La nona rappresentazione annuale della stracittadina tra Herons e Gema passa in sordina con le due squadre non protagoniste in questa serie B
Sette mesi e qualche settimane fa, Montecatini ribolliva per il primo derby di basket della storia tra Gema ed Herons del 16 marzo. Erano i giorni dello slogan “Ti rinnamorerai a marzo” sul pezzo di Achille Lauro che gli Aironi trasmettevano a spron battuto sui propri canali social e di una squadra, quella guidata da Marco Del Re, che puntò con successo sul basso profilo, uscendo vincitrice alla fine dell’evento più atteso.
E poi ecco il derby di ritorno di targa Herons, così come le gare playoff e la Supercoppa. Contando tutti i precedenti, la banda di coach Federico Barsotti ha messo la testa avanti cinque volte contro le tre della società del presidente Cardelli. E ora? Siamo al primo derby termale in serie B della storia, ma il clima e l’attesa hanno sfumature e contorni completamente diversi. Rispetto allo scorso campionato di C Gold vissuto a mille all’ora da entrambe le società, stavolta la situazione in serie B è tutta un’altra cosa e l’entusiasmo, intorno a questa stracittadina che non è già inedita, non è certo quello della scorsa primavera. La Gema a 4 punti e gli Herons con appena 2 dopo quattro turni: è l’emblema di come il salto di categoria abbia in un certo senso spostato la centralità delle due squadre termali, già consce di non poter fare la voce grossa inanellando serie impressionanti di vittorie anche in questa stagione.
La nuova formula del campionato – che farà sudare ad entrambe più delle proverbiali sette camicie – come massima ambizione al momento per le termali non prevede niente di meglio che sperare nella riconferma in B anche per la prossima annata. Le mire d’alta classifica che stuzzicavano e che avvicinavano tanta gente al Palaterme pochi mesi fa forse hanno spento un po’ gli ardori di una città che, passato già l’effetto novità, ha iniziato a voltare lo sguardo anche altrove.
Sarà inoltre il nono derby in un anno solare, quindi possiamo immaginare il tifoso di basket termale come ormai più che sazio della parola “derby”, tanto da farsela scivolare addosso come un’abitudine. Certo è che se i derby in C Gold fossero stati molti meno – togliendo le sfide ai play off – probabilmente oggi Montecatini non avrebbe due squadre in B. E quindi? Non è sempre domenica, non arrivano sempre i due punti le prime difficoltà si sono già presentate, da una parte e dall’altra. Il caso-Cantagalli della Gema e le prime tre sconfitte consecutive degli Herons dall’altra parte hanno già fatto sentire sulla pelle alle due compagini termali che la B è un’altra categoria e che la stagione, probabilmente, avrà per entrambe sfumature meno gloriose della passata.
“Rome wasnt’ build in a day” cantavano oltre vent’anni fa i Morcheeba e quindi serve pazienza, calma e astuzia perché il tempo è dalla parte di entrambe e il derby, pur se con meno clamore intorno, rappresenta un potenziale trampolino soprattutto per chi potrà festeggiarne la vittoria alla fine della battaglia. Ed in un derby dove nessuna delle due parte oggettivamente favorita conteranno soprattutto gli episodi, le zampate giuste, i guizzi e, perché no, anche il tifo. Ed anche per i supporter di entrambe l’esercizio nuovo è quello di imparare a conoscere e a convivere con i lunedì mattina in cui c’è da masticare amaro per una sconfitta. Stavolta però sarà certamente il problema di una soltanto delle due Montecatini.



