Unico promosso a pieni voti nella GTG è Zach Copeland, insufficienti i due lunghi e Lorenzo Saccaggi
LORENZO SACCAGGI 5,5 (4 punti in 29’). Noie fisiche e influenza lo stanno condizionando da un paio di partite e la squadra non può che risentirne. Ad una trama offensiva che non scorre finchè Copeland non si accende, manca terribilmente il guizzo del regista carrarese. Il carattere non basta a scuotere una prova grigia anche in difesa contro gli assatanati esterni di casa.
ZACH COPELAND 7,5 (26 punti in 31’). Vedendo solo il secondo tempo in cui merita come minimo 10 e lode, il voto può sembrare severo. Ad abbassarlo sono lo scialbo primo tempo e le sei palle perse, a cui reagisce con una ripresa maiuscola (15 dei 26 punti nella torcida dell’ultimo quarto). A togliergli lo scettro di salvatore della patria è tal Giovanni Tommassini, uno che vuol far l’americano anche se è nato in Italì. Che risponde per le rime pure al fantastico quanto illusorio siluro della vittoria (67- 68) con un’altra magia che gli vale successo e titolo di MVP della gara.
MATTEO POLLONE 6,5 (2 punti in 25’). Esce forzatamente a metà quarto periodo su mezza gamba, dopo l’ennesima prova di sostanza, là nel mezzo, a tuffarsi in ogni pertugio, a cercare anche il recupero più impossibile, a francobollarsi addosso anche a chi gliene dà di metri e centimetri. Il Bostik delle risaie, pur nella versione sporco e cattivo (1/4 al tiro), nel finale avrebbe fatto comodo eccome.
CARL WHEATLE 6 (13 punti in 36’). Nonostante sia tra i reduci dall’influenza, gioca stoicamente quasi sempre e tutto l’ultimo decisivo quarto. Cresce nell’arco di una gara in cui non è il solito jolly da calare al bisogno, ma prova a dare il suo mattone sia in attacco che in difesa. In effetti Marks dopo l’intervallo è quasi nullo, mentre Tommassini è praticamente immarcabile.
ANGELO DEL CHIARO 5 (6 punti in 19’). Un buon inizio e poco più. Il ritorno a Cento di uno degli eroi delle sfide playoff di primavera, non è affatto memorabile. Sarà che Cento chiude i varchi, che il supplente Ulaneo vuole conquistarsi un posto fisso nelle rotazioni di Mecacci, ma Angelone è una comparsa o poco più.
GIANLUCA DELLA ROSA 6 (8 punti in 24’). L’effetto adrenalina quando entra dalla panchina, c’è. La voglia di non arrendersi mai pure e infatti Brienza lo tiene in campo nella battaglia decisiva dell’ultimo quarto, in cui non riesce a rimettersi il mantello del supereroe nonostante Della non si tiri mai indietro di fronte alle responsabilità. In una gara così combattuta, un paio di possessi al vento fanno la differenza.
JORDON VARNADO 6 (9 punti in 24’). Non è in quintetto ma fino a poche ore prima della palla a due non era nemmeno a Cento, dove arriva in extremis visibilmente provato anche lui dal virus, per dare almeno una mano ai suoi. Le due manone che mette per stoppare altrettante carambole di casa, sarebbero già importanti ma nel finale spinge la squadra al pareggio arrivato proprio con una delle poche zampate da sotto che Cento gli concede.
DANIELE MAGRO 5,5 (12’ giocati). Non è la gara dei lunghi e men che meno quella dei lunghi di Pistoia, isolati e dimenticati là sotto canestro dove loro fanno poco per farsi notare.
ALLENATORE
NICOLA BRIENZA 6
La sua Pistoia incerottata e malconcia soffre come nelle attese su un campo difficile, contro una squadra rinforzata per di più col dente avvelenato. Soffre ma non cede, conquistandosi con la difesa e un Copeland oltremodo responsabilizzato, pure il pallone della vittoria. Per sterzare la tendenza negativa nelle trasferte oltre Appennino (ko a Forlì e Cento), domenica c’è l’esame PalaDozza dopo l’infrasettimanale con Chieti.
TRAMEC CENTO
IL MIGLIORE
GIOVANNI TOMMASSINI 9
Sarà che con Pistoia aveva un conto in sospeso dopo i playoff in cui già era stato un fattore. Sarà che si sente e non solo per questione di nome, un po’ il Giannis della Milwaukee Arena della via Emilia. Ruolo strameritato per il 34enne romagnolo, scuola Pesaro, che mette la ciliegina sulla torta di una gara col quasi 50% dal campo con una magia assoluta come la tripla della vittoria.
IL PEGGIORE
MATTEO BERTI 5
Parte in quintetto ma presto finisce in panchina, stretto tra la lena di Ulaneo e una gara che respinge il gioco in area.
ALLENATORE
MATTEO MECACCI 7
In estate la società ha aumentato i giri del motore della sua squadra, trasformandola in una possibile fuoriserie. Eppure da contradaiolo incallito Mecacci si prende la rivincita sulla Pistoia di Brienza, puntando sempre sul solito puledro di razza. Tommasini in modo rocambolesco gli dà una vittoria meritata dopo una gara condotta praticamente da metà secondo quarto.


