Pistoia-Forlì: amiche mai, ma che storie dietro questa sfida

I Redskins, Niccolai e Bobby Jones…Pistoia-Forlì, amiche mai

Si perde nella notte dei tempi la rivalità tra Pistoia e Forlì, clima elettrico che aumenterà il pepe sulla gara del PalaFiera, molto attesa anche perché ragionevolmente vista come il primo vero test ai piani alti del girone Rosso dell’A2 per le due squadre. Si perde così tanto che probabilmente in molti, specie chi si è avvicinato al basket quando Saccaggi era ancora il “crazy horse” delle giovanili e il capitano si mangiava i pop corn in curva prima delle partite, alla domanda sul perché le due piazze sono rivali, si salverebbero in corner con la storia del gemellaggio tra Forlì e Montecatini. In verità carico da novanta su una bagarre nata prima che i biancorossi di Romagna stringessero l’unione sportiva con i cugini rossoblù suggellata dalla comune devozione per Andrea Niccolai, cavaliere pluridecorato al merito dei canestri delle due piazze.

Se la vicinanza con Montecatini ha aumentato la portata della rivalità, facendo sì che da quasi trent’anni Pistoia- Forlì sia un mezzo derby a tutti gli effetti e soprattutto per gli effetti speciali del tifo, la ruggine è nata prima. Una storia tramandata dai molti, soprattutto da Pistoia, presenti alla trasferta al PalaFiera dell’Olimpia Maltinti della stagione ’87- ’88. In tanti infatti avevano raccolto l’invito dei Redskins a partecipare ad una delle prime “gite” (comprensive di tour turistico e classica abbuffata) a sostegno Maltinti, matricola di un’A2 in cui la squadra inizialmente allenata da Nicola Salerni avrebbe lasciato il segno. Se ne accorse subito anche la Jollycolombani, iconico sponsor degli anni d’oro di una piazza già caliente come Forlì, battuta 87- 92 da Pistoia con 27 punti di Joe Bryant e 16 di Leon Douglas. Numeri quasi ordinari in verità per una delle coppie “born to run” più straordinarie che i canestri pistoiesi abbiano mai avuto. Basti pensare che il babbo dell’allora piccolo Kobe dominatore al campino di Cireglio, chiuse la stagione regolare con più di 35 punti di media e il mitico “Leone” con quasi 15 punti a 13 rimbalzi a gara. Roba davvero dell’altro mondo, quello in cui il basket è religione e da cui venivano due divinità dei canestri che contribuirono con i loro numeri a far diventare la pallacanestro un rito laico sempre più irrinunciabile delle domeniche dei pistoiesi.

Ma torniamo al PalaFiera: la roboante vittoria a cui contribuirono anche i 4 punti di Della Rosa babbo, segnò l’apoteosi di quella scampagnata romagnola del popolo dei Redskins, che si apprestava a risalire sul pullman per annaffiare il ritorno con cori e quell’allegria arguta che ha caratterizzato i pionieri del tifo organizzato per il basket in città. Le loro fanzine battute a macchina con le caricature dei protagonisti dell’Olimpia fatte del rocker nostrano Elio Capecchi, sono pezzi unici di una commovente bellezza. Mentre alcuni dei loro cori sono nella hit parade delle “canzoni” più ascoltate al palazzetto, adottate con rispetto e sentimento dagli eredi dei “pellerossa” nati tra Auditorium e bar Cofax. Proprio nel momento del ritorno verso la Toscana, ecco che di rotto oltre alle voci emozionate, i tifosi pistoiesi trovano anche i vetri dei due pullman organizzati per la trasferta. Dopo che alcuni gruppi isolati di tifosi forlivesi, sparuta minoranza rispetto alla bolgia ora come allora del PalaFiera, che si erano avvicinati all’improvviso, “salutando” così i tifosi ospiti. Un’azione immotivata e improvvisa, dopo una gara corretta dentro e fuori dal campo, di fatto miccia per accendere una rivalità divampata di lì a poco anche con l’arrivo in Romagna di Niccolai senior.

Trascinatore nel 1995 del ritorno di Forlì in A1 dove nella stagione successiva, la Madigan di Dule gioca il derby vero con la Panapesca e quello mascherato con l’Olitalia di Melillo. Forlì vince due gare su tre, la prima nell’allora PalaFermi (quinta giornata, 15 ottobre 1995) è dell’Olimpia trascinata da Ancilotto e Thomas ma Nik si ripresenta in via Fermi con un trentello. Sono gli anni (dal 1995 al 1997) delle uniche sfide in A1 tra due piazze che si sono ritrovate dopo a molti anni di distanza con nuovi nomi, nuova gestione, in cerca di un rilancio non sempre facile. Due stagioni fa, con i palazzetti chiusi per Covid, la Tesi Group esiliata a Montecatini, si sono ritrovate in A2 dopo sette anni dall’ultima volta. L’una (Pistoia) dopo l’autoretrocessione dall’A1, l’altra con la nuova veste di Forlì 2.015, con cui ha salutato il ritorno in A2 nel 2017 dopo la ripartenza dalla B dopo il fallimento del 2014 dopo convulse stagioni. Stagioni in cui le due squadre si erano trovate contro in una stellare Legadue, in cui la rivalità è stata rinvigorita da giocatori contesi o rimpianti come Bobby Jones. Il più adorabile degli anti- eroi del nostro basket contemporaneo, fenomenale in campo, inquieto fuori, genio e sregolatezza poi convertiti in un’indole artistica da regista on the road, è tra gli artefici dell’ultimo bel campionato della fu Fulgor Libertas.

I taglienti cronisti forlivesi la chiamavano “March Madness”, richiamando nell’incredibile rimonta della squadra rivoluzionata in corsa e affidata al serbo Vucinic, il periodo più caldo dell’Ncaa. Tra quelle vittorie c’è anche quella tra mille polemiche sulla magnificamente bella, pazza Pistoia di Forte e Varnado senior, nella partita durata 30 secondi in più per il patatrac del cronometro. L’anno dopo non basta un giovanissimo Brad Wanamaker per bissare il traguardo e proprio al PalaCarrara, nuova casa di Bobby Jones fischiatissimo dai suoi ex tifosi, perderà una delle gare che l’avvicinano alla retrocessione mentre la squadra di Moretti si lancia verso le notti magiche dei playoff 2012. L’antefatto di una favola conclusa a giugno 2013.

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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