Pistoia-Cividale, Pillastrini: «GTG senza rivali in velocità. Contatti in passato»

Prossimo avversario di Pistoia alla guida di Cividale, Stefano Pillastrini ha presentato il match del PalaCarrara, scavando anche nel suo ricco passato

Mago delle promozioni, risultato ottenuto la bellezza di 7 volte in carriera, Stefano Pillastrini vanta una carriera ultratrentennale nel basket nazionale ed internazionale, per il cui valore è stato insignito dal Consiglio Federale con il riconoscimento di Allenatore Benemerito nel gennaio 2022. In tre occasioni ha guidato la propria squadra alla conquista della promozione in A1 (Montecatini 1998/99, Montegranaro 2005-06, Varese 2008/09) e in quattro l’ha condotta dalla B alla A2 (Montegranaro 2003/04, Cervia 1993/94, Torino 2012/13, Cividale 2021/22). Quest’ultimo trionfo in Friuli, gli ha permesso di tornare a calcare i parquet della seconda serie italiana, confermando la sua qualità e abitudine alla vittoria di questi campionati. «Ormai è tanti anni che è una mia caratteristica quella di cercare progetti e società che vogliono crescere senza badare a dove si parte – ha spiegato – Cividale mi ha subito fatto una grande impressione per l’entusiasmo del proprietario Davide Micalich che già conoscevo da tanti anni. Un progetto fatto apposta per me, una società che vuole crescere, organizzarsi, strutturarsi e fare sempre meglio. Sinceramente giunto al terzo anno posso dire di aver fatto la scelta giusta perché mi sono trovato benissimo. Adesso siamo al dunque, il salto di categoria è stato difficile e confermarsi a questi livelli sarà difficile ma abbiamo tutta l’intenzione di farlo».

Nonostante il balzo in un campionato di livello superiore, la neopromossa formazione di coach Pillastrini è partita subito forte e nelle prime due giornate ha ottenuto due successi casalinghi contro Chieti e Ravenna, arrendendosi solo sul campo di Mantova. «Cividale è una squadra giovane e umile, vuole dimostrare di essere all’altezza di questo campionato – ha ammesso – Conosciamo le difficoltà, sappiamo che il livello è molto più alto rispetto alla serie B. Ogni giorno dobbiamo dimostrare di essere adeguati, vogliamo guadagnarci il rispetto di tutti, ambiente e avversari, dando il meglio di noi».

Cividale arriva alla gara del PalaCarrara a pari merito con la formazione di Nicola Brienza, con quattro punti ottenuti sui sei disponibili, come probabilmente maggiore sorpresa di questo breve inizio di Girone Rosso. Un match senz’altro complicato per il giovane roster della Gesteco, la quale si troverà di fronte una delle maggiori forze del campionato. «Pistoia è una bellissima squadra, allenata molto bene. Probabilmente la squadra migliore del campionato nel gioco a campo aperto, per la velocità. Varnado mi sembra un giocatore di altissimo livello, intorno ad un mix di esperti della categoria come Saccaggi e giovani promettenti come Del Chiaro. Ora poi ha inserito anche il secondo straniero. La squadra è partita benissimo e penso possa fare una grande stagione».

Elogi confermati dall’occhio esperto dello stesso “Pilla”, presente all’Unieuro Arena la scorsa domenica per visionare da vicino i biancorossi. «Domenica ero a Forlì anche perché ero vicino a casa, i miei figli sono appassionatissimi di pallacanestro e volevano vedere una partita con me. È stata anche l’occasione per visionare il mio avversario, una squadra molto forte che su un campo difficile come Forlì non si è mai fatta mettere sotto, dimostrando risorse morali importanti rimanendo in partita anche nei momenti difficili».

La sua lunga carriera da coach ha portato Pillastrini in tante palazzetti d’Italia, capitando in diverse occasioni anche a Pistoia. Due destini incrociatisi sempre da avversari e, finora, mai per remare dalla stessa parte, sebbene in passato questa possibilità sia stata molto più di un’idea. «Sono stato tante volte a Pistoia, l’ultima con Reggio Emilia nel mio ultimo anno in A1, circa tre anni fa. Una partita combattuta che vincemmo solo alla fine. Son venuto tante volte, ho perso e ho vinto come normale che sia. Un ambiente molto bello, una città in cui c’è grande tradizione di pallacanestro e tornarci è sempre un piacere. Alcune volte sono stato in contatto con Pistoia poi però non se ne è mai fatto niente – ha raccontato – Quando perché avevo altre opportunità, quando perché la società ha fatto scelte diverse. Per me è stato motivo di orgoglio anche soltanto esser stato contattato da una società così prestigiosa”.

Una provincia, quella pistoiese, che il tecnico nativo di Ferrara visse oltre 20 anni fa, con la sua prima esperienza fuori dall’Emilia-Romagna, decisiva per il prosieguo della sua straordinaria carriera. Nel 1998 infatti, Pillastrini fu scelto per guidare Montecatini, denominata al tempo Sporting Club, rivale storica della piazza biancorossa. Il fato volle però, che in quelle due stagioni passate al PalaTerme, il coach non incontrò mai l’allora Olimpia Pistoia, retrocessa nello stesso anno della sua prima promozione in carriera. «Ricordo con piacere gli anni di Montecatini, sono stati anni fondamentali per la mia carriera. Per la prima volta vinsi il campionato di A2 e l’anno dopo concludemmo al quinto posto in regular season un campionato di vertice in A1. Perdemmo ai play-off anche per alcuni problemi societari ma furono due stagioni memorabili. Credo la gente di Montecatini si ricordi di due stagioni splendide. Per me fu un gran trampolino di lancio che mi permise di ricevere la chiamata dalla Scavolini dove giocai l’Eurolega. Ho captato la rivalità dei tifosi con Pistoia ma non giocandoci mai contro, a livello personale io non ho maturato alcun sentimento in merito. Conservo solo bei ricordi per le grandi performance e la squadra, con cestisti, tra gli altri, del calibro di Niccolai e Scarone».

In quel roster di altissimo livello, militava inoltre un attuale cara conoscenza del Pistoia Basket, il direttore sportivo Marco Sambugaro. « Il rapporto con lui è ottimo. Quando l’ho allenato, come normale che sia, ci sono stati momenti anche di discussione però è stato un giocatore fondamentale per me. La rotazione era corta in A2, giocò tanto e fu decisivo per la promozione. Il rapporto è ancora molto buono ed è difficile non lo sia con una persona così intelligente, posata ed equilibrata».

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