L’analisi del coach del Pistoia Basket sul match al PalaDozza che attende i suoi: «Meno palle perse e letture migliori contro la Effe»
Ultima tappa del mini tour de force del Pistoia Basket, al terzo impegno in sette giorni dopo la sconfitta di Cento di domenica scorsa e il successo interno di mercoledì ai danni di Chieti. I biancorossi affrontano in trasferta la Fortitudo Bologna, in una gara – quella in programma domani, domenica 11 dicembre – carica di significati per la Giorgio Tesi Group, che si presenta in un tempio sacro del basket italiano come il PalaDozza da capolista solitaria del Girone Rosso di Serie A2.
«Per me e il gruppo di italiani, giocare a Bologna davanti alla Fossa sarà stimolante, indipendentemente dalla classifica. Abbiamo provato a spiegare anche ai ragazzi americani cosa significhi scendere in campo in un ambiente del genere, che ti dà tanti stimoli extra: siamo tutti eccitati all’idea di giocare di fronte a un pubblico così numeroso – le parole di un euforico Nicola Brienza – Cercheremo di mostrare la nostra miglior versione. La Fortitudo riesce a prendere tanta energia grazie ai propri tifosi e non a caso fra le mura amiche è imbattuta».
Rispetto alle ultime due apparizioni, Brienza si aspetta un passo in avanti da parte della sua squadra.«Del match con Chieti cambierei l’approccio iniziale: non eravamo troppo connessi come invece di solito siamo. Ma domani non capiterà. Spero inoltre che riusciremo a essere più fluidi in attacco dopo due partite a mio avviso mediocri. Mi piacerebbe riuscire a mettere maggiore qualità sul parquet, con meno palle perse e letture migliori ad esempio. La squadra – continua il coach della Gtg – ha consapevolezza di quello che non è andato e questo ci aiuta a limare gli errori». Dall’altra parte, ecco un roster a cui talento ed esperienza non mancano di certo.«La Effe ha un gruppo di altissimo livello, pari per qualità e lunghezza alle migliori formazioni di A2. Bologna può contare su interpreti che sono in grado di cambiare le sorti della contesa in ogni momento».
Fra questi c’è quel Pietro Aradori con il quale Brienza ha lavorato ai tempi di Cantù.«Con Pietro abbiamo un bellissimo rapporto, è un ragazzo al quale sono affezionato. Non sarà facile fermarlo: speriamo che abbia una giornata no – scherza (ma non troppo) l’allenatore del Pistoia Basket – Coach Luca Dalmonte? E’ una persona che stimo tantissimo a livello umano. E’ stato il primo vero allenatore con il quale ho lavorato, perché con Pino Sacripanti ero ancora un ragazzo. Con Luca invece ero ormai un uomo e mi fu dato ruolo più centrale».



