Pistoia cade al PalaDozza rimanendo attaccata al match pur non brillando grazie ad uno storico Wheatle: Brienza chiede umiltà e lavoro
All’indomani dell’amara sconfitta del PalaDozza, per Pistoia è tempo di rimboccarsi le maniche, tornare in palestra e cancellare la brutta prestazione messa in campo contro la Fortitudo. La graduatoria continua a sorridere, con la Giorgio Teisi Group in testa al Girone a pari merito con Forlì e Cento, anche se adesso scivolata terza nella classifica avulsa causa scontri diretti. La qualificazione ai quarti di Coppa Italia è già arrivata e resta soltanto da definire la posizione.
Per migliorare l’attuale terza piazza servirebbe una sconfitta di una delle due squadre sopracitate, oltre che ovviamente un successo sulla prossima avversaria Rimini. Pistoia torna dalla trasferta forse addirittura con qualche rimpianto visto l’andamento della sfida. Per riprendersi dalle due sconfitte nelle ultime tre gare, la medicina di coach Nicola Brienza è soltanto una: umiltà.
UNA SCONFITTA AMARA
Il KO subito in casa della Fortitudo lascia un retrogusto spiacevole, in special modo per le modalità con cui è arrivato. Sebbene infatti la squadra di Brienza non abbia rubato l’occhio per qualità tecnica o la solita intensità difensiva, il punteggio ha fatto più volte sperare in un rientro definitivo in partita. Un rientro mai avvenuto fino in fondo e forse senza nemmeno dare davvero questa sensazione. Eppure i biancorossi sono più volte riusciti a riavvicinarsi anche in una giornata particolarmente storta al tiro (45% da 2 e 24% da 3), tanto dal trovarsi a -6 con un minuto e mezzo ancora da giocare. Un chiaro sintomo della forza di questa Giorgio Tesi Group. Un gruppo in grado di poter vincere ovunque, anche incappando in una giornata peggiore del solito. Vuoi per condizione fisica (si è giocato un turno infrasettimanale) o per disattenzioni, il livello offerto è stato inferiore rispetto a precedenti uscite.
Il clima infuocato del PalaDozza, fin qui ancora inviolato, ha trascinato la squadra di Dalmonte. La Kigili ha viaggiato sulle ali dell’entusiasmo sin dai primissimi minuti di incitamento della Fossa dei Leoni. A tutto questo vi è da aggiungersi la prova incolore di Zach Copeland e soprattutto la pessima prestazione di Jordon Varnado. Il numero 23, ancora visibilmente non al 100% atleticamente, è apparso nervoso e poco lucido sotto canestro. Eppure, nonostante i due americani nettamente sottotono, ed un Daniele Magro in campo per soli 5′, Pistoia è riuscita a rimanere attaccata miracolosamente alla partita fino all’ultimo.
CARL WHEATLE: L’ULTIMO AD ARRENDERSI
Grosso merito in questo va senza dubbio a Carl Wheatle. L’inglese è stato l’ultimo ad issare bandiera bianca nel roster pistoiese, concludendo il match con una prestazione monstre. Nessun cestista di Pistoia, quantomeno nella storia recente, era riuscito a mettere a referto una tripla doppia. Chiusa con 37 di valutazione, Wheatle ha messo in piedi una partita da 22 punti, 12 rimbalzi e ben 11 falli subiti. Proprio la sequenza di fischi procurati nella ripresa ha permesso all’ala di lucrare la bellezza di 18 liberi, utili alla squadra per inseguire la Fortitudo ad una distanza abbordabile.
In una serata sfortunata al tiro e dalla poca fluidità offensiva, il numero 24 ha offerto una prova tutta cuore e carattere, caricandosi la manovra offensiva sulle spalle e attaccando continuamente il ferro. Pur non potendo bastare per ottenere la vittoria, Wheatle innalza il suo status di trascinatore ancora più in alto, rappresentando per Pistoia ormai “il terzo straniero” a tutti gli effetti.
COACH BRIENZA INVOCA UMILTÀ
«Non dobbiamo pensare di essere meglio di quello che siamo. Dobbiamo rimetterci a lavorare come se fossimo scarsi». Non lasciano spazio ad interpretazioni le parole di Brienza al termine di Fortitudo-Pistoia. Il coach dei biancorossi ha difatti puntato il dito su una mancanza di umiltà della propria squadra, quasi la posizione in classifica e l’andamento super di questo inizio di stagione abbia fatto calare la solita aggressività difensiva. L’umiltà appunto, di difendere il proprio canestro con tutte l’energia e l’intensità possibile.
Il tecnico ha invocato un pronto rientro in palestra, con le dita incrociate per un ritorno a ranghi completi, per ripartire da subito col piede giusto al rientro in casa. Al PalaCarrara si aspetta il ritorno di Jazz Johnson e della sua Rimini, per chiudere al meglio il girone di andata. Nonostante questa indicazione, non vi sono dubbi sul fatto che l’allenatore brianzolo sappia lavorare sulla testa dei suoi ragazzi. La squadra ha sempre dimostrato una grande forza mentale, oltre che un gruppo coeso, attributi tali da non poter esser persi nel giro di una settimana.



