui abbiamo deciso di puntare tanto».

Come ha vissuto il passaggio dalle giovanili al mondo dei “grandi”?

«È stato un qualcosa di estremamente naturale. Dopo 6 anni indimenticabili con i ragazzi della Pistoiese sentivo che quel ciclo si era chiuso e che era tempo per aprirne uno nuovo. Proprio in quel momento capitò l’occasione con l’Aglianese, che all’inizio mi chiamò come vice e poi mi affidò la panchina a stagione in corso. Quello con i neroverdi fu un campionato incredibile, inspiegabile a parole. Da lì capii subito che sarei voluto rimanere nel mondo dei grandi. Ovviamente il tipo di lavoro è completamente diverso, con una prima squadra devi ottenere punti, con i giovani invece devi pensare molto di più a farli crescere. Dopo la salvezza raggiunta con il Castelfiorentino arrivo in una società come gli Amici Miei con la speranza di continuare a far bene».

LINEA VERDE

Ci racconta com’è avvenuta la chiamata degli Amici Miei?

«Devo ammettere che quello degli arancionero è stato un corteggiamento lungo, poi andato fortunatamente a buon fine a metà giugno. Per entrambe le parti in causa non è stato facile scegliersi, ma alla fine tutto è andato per il meglio. Con la società c’è un grande feeling, il progetto che mi hanno illustrato è estremamente interessante. Infatti, dopo un periodo di riflessione, ci siamo venuti incontro trovandoci perfettamente. Sono molto felice di essere qui e di esser entrato a far parte di questa famiglia. La materia prima che mi è stata messa a disposizione è ciò che cercavo: giocatori giovani di belle speranze che hanno voglia di giocare e migliorare. Per noi questo dovrà essere una sorta di anno zero, dovremo esser bravi a gettare le basi per fare qualcosa di importante nei prossimi 2/3 anni».

Data l’età media molto bassa della rosa, pensa che la sua esperienza con i giovani possa essere determinate?

«Lo spero. Il fatto di aver lavorato per tanto tempo con i calciatori giovani sicuramente in un progetto del genere potrebbe fare la differenza. Quella di puntare su una linea verde è stata una scelta condivisa con la società fin da subito. I dirigenti avevano in mente di ripartire da zero puntando tuto su un ringiovanimento della rosa atto a dare i frutti sperati nell’arco di qualche anno. Sicuramente una filosofia del genere mi ha spinto a scegliere gli Amici Miei, penso di poter far bene in questa realtà. Secondo me i giovani in queste categorie devono giocare tanto, possono esplodere e diventare grandi giocatori, però dobbiamo dargli fiducia».

IN VISTA DELLA NUOVA STAGIONE

Non crede, però, che per affrontare la Promozione serva anche qualche giocatore più esperto?

«Certamente, il giusto mix è sempre la scelta giusta. Dal mio punto di vista i calciatori più esperti sono importanti in determinati momenti della stagione, in cui magari il peso di tanti anni nel calcio si farà sentire. I ragazzi che abbiamo dovranno darci quella spensieratezza e quella frizzantezza fondamentali per affrontare un campionato come quello della Promozione, i più grandi, invece, dovranno essere bravi a fare da chioccia. Non sarà facile -continua Matteo Capecchi-, ma stiamo lavorando per questo. Sicuramente il primo passo sarà costruire un gruppo solido, una famiglia che vada oltre il campo, così facendo questa unione di giovani e “vecchi” potrà dare i risultati sperati».

Qual è l’obiettivo degli Amici Miei per il prossimo campionato?

«Il torneo sarà difficilissimo, con tante squadre ben attrezzate. La campagna acquisti estiva ha visto assolute protagoniste Larcianese e Meridien, che sicuramente sono due tra le grandi favorite. Poi ci sono le squadre del mare e le pratesi, senza dimenticarci una nobile decaduta come il Montecatini. Insomma, ci sono tutti i presupposti per vivere una stagione incredibile. In questo panorama noi vogliamo ritagliarci il nostro spazio. L’obiettivo è quello di mantenere la categoria salvandoci nella maniera più tranquilla possibile, ma per fare questo dovremo essere bravi e non dare niente per scontato. Ogni partita sarà una battaglia».

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