Pistoia ko a Forlì, Brienza: «Brutta gestione nel finale. Aspettiamo news sul roster»

Intervenuto in conferenza stampa, coach Nicola Brienza ha analizzato la sconfitta subita da Pistoia sul campo di Forlì

La Giorgio Tesi Group Pistoia esce sconfitta sul parquet di Forlì nel big match della terza giornata, subendo il primo KO della stagione. Una gara giocata punto a punto in un ambiente caldo, difatti il primo vero test di alto livello dell’anno per i ragazzi di coach Brienza, tramutatosi in uno spettacolo di intensità per gli appassionati.

LE PAROLE DEL COACH

«Oggi è stata una bella partita in un bellissimo palazzo. Credo chiunque abbia visto la gara si sia divertito». L’analisi del match del tecnico ha evidenziato alcune statistiche negative ma soprattutto il cambio di passo avuto nel secondo tempo. «I numeri negativi per noi sono stati gli assist e le palle perse – ha spiegato – Nel primo tempo abbiamo fatto fatica nel trovare ritmo, inoltre non avendo fluidità in attacco abbiamo anche mollato un po’ in difesa. Nel secondo tempo siamo stati aiutati da Jordon Varnado, col suo talento ci ha trasmesso fluidità in attacco e siamo saliti anche in difesa. Purtroppo negli ultimi 3-4 minuti, anche per quella frenesia di fare canestro abbiamo fatto un paio di attacchi prevedibili. Dobbiamo essere bravi in allenamento a trovare un linguaggio comune per migliorare in quei minuti».

Ai complimenti per la prestazione di Forlì, Brienza ha esaltato la prova dell’ex Cinciarini, decisivo nei momenti più importanti, sottolineando poi la differenza data dalla mancanza di uno dei due americani. «Daniele Cinciarini è stato un killer nei momenti cruciali, ha fatto canestri pesanti che ci hanno spezzato le gambe. Avere un americano in più è chiaro che aiuta chi lo ha e penalizza noi, ma siamo a ottobre. Aspettiamo news a livello di roster, anche se siamo pronti ad intervenire considerando la situazione di Huggins già conosciuta».

Il ritorno in palestra dovrà essere concentrato sulla gestione dei palloni più pesanti, oltre che da una naturale conoscenza tra i giocatori che inevitabilmente crescerà. «Tre volte sotto di 11 siamo stati bravi a tornare sotto. Forlì è stata attenta a rallentarci nei momenti cruciali, a volte siamo stati anche ingenui noi nel non concretizzare noi alcuni contropiedi. C’è merito loro e c’è bisogno per noi di conoscerci ancor di più per fare meglio nei momenti in cui la palla scotta di più».

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